Trivelle 160413175017
DIFFERENZE 18 Aprile Apr 2016 0100 18 aprile 2016

Trivelle, Regioni divise: Basilicata e Puglia prime per affluenza

I lucani al 50%, la terra di Emiliano al 42%. La Lombardia ferma al 30%.

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Affluenza sotto la soglia minima, con esiti molto diversificati nelle diverse regioni: può essere sintetizzato così il voto degli italiani per il quesito referendario sulle trivelle.
Il mancato quorum cristallizza quindi la situazione a com'era in precedenza.
È però da notare la diversità di performance messa in mostra dalle diverse regioni, naturalmente con affluenze più generose in quelle che hanno promosso il quesito, Puglia e Basilicata su tutte.
Il risultato del 17 aprile 2016, peraltro, ribadisce la validità della teoria secondo la quale quando il primo dato sull'affluenza non è a due cifre inevitabilmente il quesito è destinato a naufragare.
Regione leader nella messa a punto del referendum è la BASILICATA, che al 90% degli 8 mila comuni scrutinati ha raggiunto il 50,4% di votanti.
Tra le altre regioni che hanno promosso seguono il VENETO, con il 38% (41,4% a Padova), la PUGLIA (42,11%), la LIGURIA (31,17%), le MARCHE (33,02%), il MOLISE (30,33%), la SARDEGNA (31,36%), la CALABRIA (26,51%) e la CAMPANIA (26,02%).
Quindi la percentuale dell'affluenza non si è avvicinata ai desideri dei Consigli regionali impegnati in prima fila sul quesito referendario.
Non hanno fatto di meglio, com'era prevedibile, le altre regioni.
Riepilogando, dal dato complessivo si evidenzia che il PIEMONTE alle 23, a scrutinio quasi completato, ha archiviato un'affluenza del 31,28%, con una punta del 35,12% a Torino.
Oltre il dato nazionale anche la VALLE D'AOSTA, con il 34,02%.
La LOMBARDIA ferma al 30,5% (e un picco massimo del 31,6 di Mantova).
Sotto la media il TRENTINO ALTO ADIGE, con 23,8%, diversamente da quanto fatto dal FRIULI-VENEZIA GIULIA (32%, con il dato più alto a Gorizia, che ha registrato un'affluenza del 36,5%).
Oltre la media delle 19 anche la LIGURIA (31,2%, con un picco a Savona, 33,2%) e l'EMILIA ROMAGNA (34,2%, con Modena al 37,2%).
Affluenza inferiore alla media nazionale in Toscana, che ha archiviato il 31% (Livorno svetta con il 34%), allo stesso modo dell'Umbria (28,5%, con Perugia al 28,6%).
Le MARCHE si sono fermate al 34,4% (Ancona 37,4%), il LAZIO al 29,3% (maggior numero di votanti a Roma, fotografata al 31%).
Significativo poi il dato dell'ABRUZZO, regione che in una prima fase ha fatto parte del drappello delle regioni che hanno promosso il referendum: alle 23 la percentuale dei votanti è stata del 34,4%, più alta rispetto alla media nazionale, ma non in maniera esorbitante.
In questo caso particolare la città con il dato più alto è stata Chieti con il 39,4%.
Il MOLISE si è fermato al 33% (34,6% Campobasso), la Campania ha fatto registrare il 26% (29,8% ad Avellino), la SICILIA 28,4% (33,6% Trapani) e la SARDEGNA al 31,5% (36% Oristano).

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