Ernesto Carbone 160418133943
PROFILO 18 Aprile Apr 2016 1307 18 aprile 2016

Referendum trivelle, ritratto di Ernesto Carbone

Salta da una corrente dem all'altra. Attacca briga su Twitter con Brunetta e M5s. Si fa beffe degli stessi italiani a cui chiederà voti. Chi è il deputato renziano.

  • ...

«Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l'importante è partecipare #ciaone».
Sono solo le tre di pomeriggio di domenica quando Ernesto Carbone, deputato del Pd, renziano, s’attacca all’iPhone 6 e irride i partecipanti al referendum.
Calabrese di Cosenza, ex rugbista, bolognese d’adozione (in Emilia Romagna vive un pezzo della famiglia), avvocato, amante delle moto e dei gadget Apple (al polso ha un orologio della Mela regalatogli dai genitori), riccioli sempre impomatati, a suo agio nel mondo degli aperitivi nel Rione Monti, Carbone è responsabile Pubblica amministrazione della segreteria nazionale del Pd.
DA UNA CORRENTE ALL'ALTRA. Un tempo vicino a Romano Prodi, poi vicino a Massimo D’Alema (fu direttore dell’associazione Red), poi a Enrico Letta.
È stato responsabile per le politiche istituzionali di VeDrò, la convention lettiana ormai dismessa che si teneva a Dro, in Trentino. È stato collaboratore di Paolo De Castro.
Quando Matteo Renzi non era ancora arrivato a Palazzo Chigi, era uno degli ufficiali di collegamento con il mondo lettiano.
I primi tempi, quando l’ex sindaco di Firenze scendeva a Roma, andava in via del Tritone, a due passi da Montecitorio, nell’associazione di Letta, Trecentosessanta.
Ad accompagnarlo c’era proprio lui, Ernesto Carbone, proprietario della Smart blu con cui Renzi si presentò, sgassante, a Palazzo Chigi da Letta.

Il tweet di Carbone sul referendum.

LE LITI SU TWITTER. Nel 2010 si parlava di una sua candidatura alle primarie a sindaco di Bologna («E mi arrabbio con tutti quelli che parlano di società civile, ma non capisco perché io debba essere figlio di un Dio minore e debba raccogliere il doppio delle firme rispetto agli altri») e lanciava l’idea di un’alleanza con l’Udc.
Spesso s’accapiglia con Luigi Di Maio su Twitter, o con Renato Brunetta.
Sono sempre scontri di alto livello, come quello con l’economista berlusconiano e capo di Forza Italia alla Camera nel 2015: «Povero Carbone, non entra mai nel merito, ma ripete le filastrocche del capo: 'Facciamo un salto, battiam le mani: ti salutiamo'...».
«Grande Brunetta, conosce meglio le filastrocche dell'economia. Vai Renato 'ci son 2 coccodrilli e un orangotango, due piccoli serpenti’…». Vette altissime, insomma.
HABITUÉ DEI PROGRAMMI MATTUTINI. Ma è con i Cinque Stelle che Carbone litiga più spesso; il deputato renziano fa parte di quei parlamentari molto attivi sui social che utilizzano lo stesso codice comunicativo degli avversari grillini, con aggressività da troll. «I grillini figli dei fascisti fanno la morale a noi? Sciacquatevi la bocca», disse una volta di Alessandro Di Battista.
Come si vede dal curriculum, Carbone pare essere in Erasmus permanente in Italia.
Eletto in Lombardia, è commissario del Pd a Messina e a Enna. Vagola da una corrente all’altra, con la licenza di spararla, sui social network ma anche in tivù.
È un habitué dei programmi mattutini di La7 e RaiTre. Evidentemente il consenso non gli serve, altrimenti sarebbe stato più cauto nel mandare a quel paese qualche milione di italiani che hanno partecipato al referendum.
Tra i quali, sicuramente, ci saranno anche elettori del Pd cui tra qualche mese, quando comincerà la campagna elettorale per le Politiche, Carbone o chi per lui dovrà chiedere i voti. #ciaone anche lì, o no?

Twitter @davidallegranti

Correlati

Potresti esserti perso