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REDENZIONI 20 Aprile Apr 2016 1400 20 aprile 2016

Comunione e liberazione, rifugio di ex Br e comunisti

Non solo Bertinotti. Anche gli ex terroristi Azzollini, Barbone, Bignami, Moretti. La lunga la lista di 'rossi' che hanno abbracciato il movimento di Don Giussani.

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Un'immagine di un giovane don Giussani.

«Comunione e liberazione non discrimina nessuno».
Secondo Luigi Amicone, direttore di Tempi e candidato a Milano con Stefano Parisi, le parole su Cl dette da Fausto Bertinotti al Corriere della sera non sono di certo una novità.
«Bertinotti non ha mai avuto un profilo naif, è figlio di quel socialismo utopista dell'800 e ha trovato tra noi la possibilità di riflettere sull'io che ormai non esiste più in nessun altro partito come nella società di oggi, dove si preferisce andare dallo psicologo».
Amicone intervistò il compagno Fausto già nel 2013, quando l'ex segretario di Rifondazione spiegò che «la forza del Partito comunista non era il Comitato centrale, ma la festa dell’Unità. Quando si è rotto quel legame si è prodotto il disastro».
ADDIO IDEALI DEL '900. E sta proprio qui la differenza, ma forse anche l'assonanza, tra Comunione e liberazione e il vecchio Pci, stritolato, quest'ultimo, in un mondo globalizzato e lontano dagli ideali del 900, dove gli schemi della vecchia classe operaia sono saltati e dove, come disse anni fa il miliardario americano Warren Buffet, «la lotta di classe esiste da 20 anni e la mia classe l'ha vinta».
STORICISMO PERDUTO. Anche per questo motivo, forse, Bertinotti, un passato tra Psi, Partito socialista italiano di Unità proletaria e Pci, ha ritrovato dentro il movimento fondato da Don Giussani quello 'storicismo' e quella struttura che una volta albergavano dentro le Botteghe Oscure, ma che poi sono finite per disperdersi dopo la caduta del muro di Berlino.
Lo scrisse pure Andrea Maori nel libro La discesa in campo di Comunione e liberazione, dove si ripercorre la nascita del movimento negli Anni 70 e dove si prova a cercare di comprendere «la complessità organizzativa» dell'apparato ciellino.
STRUTTURE SIMILI. Sempre Amicone, in una recensione del libro di Maori, scrisse che si trattava di una struttura «più simile a quella tetragona e militante del Pci che a quella di una Dc e di un mondo cattolico che, vuoi per “scelta religiosa”, vuoi per crisi di ideali, vuoi per sudditanza alle sinistre, a partire dal ’68 e per l’intero arco degli Anni 70 si ritirano da una presenza organizzata nelle scuole, fabbriche e università, ambienti che la contestazione trasforma in palestre di violentissimo scontro ideologico e di terrorismo diffuso».

Nel Pci delle correnti «più che un'analisi serviva un analista»

Don Julian Carron.

D'altra parte il compagno Fausto non è che uno dei tanti ex comunisti ad aver sposato la casa ciellina ora governata da Juan Carron.
Pochi anni fa c'è stato l'amico Fabio Cavallari, figlio di un partigiano comunista, per due anni militante di Rifondazione, cresciuto nel mito di Bertinotti.
Celebre la sua amicizia con Amicone, ma soprattutto famosa fu la sua lettera inviata a Tempi nel 2009 quando, dopo un'analisi impietosa sulle varie spaccature interni agli ex Pci - dal Movimento comunisti unitari fino alle correnti Essere comunisti, Sinistra comunista, FalceMartello, Controcorrente - sentenziò così: «Qui più che un’analisi politica servirebbe un analista».
PURE FERLINI TRA I CIELLINI. Compagni in viaggio. Anche Massimo Ferlini, ex presidente della Compagnia delle opere, ex Pci e Pds, corteggiato dal candidato sindaco di centrosinistra Beppe Sala ma poi non coinvolto, trovò tra le leve cielline un approdo ideale dopo la stagione di Tangentopoli, quando la sinistra Ds cavalcò l'inchiesta di Mani pulite contro il Psi di Bettino Craxi.
Senza contare Giovanni Lindo Ferretti, cantante dei Cccp nonché ex tesserato comunista, poi nel 2007 invitato al Meeting di Rimini.
TANTI EX TERRORISTI 'SALVATI'. Non si possono poi dimenticare i tanti ex terroristi della stagione degli Anni di piombo che sono stati 'salvati' proprio da Comunione e liberazione.
La lista dei cosiddetti redenti o perdonati è lunga. Certo, non si può dire che solo Cl abbia partecipato a questa opera di redenzione, perché fu soprattutto l'ex cardinale di Milano Carlo Maria Martini a incominciare un percorso con molti di loro.
BARBONE LAVORA ALLA CDO. Come per esempio Marco Barbone, l'assassino di Walter Tobagi, giornalista del Corriere della sera freddato il 28 maggio del 1980.
Barbone ha aderito a Cl e lavora ancora adesso alla comunicazione della Cdo.
Come lui Maurice Bignami, ex terrorista di spicco dell’organizzazione armata Prima linea, condannato a due ergastoli per l’uccisione del giudice Guido Galli, convertitosi in carcere, quando il cappellano gli chiese semplicemente come stava.
Comunione e liberazione lo ha invitato spesso «per ascoltare il racconto del suo percorso umano che lo ha portato, attraverso vicissitudini complesse e dolorose, allincontro con il cristianesimo».

Nel 2004 polemiche al Meeting di Rimini per Mambro e Mantovani

I volontari del Meeting di Rimini 2015.

Tra loro c'è pure Lauro Azzollini, ex brigatista del gruppo reggiano che partecipò al sequestro Moro, condannato a quattro ergastoli: grazie alla semilibertà lavora in una cooperativa per disabile sempre nell'orbita della compagnia delle Opere.
MORETTI INGEGNERE. E ancora: lo stesso Mario Moretti, la mente del sequestro e del delitto Moro, il capo militare delle Brigate rosse, ricevette dalla Regione Lombardia l’incarico di ingegnere tecnico per l’informatizzazione del carcere San Vittore grazie a una cooperativa legata proprio a Cl.
A raccontarlo fu Antonio Iosa, ex Dc gambizzato dai brigatisti, nel libro I silenzi degli innocenti di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo.
Nel 2004 al Meeting di Rimini furono accolte tra le polemiche sia Nadia Mantovani, ex brigatista, sia Francesca Mambro, ex Nar, sei condanne all'ergastolo tra cui quella per la strage di Bologna.
Cl, del resto, non discrimina nessuno.


Twitter @ARoldering

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