POLEMICA 18 Aprile Apr 2016 1736 18 aprile 2016

Carbone, le accuse di Cecilia Alessandrini

Carbone allergico ai rinnovi. E l'ex segretaria del circolo di Bologna ora lo attacca in Facebook.

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Una cosa è certa: meglio che Ernesto Carbone quel tweet con ciaone non l'avesse scritto.
Oltre agli attacchi sui social per la presa in giro di chi aveva deciso di esprimere il proprio voto al referendum sulle trivelle nonostante Matteo Renzi avesse sponsorizzato l'astensionismo, ci sono anche i sassolini che qualcuno vuole togliersi dalle scarpe.
È il caso di Cecilia Alessandrini, ex segretaria al circolo bolognese del Pd a cui era iscritto Carbone, il Joyce Salvadori Lussu, al centro della città.
RINNOVO DELLA TESSERA? UNA QUISQUIGLIA. «Mi è toccato più di una volta», scrive Alessandrini su Facebook, «ricordare all'onorevole Carbone (e a molti altri eccellenti come lui a dire il vero...) che era ora e passata di rinnovare la tessera del partito grazie al voto del quale ora sta in parlamento. Ogni santa volta l'onorevole mi faceva notare che era sempre a Roma e che aveva proprio poco tempo da dedicare a queste quisquilie. Talmente poco tempo che se fosse passato attraverso le parlamentarie del Pd e il voto della base del Pd, dubito che avrebbe ottenuto il suo bel seggio alla Camera che invece si è conquistato grazie al fatto che, prestando la smart a Renzi, si è ritrovato in una botte di ferro. Posto nel listino bloccato in quota Renzi ben lontano da Bologna (mi pare a Milano, ma potrei sbagliare)».
Ma non è finita qui: «Poiché sono una persona civile sono sempre stata molto paziente con l'onorevole Carbone», continua Alessandrini che senza giri di parole ammette di non averlo mai «apprezzato né politicamente né umanamente per questa sua aria assolutamente ingiustificata da 'lei non sa chi sono io'».
Quel ciaone su Twitter però è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
RISPETTO PER GLI ELETTORI. «Oggi però una cosina all'onorevole Carbone gliela dico», termina il post. «Io non so chi è lei ma lei evidentemente ignora che sono i cittadini come me, anche quelli che oggi sono andati a votare, a pagarle lo stipendio da parlamentare. Invece di fare il bullo su Twitter potrebbe alle prossime elezioni mostrare un po' di coraggio (invece di ripararsi pavidamente dietro a un posto assicurato da accordi di corrente che nulla hanno a che vedere con la democrazia) e sottoporsi al voto. Poi vediamo chi dirà ‪#‎ciaone‬ a chi. Fino a quel momento ci porti rispetto chè non è scontato che si debba pagarle lo stipendio».

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