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ELEZIONI 20 Aprile Apr 2016 0625 20 aprile 2016

Primarie Usa, Trump e Clinton trionfano a New York

Il magnate e l'ex segretario di Stato fanno il pieno di voti a New York. E ipotecano la vittoria finale alle primarie. Gli avversari sempre più lontani.

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Donald Trump e Hillary Clinton.

Nel cuore di Manhattan è sfida con vista sulla Casa Bianca tra Donald Trump e Hillary Clinton. A pochi blocchi di distanza, tra la Fifth Avenue e Times Square, i due festeggiano il rispettivo trionfo nelle primarie dello Stato di New York. Per il tycoon newyorchese - che apre le porte della Trump Tower a vip e giornalisti - è uno tsunami di voti: 35 punti di distacco sul governatore dell'Ohio John Kasich. Il senatore Ted Cruz, fino ad oggi principale avversario di Trump, è stato snobbato dai newyorchesi di cui aveva criticato i valori. L'ultraconservatore paga ora quelle parole, dette per compiacersi i repubblicani duri e puri, a carissimo prezzo.
VITTORIA NETTA DI CLINTON. Sembrava più sofferta, almeno all'inizio, la vittoria dell'ex first lady, a cui il senatore Bernie Sanders ha provato a mettere paura. Ma alla fine la bilancia si è spostata decisamente verso di lei, sempre in vantaggio nei sondaggi pre-voto. All'Hotel Sheraton, a due passi da Times Square, l'ex segretario di Stato ha festeggiato la vittoria con più di 15 punti di distacco dal 'socialista' del Vermont. Anche per lei, commentano le tv americane, una 'big win', una valanga di consensi.

  • Clinton: «Nessun posto è come casa propria».

Tra i 'Bernie boys', che si sono dati appuntamento in un pub di Brooklyn, in pochi minuti si passa invece dalla speranza in un miracolo alla delusione.
SANDERS LASCIA NY. Ma il finale triste era nell'aria, tanto che Sanders nel pomeriggio era già partito per la Pennsylvania (dove si vota il 26 aprile) e in serata è rimasto lontano dai riflettori: una sorta di resa prima ancora che si conoscessero i risultati. Resta la campagna elettorale straordinaria condotta a New York, dove il senatore è riuscito ad accendere entusiasmi tra i giovani che non si vedevano dai tempi di Barack Obama nel 2008. Sanders si congratula quindi con Hillary, ma non molla: «Ho ancora delle chance».
HILLARY FA IL PIENO DI DELEGATI. Quello dell'ex first lady appare alla fine il risultato più importante della serata: conquista un bottino più cospicuo di delegati, rendendo la generosa rincorsa di Sanders quasi impossibile. Mentre Trump, nonostante abbia sbancato New York, dovrà faticare ancora per sbarazzarsi definitivamente dei suoi rivali e scongiurare del tutto una convention repubblicana apErta, senza avere la nomination in mano.

  • Trump: «Vittoria oltre le previsioni».



«È una notte incredibile. Faremo l'America più forte e più grande che mai. Grazie New York», esulta il magnate newyorchese che ribadisce la sua linea: «Le aziende americane vanno all'estero, gli immigrati illegali sono spesso trattati meglio dei nostri veterani. L'Obamacare è un disastro. Tutto questo finirà», è la sua promessa.
TRUMP E CLINTON PENSANO ALLA CASA BIANCA. E Hillary Clinton è ora più che mai nel suo mirino. A poca distanza, lei replica: «Gente come Trump e Cruz spinge verso un'America divisa e francamente pericolosa. Invece di costruire muri noi abbatteremo le barriere».
«Nessuno in America deve vivere con lo spettro della discriminazione e della deportazione. Bisogna aiutare le persone e aiutarci l'un l'altro, gay, musulmani, uomini e donne», conclude la Clinton che ammette: «Non c'è nessun posto come casa propria. Grazie New York».

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