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POLEMICA 23 Aprile Apr 2016 1425 23 aprile 2016

Davigo, M5s all'attacco di Renzi

Di Maio cavalca il caso. Il premier: «Rispetto i magistrati e aspetto le sentenze».

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Piercamillo Davigo.

Anche la polemica sollevata dal doppio attacco di Piercamillo Davigo a politici e governo diventa terreno di scontro tra Pd e M5s. Lo sforzo del neo presidente dell'Anm di smorzare i toni venerdì sera è infatti passato in cavalleria.
Matteo Renzi, impegnato a New York, in un primo momento era rimasto in silenzio, delegando ai suoi la difesa d'ufficio. Un silenzio durato solo una manciata di ore, visto che sabato ha detto la sua attraverso l'e-news settimanale. Poche parole e nessun attacco frontale.
LA RISPOSTA DI RENZI. «Tutti i giorni leggo polemiche tra politici e magistrati», ha scritto il premier «Un film già visto per troppi anni. Personalmente ammiro i moltissimi magistrati che cercano di fare bene il loro dovere. E anche i moltissimi politici che provano a fare altrettanto. Il rapporto tra politici e magistrati deve essere molto semplice: il politico rispetta i magistrati e aspetta le sentenze. Il magistrato applica la legge e condanna i colpevoli. Io rispetto i magistrati e aspetto le sentenze. Buon lavoro a tutti».
Una stilettata rivolta a chi ha deciso di rispettare le sentenze e di essere garantista solo ora, soprattutto se le inchieste riguardano propri eletti. Leggi Livorno.
DI MAIO ALL'ATTACCO. A difendere a spada tratta Davigo, invece, è il M5s. Prima con Luigi Di Maio. «Il Partito democratico attacca un magistrato che nessun cittadino potrebbe smentire», ha detto in occasione della presentazione del programma elettorale a Milano dove il leader in pectore ha rispolverato la vecchia verve giustizialista.
«Invece di attaccare il magistrato», ha aggiunto, «i partiti dovrebbero guardarsi in casa loro e fare pulizia. Come sempre», ha concluso, «il pesce puzza dalla testa e qui sono i partiti, organizzazioni della fine dell'800, che ancora oggi ci impongono questa parola, ma sono comitati d'affari».
Posizione ribadita, come prevedibile, dal Blog.
Davigo, si legge nel post, «è diventato lo spauracchio del governo dopo la sua intervista in cui attacca i corrotti e la corruzione. È una curiosa coincidenza».
E poi via all'attacco: «Il bombaminkia di Rignano, che forse non hai mai aperto un libro di storia, ha reagito con un originalissimo 'Davigo chi?', ignorando il fatto che Davigo facesse parte del pool di Mani Pulite quando lui era noto solo per essere un boyscout che le sparava grosse».


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