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POLEMICA 21 Aprile Apr 2016 1535 21 aprile 2016

Video Raggi, il cdr de l'Unità: «Non c'entriamo nulla»

I giornalisti replicano alle accuse per il video sulla Raggi: «Non è il nostro sito. Questo equivoco deve cessare».

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Virginia Raggi (a destra) confrontata con la persona ritratta nel video pubblicato su l'Unità Tv.

Ora anche la redazione de l'Unità è su tutte le furie. Il video della falsa Virginia Raggi al comizio di Forza Italia ha scatenato le polemiche, e le spiegazioni fornite dal direttore Erasmo D'Angelis non hanno certo contribuito a placarle.
«La pubblicazione su Unita.tv del 'video-Raggi' e le polemiche che si sono scatenate su di esso, coinvolgendo, in improvvisate lezioni di deontologia professionale le giornaliste e i giornalisti de l'Unità, impongono una netta puntualizzazione», ha spiegato il comtato di redazione del giornale fondato da Antonio Gramsci. «Unita.tv non è mai stato il sito online de l'Unità e i giornalisti de l'Unità non hanno nulla a che fare con le scelte e i contenuti di Unità.tv».
IL SITO FA CAPO ALLA FONDAZIONE EYU. Una precisazione seguita alle polemiche sollevate dal presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, che attraverso il suo profilo Facebook si era scusato a nome della categoria, criticando l'operato del quotidiano.
Il sito, però, fa capo infatti alla fondazione Eyu, e non al gruppo Pessina che pubblica il giornale. «Ma è chiaro, anche alla luce delle ultime polemiche e fraintendimenti, più o meno ricercati, che questa ambiguità non può continuare», ha proseguito il comitato di redazione. «Da tempo chiediamo alla proprietà, l'Unità Srl, e alla Direzione giornalistica l'apertura di un tavolo aziendale per discutere un serio piano industriale ed editoriale per il rafforzamento del nostro giornale sul mercato editoriale. Un rafforzamento che passa per lo sviluppo di una piattaforma multimediale che integri il giornale di carta con un sito online prodotto dai giornalisti della redazione. Questo confronto non è più rinviabile. Le ambiguità danneggiano il profilo e la credibilità stessa del nostro lavoro e del nostro giornale».
«PER NOI PARLA LA NOSTRA STORIA». Chiusura con una frecciata al presidente dell'ordine dei giornalisti Enzo Iacopino: «Quanto ai 'maestri di deontologia', diciamo con la massima nettezza che i giornalisti de l'Unità non si sentono sotto esame. Per noi parla la nostra storia e la storia di una testata che in oltre 90 anni di vita è stata parte importante di una informazione libera, alta, democratica».

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