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POLITICA 19 Aprile Apr 2016 1315 19 aprile 2016

Chi è Lutz Bachmann, il leader tedesco anti-Islam

Dal chiostro di salsicce del padre fino alle manifestazioni contro i migranti, passando per i trascorsi criminali, il fondatore di Pegida è a processo per incitamento all'odio.

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Lutz Bachmann, co-fondatore di Pegida, indossa un paio di occhiali da sole durante il processo a Dresda.

La strada di Lutz Bachmann, fondatore e leader di Pegida (Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente), lo ha portato lì dov'è iniziata la sua campagna politica: a Dresda. «L’unico posto al mondo», spiegava il critico letterario Michael Bittner, «in cui un pregiudicato invita la gente a fare “una passeggiata notturna” e in 20mila lo seguono».
Di professione pubblicitario (ma anche graphic designer, cuoco, gestore di locali e tante altre attività meno lecite) Bachmann ha alle spalle una fedina penale ricca di reati legati a droga, furti e aggressioni. E ora potrebbe essere condannato dal tribunale della città dove tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 si era sviluppato il movimento anti-islam tedesco. Il leader si è presentato con degli occhiali da sole 'pixelati', in segno di protesta contro «la censura verso le sue vedute».
INCITAZIONE ALL'ODIO VERSO I MIGRANTI. Rischia tra tre mesi e cinque anni per incitamento all'odio razziale, per il quale è sotto accusa dopo una serie di post su Facebook, nel quale descrive i migranti come “bestiame”, “marmaglia” e “sporcizia”.
Il cuoco che trovò la sua strada nelle frustrazioni comuni a molti tedeschi era stato costretto a lasciare come leader del partito a gennaio del 2015, dopo aver postato una foto in cui appariva con i baffetti e la posa di Hitler.

Lutz Bachmann nella foto con i baffetti da Hitler.


Un mese dopo, passate le critiche (in Germania dimostrazioni del genere non vengono prese alla leggera) era stato reinsediato alla presidenza del gruppo dichiarando che i baffi erano stati aggiunti al ritratto solo successivamente. In quell'occasione aveva spiegato che «Pegida non ha un leader: un presidente serve solo a livello formale» mettendo l'accento sul presunto carattere orizzontale del gruppo.
TRASCINATORE DI FOLLE. Sconosciuto a tutti fino alle prime manifestazioni di Pegida nell'inverno 2014, Bachmann è riuscito a mobilitare migliaia di tedeschi contro l'Islam.
Le idee professate da lui e dal suo movimento sono un curioso mix di post socialismo tedesco, nazionalismo germanico e razzismo neo-nazista.
Se da una parte guida le manifestazioni dei seguaci di Pegida con il suo Eskimo, dall'altra è stato più volte accusato di essersi circondato da elementi dell'estrema destra, nonostante lui abbia sempre smentito qualsiasi legame.
E proprio da Dresda, sua città natale e ora sede del processo, il gruppo era partito con le sue contestazioni, regolarmente tenute di lunedì come facevano nel 1989 i cittadini della Repubblica democratica tedesca (Ddr).
DA 500 A 20 MILA. All'inizio erano in cinquecento ad accompagnarlo nelle sue manifestazioni anti islam, prodromo di quelle anti migranti che sarebbero sorte con la crisi dell'anno successivo. Ma già nel gennaio 2015 il loro numero era salito a 18 mila.
La rapida ascesa era stata contrastata da dimostrazioni di segno opposto in tutto il Paese, in quella che era stata una reazione di orgoglio democratico da parte dei tedeschi.
IL MOVIMENTO NATO SU FACEBOOK. Bachmann creò il suo movimento su Facebook, tutt'ora unica sede dell'organizzazione, e dal social network riuscì a intercettare le frustrazioni del revanscismo tedesco, storicamente un tabù nella Germania post-bellica, ma che negli ultimi anni ha trovato ampio sostegno da più parti (come dimostra anche la recente ascesa di Alternative fur Deutschland).
DAL CHIOSTRO DI SALSICCE A GRAPHIC DESIGNER. Bachmann è nato nel 1973 a Dresda da una famiglia di salumieri originari di Coswig. Dopo l'esame di maturità completò gli studi come cuoco e iniziò a lavorare come aiutante presso il chiosco di salsicce del padre.
Condannato nel 1998 a tre anni e mezzo di prigione per furto, riuscì a scappare in Sud Africa, dove fu però raggiunto dall'estradizione e successivamente incriminato anche per reati legati alla droga.
Negli anni, dopo aver tenuto per un certo periodo un'attività pubblicitaria e aver lavorato come cuoco, si è convertito infine a graphic designer.

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