Serraj 160426003658
GUERRA 25 Aprile Apr 2016 2216 25 aprile 2016

Libia, governo chiede aiuto per proteggere i pozzi

Offensiva Isis a Brega, il premier Sarraj si appella all'Onu e all'Europa. Renzi: «Pronti a dare una mano». Ma servono richieste formali. Il sostegno del G5. Smentita l'offerta di 900 soldati dall'Italia.

  • ...

Il premier libico Fayez al Sarraj.

Il governo libico ha chiesto aiuto per proteggere i pozzi petroliferi dalla minaccia dell'Isis, e la comunità internazionale ha risposto. Da Hannover, il premier italiano Matteo Renzi ha assicurato il «sostegno unanime» del G5 al governo Sarraj, affermando che il nostro Paese sarà «sensibile» alle sue richieste, quando verranno «formalizzate».
A Tripoli il Consiglio presidenziale guidato dal primo ministro Fayez al Sarraj prosegue a piccoli passi nel tentativo di dare un ordine al caos libico. La richiesta di aiuto per proteggere i pozzi è stata rivolta all'Onu, all'europa e ai Paesi africani confinanti, dopo un'allerta su possibili attacchi ai giacimenti, compresi quelli marittimi.
È stata smentita la notizia diffusa da fonti stampa sul piano italiano di inviare 900 soldati per la difesa dei pozzi e per addestramento. Il chiarimento è arrivato sia dal governo che dallo Stato maggiore.
Non è la prima volta che i quotidiani italiani comunicano di piani o di imminenti interventi, notizie spesso frutto dei contrasti tra i vertici militari e il governo. In questo caso, tuttavia, il no alle voci è arrivato da entrambi i fronti.
OFFENSIVA DELL'ISIS NELL'EST DEL PAESE. I miliziani dello Stato Islamico, sabato 23 aprile, hanno lanciato una nuova offensiva contro i pozzi di Brega, nell'Est del Paese. Il dossier libico era sul tavolo dei grandi della terra, riuniti in un vertice informale al castello di Herrenhausen, in Bassa Sassonia. Renzi, che prima del vertice ha parlato al telefono con Sarraj, al termine dei lavori ha spiegato che i G5 (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia) hanno espresso «sostegno unanime» al lavoro di Sarraj: «bisogna fare di tutto perché abbia successo».
I POZZI NEL MIRINO «NON SONO QUELLI DELL'ENI». Tutte le iniziative dovranno però essere richieste da Tripoli. Quando saranno «formalizzate, non solo annunciate, l'Italia sarà un partner sensibile, pronto a dare una mano dentro un progetto complessivo», ha assicurato il premier italiano, specificando comunque che i pozzi petroliferi per i quali è stato chiesto aiuto non sono quelli dell'Eni. Ad Hannover non sono state decise misure concrete, proprio perché si attendono richieste specifiche da Tripoli, ma in ogni caso Renzi ha registrato il «cambio di direzione della comunità internazionale rispetto a quanto accadeva un anno fa, quando la questione Libia e quella immigrazione non erano una priorità europea».
RESTA L'INCOGNITA HAFTAR. Proprio sul fronte dell'emergenza sbarchi, un accordo con la Libia sul modello di quello fatto con la Turchia secondo Renzi potrebbe «ridurre il numero di migranti in partenza dall'Africa». Il vero ostacolo, fino a questo momento, è la sostanziale fragilità dell'esecutivo Sarraj, che non ha ancora ricevuto il sostegno formale di quella importante parte del Paese che fa capo al Parlamento di Tobruk, in Cirenaica, soprattutto per l'opposizione del suo uomo forte, il generale Khalifa Haftar. Haftar, infatti, pensa soltanto a preparare l'offensiva contro l'Isis nella sua roccaforte, Sirte, potendo contare sul sostegno dell'Egitto del presidente al Sisi.
COMMANDO BRITANNICI PRONTI A COLPIRE A SIRTE. Questo stallo è visto con preoccupazione dalla comunità internazionale e dall'Onu, che con il suo inviato speciale Martin Kobler ha sollecitato Tobruk a dare la fiducia al governo di unità nazionale entro dieci giorni. Senza un esecutivo con il pieno controllo di tutto il territorio, ogni ipotesi di intervento militare, anche di semplice peacekeeping, è considerata prematura nelle cancellerie occidentali. Eppure, sotto traccia, forze speciali europee ed americane sarebbero già attive da tempo al fianco delle truppe locali per fronteggiare l'Isis. Secondo i media britannici, tra l'altro, i commando di Sua Maestà si preparerebbero a lanciare nelle prossime settimane un attacco contro i jihadisti a Sirte, unendosi ai militari francesi e statunitensi.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso