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ENERGIA E AMBIENTE 18 Aprile Apr 2016 1411 18 aprile 2016

Referendum trivelle, comitato per il Sì presenta ricorso al Mise

L'estensore dei quesiti Di Salvatore: «Cinque concessioni sono scadute da tempo, proroga illegittima». Interrogazione della Spinelli alla Commissione europea.

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Un momento della conferenza stampa alla Camera del Comitato per il sì al referendum sulle trivelle.

Le associazioni del Comitato per il sì al referendum sulle trivelle presenteranno un ricorso al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere il blocco immediato di cinque concessioni estrattive entro le 12 miglia.
Secondo Enzo Di Salvatore, estensore dei quesiti referendari, «le concessioni sono scadute da anni. La norma prevede che siano prorogati i titoli vigenti, non quelli scaduti. Di conseguenza le aziende petrolifere stanno continuando ad estrarre senza autorizzazione».
INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA. Di Salvatore, nel corso della conferenza stampa dei Comitati del Si, ha reso anche noto che l'europarlamentare Barbara Spinelli ha presentato una interrogazione alla Commissione Europea chiedendo se non ritenga di aprire una procedura di infrazione per violazione delle regole sulla concorrenza in merito alla estensione delle concessioni.
Nel corso dell'incontro con i giornalisti, il Comitato ha spiegato le sue ragioni. Grazie al referendum sulle trivelle «ci sono state modifiche alla normativa proposte dal governo e approvate dal Parlamento. Questa non è demagogia. Petroceltic e Shell hanno rinunciato. I permessi di ricerca sono stati bloccati. Se questo è avvenuto penso sia una vittoria», ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale lucano Piero Lacorazza.
SOLCO VERSO LE RINNOVABILI. Mentre per Francesco Borrelli, delegato della Regione Campania, è comunque un successo aver riportato al centro del dibattito le tematiche energetiche: «Non si è raggiunto il quorum - ha spiegato - ma comunque è stato tracciato il solco che porterà l'Italia sempre più verso le rinnovabili e sempre più lontano dal petrolio. Da questa vicenda nascerà un dialogo più forte con il governo».
«È STATO UN SUCCESSO». «Se c'è uno sconfitto oggi in Italia è la democrazia - ha detto ancora Di Salvatore - Non possiamo gioire se due terzi degli italiani non sono andati a votare. Tuttavia siamo riusciti a fare diventare 'nazionalpopolare' un tema di politica energetica nazionale. Prima se ne discuteva solo nelle aule universitarie. Il percorso referendario è stato un successo. Senza il referendum avremmo ancora la politica energetica del governo Monti del 2013, recepita dallo Sblocca Italia, avremmo 27 procedimenti per concessioni entro le 12 miglia, ci sarebbe il pozzo di Ombrina Mare davanti all'Abruzzo. Invece Shell e Petroceltic sono andate via».

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