Vignetta Vauro Casaleggio 160419110038
L'ULTIMO MARXIANO 19 Aprile Apr 2016 1038 19 aprile 2016

Vauro su Casaleggio, uno sfregio al buonsenso

Con quella vignetta ha mancato di rispetto a un morto. E offeso la propria intelligenza. 

  • ...

Si è molto discusso, in questi giorni, della risibile vicenda di Vauro e della vignetta che mostra Grillo come burattino con i fili tagliati per la morte di Casaleggio.
Come a dire: ora che il leader non c’è più, il “burattino” non saprà come agire, perché le sue azioni – così suggerisce Vauro – erano integralmente pilotate dall’alto.
Poiché s’è tanto discusso, sia consentito anche a me dire ciò che ne penso.

La vignetta di Vauro dopo la morte di Casaleggio.

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE DA TUTELARE. Anzitutto, non sia superfluo ricordare che la satira deve essere libera e senza censure: a che sarebbero servite le matitine del Je suis Charlie se poi, alla prima occasione, si volesse censurare chi pensa e dice cose che non condividiamo?
Se tolleranza e libertà di espressione sono valori tutelati, debbono esserlo sempre e non a giorni alterni.
QUI È MANCATO IL RISPETTO. Perfino chi dice le cose più assurde e false, negazionisti compresi, deve avere il diritto di farlo, se la logica esiste ancora: le loro folli tesi dovranno poi essere smentite con la forza della ragione, cosa che, peraltro, nel suddetto caso dei negazionisti non è difficile fare.
E, allora, il punto della vicenda della vignetta di Vauro sta altrove: sta nell'educazione e nel rispetto per i morti. Vauro ha tutto il diritto, ci mancherebbe, di dire ciò che pensa. Nessuno può negargli tale diritto, pena il mettere in discussione la libertà di opinione. E noi abbiamo, per converso, tutto il diritto di dire che ciò che Vauro pensa e dice è, se non altro in questo caso, volgare e offensivo. Indegno di uno spirito pensante.
VAURO HA OFFESO SE STESSO. Di fronte a un morto occorre seppellire l’ascia di guerra, non foss’altro in ragione del fatto che il morto è morto e non ha facoltà di rispondere e di difendersi. Non è un principio difficile da capire, peraltro.
Ecco, allora, che la “trovata” di Vauro di fare uscire la sua vignetta nel giorno della morte di Casaleggio è un’offesa e una mancanza di rispetto: verso Casaleggio, ma poi anche verso Vauro stesso, che ha offeso la sua stessa intelligenza. Come si dice, ha perso una buona occasione per tacere.
L'ESEMPIO DI LEIBNIZ. Vorrei qui ricordare, a mo’ di esempio contrastivo, il contegno che, in altri tempi, quando lo spettacolo televisivo non si era ancora imposto, il filosofo Leibniz assunse al cospetto della morte del suo rivale John Locke.
Contro il Saggio sull’intelletto umano di Locke, in cui si sosteneva l’empirismo, Leibniz aveva elaborato un’articolata e, peraltro, non offensiva risposta: proponeva un innatismo negante l’empirismo lockiano. Ma allorché Locke morì, Leibniz rinunciò a pubblicare i Nuovi saggi sull'intelletto umano, il testo che aveva scritto appositamente per prendere posizione contro Locke. Si chiama rispetto. Forse anche umanità.

Twitter @DiegoFusaro

Correlati

Potresti esserti perso