Nicolò Mardegan candidato NoixMilano elezioni 2016
AMMINISTRATIVE 20 Aprile Apr 2016 1057 20 aprile 2016

''Sovranità'', pure i neofascisti in corsa a Milano

Il braccio politico di CasaPound aderisce alla lista civica ''Noi per Milano''. Che può valere il 2,5%. Utile a Parisi in caso di ballottaggio.

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Nicolò Mardegan, il Gian Burrasca delle amministrative 2016 all’ombra del Duomo, auspicò la necessità della genesi di una nuova destra proprio a Lettera43.it, in una recente intervista.
Con Milano come laboratorio da declinare a livello nazionale.
Tuttavia la Nouvelle droite ambrosiana invocata dall’ex Alleanza nazionale, ex Popolo della libertà ed ex Nuovo centrodestra sembra destinata a fondersi con alcuni vecchi compagni di viaggio. O, per meglio dire, camerati.
È prevista infatti per il 20 aprile 2016 l’adesione alla lista “Noi per Milano” del gruppo di estrema destra “Sovranità”, braccio politico di CasaPound.
ADDIO COSA NERO-VERDE. Un matrimonio che sancisce la rottura della “Cosa” nero-verde nata al sole di Roma, il 28 febbraio 2015, in piazza del Popolo.
Matteo Salvini ha ceduto all’insistenza del candidato sindaco Stefano Parisi, turbato dalla presenza nelle liste leghiste di figure (anche se indipendenti) direttamente riferibili al gruppo di destra.
Un problema sollevato sia per i pretendenti a un posto a Palazzo Marino sia per gli aspiranti candidati nelle nove zone della città.
NO ALLA CAPOTOSTI. Chiusura totale. Soprattutto sul nome di Roberta Capotosti che correrà, invece, per la presidenza della zona 2.
Ma facciamo un passo indietro.
L’innamoramento di CasaPound nasce solo nei confronti delle idee manifestate da Salvini (immigrazione, vicinanza ai movimenti euroscettici, difesa dell’economia nazionale contro la concorrenza sleale straniera), non certo della Lega.
Con quest’ultima i rapporti sono sempre stati piuttosto freddi. Insomma: apprezzamento per la persona, meno per i compagni di viaggio.

Frizioni nate già dal comizio di Bologna del novembre 2015

Matteo Salvini a Bologna.

Una prima frizione si ebbe, per la verità, già al comizio di Bologna (8 novembre 2015) dove l’estrema destra evitò di partecipare.
Non certo per paura dei ventilati problemi di ordine pubblico, ma per la presenza di Silvio Berlusconi, capace di riportare indietro nel tempo l’asse della coalizione di centrodestra.
Inaccettabile per chi intravedeva nel segretario leghista un nuovo orizzonte cui guardare con favore.
CENTINAIO SGRADITO. Secondo boccone amaro da ingerire: la sostituzione del senatore Raffaele Volpi, regista (gradito) nella fase di avvicinamento a CasaPound verso la creazione di “Noi per Salvini”, con il senatore Gian Marco Centinaio, con cui non si è mai ricreato quello stesso feeling maturato con il predecessore.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il ripudio, recente, dell’alleanza a Milano.
Un voltafaccia che dimostra (sostengono i vertici milanesi di Sovranità) la sudditanza del leader del partito di maggioranza relativa, almeno guardando i sondaggi, nei confronti del candidato sindaco scelto da Forza Italia.
PASSIONE O ESTREMISMO? Roberta Capotosti, riferimento del gruppo in città, non crea polemiche, ma lancia un duro messaggio al candidato sindaco del centrodestra suo acerrimo oppositore.
«Lavoro con passione per quello in cui credo. Ho sempre rispettato le istituzioni, in cui ho trascorso 19 anni della mia vita (eletta per la prima volta, in Consiglio di zona, nel 1997, ndr). Molti adesso, per opportunità, confondono la passione con l’estremismo».

Cosa farà Parisi con lista civica “Noi per Milano” in caso di ballottaggio?

Stefano Parisi.

Il gioco dei veti ha colpito anche l’unica presenza “nera” nelle liste del Carroccio.
Si tratta di Angela De Rosa, già candidata alla poltrona di sindaco, per il centrodestra, a Novate nel 2009.
In quell’occasione, sostenuta da Pdl, Lista civica Uniti per Novate, Udc (solo al ballottaggio) e... Lega Nord.
De Rosa, prima ammessa e poi abbandonata da Salvini, farà dunque parte del plotoncino a sostegno di “Noi per Milano”.
GIOCO DEI VETI. Nella partita dei veti, però, può dire la sua anche Mardegan. Come parte lesa.
Rivolgersi, per informazioni, all’ex ministro ciellino Maurizio Lupi.
Non sono state evidentemente dimenticate le dimissioni presentate, a maggio 2015, dall’ex consigliere provinciale non più interessato a ricoprire il ruolo di coordinatore cittadino di Ncd.
Un’avversione, quella nei confronti del giovane candidato sindaco che, guarda caso, ha contagiato tutta la coalizione.
TRA IL 2 E IL 2,5%. Quanto potrà incidere nel testa a testa tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi, evidenziato dai sondaggi, una lista civica come “Noi per Milano”?
Al ballottaggio come si comporterà Parisi? Con immutata intransigenza oppure con maggiore propensione al dialogo?
La lista civica di Mardegan viaggia in una forbice tra il 2 e il 2,5%. Sovranità, dal suo punto di vista, ipotizza di portare in dote, al Comune, 3 mila voti.
«PRIMA GLI ITALIANI». Come sempre la differenza la fanno i contenuti. Su quest’aspetto Capotosti è sicura.
«Sia io sia Nicolò abbiamo sempre fatto politica nei quartieri, in mezzo alla gente. È una nostra caratteristica. Ora ci uniscono», continua la leader di Sovranità, «le battaglie sul sociale, sulle politiche in ambito abitativo, sulla lotta al degrado delle periferie, ma, soprattutto, il concetto che gli italiani vengono sempre prima».


Twitter @_MagliaNera_

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