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CAMPIDOGLIE 22 Aprile Apr 2016 1307 22 aprile 2016

Bertolaso: Salvini e Meloni scaricano Berlusconi

Il candidato: «Larghe intese a Roma». Ma gli alleati replicano: «Noi andiamo avanti». In gioco non c'è solo il Campidoglio, ma la leadership nazionale sull'elettorato moderato.

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Guido Bertolaso all'uscita da Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi.

Guido Bertolaso non molla. E dice in tivù di avere in mente «un governo di larghe intese per Roma». Ma Matteo Salvini, il leader della Lega Nord che attraverso le amministrative nella Capitale, appoggiando Giorgia Meloni, punta a scalare da destra l'elettorato moderato italiano (non solo romano), risponde forte e chiaro: «Se l'alleanza si estende bene, sono i benvenuti. Se non vengono, bene lo stesso».
I soggetti impliciti sono Bertolaso e il suo patrono politico, Silvio Berlusconi. Tradotto: l'ex capo della Protezione civile può ancora aggregarsi, ma solo come comprimario a livello locale. Così come a livello nazionale l'alleanza con Forza Italia è ancora possibile, purché però Silvio Berlusconi sia disposto a cedere definitivamente il bastone del comando.
Intanto Guido corre da solo, mentre Giorgia corre con Matteo. Da Forza Italia è arrivata la conferma: «La lista a supporto di Bertolaso verrà presentata il 29 aprile».
SALVINI: «BERTOLASO SINDACO? NON IN QUESTA VITA». «Per me, con la presentazione della candidatura di Giorgia Meloni, comincia l'avventura e la battaglia per arrivare al Campidoglio da vincitori. Noi andiamo avanti con Giorgia Meloni e con i romani che, secondo tutti i sondaggi, non pensano che Bertolaso possa mai diventare sindaco in questa vita, mentre Giorgia Meloni sì», ha chiarito Salvini. La lista d'appoggio Lega - Noi con Salvini «è sostanziamente pronta, la prossima settimana inizieremo la raccolta firme», ha annunciato il leader del Carroccio. A capo della lista, presentata venerdì 22 aprile, c'è uno storico volto della vecchia Lega pre-salviniana: Irene Pivetti. Tra i due l'intesa sembra buona, l'intonazione un po' meno.

  • Irene Pivetti e Matteo Salvini cantano la sigla di Mila e Shiro. «Ripuliamo il Tevere, però al posto di due campi rom, due campi da pallavolo. Così troviamo i nuovi Mila e Shiro romani», ha detto Matteo Salvini.


MELONI GELIDA CON BERLUSCONI. La candidata salviniana di riferimento, Giorgia Meloni, dopo aver detto di non essere più disposta «ad aspettare nessuno», ha ribadito: chi vuole allearsi lo faccia ora, perché al secondo turno troverà la porte chiuse. Il rapporto con il Cavaliere è sempre più freddo: «Da Silvio Berlusconi mi sarei aspettata un guizzo». Per esempio, la sua presenza giovedì 21 aprile sulla terrazza del Pincio, rampa di lancio della campagna elettorale della leader di Fratelli d'Italia. Iniziativa contornata da volti noti della destra romana: da donna Assunta Almirante a Isabella Rauti, da Ignazio La Russa a Fabio Rampelli. Guest star Matteo Salvini. Berlusconi, però, al Pincio non c'è andato. E in agenda non sono previsti nuovi incontri. Un appuntamento con il Cav «non è in programma e non ne ho notizia», ha detto Meloni.
COMPETIZIONE PER IL VOTO DEI MODERATI. L'obiettivo della Lega Nord e di Fratelli d'Italia è duplice. Arrivare al ballottaggio a Roma con un candidato credibile, e promuovere un ricambio dirigenziale nel campo dei moderati su scala nazionale. Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, finge di non capire. E accusa Salvini e Meloni di aver «sfasciato l'unità del centrodestra». Perché mai hanno deciso di 'scaricare' Bertolaso? Salvini, ancora una volta, prova a spiegarglielo in maniera indiretta: «Penso che il 20 giugno ad urne chiuse il centrodestra cambierà marcia, perché in queste condizioni, evidentemente, Renzi non lo sfidi. La gestione del centrodestra avuta fino a ieri a livello romano è stata pessima». Salvini dice «a livello romano». Però allo stesso tempo parla di sfidare Renzi, che non risulta essere candidato sindaco, ma presidente del Consiglio e futuro candidato premier anche nel 2018. Più chiaro di così...

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