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ELEZIONI 19 Aprile Apr 2016 1734 19 aprile 2016

Primarie Usa, Clinton e Trump favoriti a New York

I due sono in vantaggio in tutti i sondaggi. Ma solo con una vittoria schiacciante si avvicineranno all'obiettivo: la nomination.

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Donald Trump e Hillary Clinton.

La corsa per le primarie Usa si decide a New York.
I seggi sono aperti, e verso le 3 di notte ora italiana si conosceranno i candidati democratico e repubblicano scelti dalla Grande Mela.
Lo Stato, tradizionalmente liberal, assegna 247 candidati ai primi e 95 ai secondi, rendendo il voto particolarmente decisivo per i dem.
DA 24 ANNI NY NON È DECISIVA. Di solito, arrivati a questo punto, le primarie sono già decise, con i frontrunner in possesso del numero di delegati sufficiente per avere la nomination in pugno (da 24 anni il voto newyorchese non è determinante).
Ma questa volta non è così. La candidata per la nomination democratica, Hillary Clinton, è stata data ripetutamente come la vincitrice non solo delle primarie, ma addirittura delle presidenziali.
Eppure, tappa dopo tappa, il suo avversario Bernie Sanders non ha mai ceduto un passo, e con la striscia di vittorie negli ultimi Stati si è anzi riuscito ad avvicinare al numero di candidati dell'ex first lady.
La prima (davanti nei sondaggi) non può perdere e nemmeno può accontentarsi di una vittoria risicata.
Ma Sanders - che è originario di Brooklyn - non ha intenzione di mollare, e a New York ha tenuto uno tra i raduni più partecipati della sua già sorprendente campagna.
TRUMP CERCA LA FUGA. Sul fronte opposto, Donald Trump ambisce alla nomination per il Grand Old Party, e considera questo appuntamento elettorale come quello della possibile svolta per assicurarsi il numero necessario di delegati che gli garantiscano di evitare la brokered convention, dove probabilmente l'establishment repubblicano gli strapperebbe la vittoria.
Il magnate è stato duramente contestato e almeno sei persone sono state arrestate fuori dal luogo dell'evento dove Trump ha deciso di chiudere la campagna per l'Empire State, mentre altri 21 manifestanti sono stati allontanati dall'area del comizio.

  • Trump sugli attacchi dell'11/7/2001.

L'algoritmo del sito Fivethirtyeight dà Clinton e Trump in vantaggio, rispettivamente di 15 e di 29 punti sugli sfidanti, Sanders e John Kasich.
Il principale avversario di Trump, Ted Cruz, non è molto amato a New York, ed è terzo tra i repubblicani.
L'ESITO SEMBRA SCRITTO. Il portale, che mette insieme diversi sondaggi per sintetizzare la previsione più affidabile possibile, assegna comunque all'ex segretario di Stato e al re del mattone il 99% di chance di successo.
Ma se anche così fosse, a nessuno dei due basterà. Entrambi, per raggiungere il proprio obiettivo, devono stravincere.
Nello Stato per cui è stata senatrice, Hillary non può mostrare alcun segno di debolezza. Dopo un ultimo mese non proprio sulla cresta dell'onda, l'ex segretario di Stato ha bisogno di una vittoria decisiva per stoppare il momentum di Sanders.
ULTIMA CHIAMATA PER CRUZ. Dall'altra parte, nel pieno della guerra intestina al Gop, Trump spera di ottenere non meno di 85 delegati sui 95 in gioco. Se arrivasse vicino a questa soglia, il suo avversario perderebbe quasi matematicamente ogni speranza di conquistare la nomination.
Ma per farlo il magnate è chiamato a vincere con più del 50% in tutti i distretti dove si vota.
Non un gran margine di errore quindi, che lo ha spinto a tenere i suoi ultimi comizi nelle zone dove è meno forte.
IL CONTEGGIO DEI DELEGATI. Tra i dem, Hillary ha conquistato 1.758 delegati (di cui 469 superdelegati) contro i 1.076 di Sanders (compresi 31 superdelegati).
Per vincere la nomination ne servono almeno 2.383.
In campo repubblicano, invece, Trump si è finora aggiudicato 744 delegati, contro i 559 di Ted Cruz e i 144 di John Kasich. Per vincere la nomination Gop ne occorrono almeno 1.237.

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