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ELEZIONI 26 Aprile Apr 2016 1227 26 aprile 2016

Primarie Usa, l'alleanza Cruz-Kasich non ferma Trump

I due avversari repubblicani uniscono le forze contro The Donald. Ma il magnate è sempre più avanti nei sondaggi, e punta a sbancare il Super Tuesday.

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Ted Cruz e John Kasich si stringono la mano durante un dibattito televisivo.

Mentre con l'avanzare delle primarie Usa appare sempre più certa la vittoria di Donald Trump nel Gop, i repubblicani tentano la mossa della disperazione: l'alleanza tra il senatore ultraconservatore Ted Cruz e il moderato governatore dell'Ohio John Kasich.
Due candidati che più diversi non potrebbero essere, ma che hanno un unico obiettivo: unire le forze per impedire al tycoon di raggiungere i 1.237 delegati necessari per conquistare la nomination presidenziale.
Eppure, questa particolare unione di intenti rischia di rafforzare ancor di più Trump. Un'alleanza in questo momento è l'ultimo segno di una debolezza sempre più evidente, e nelle dinamiche delle primarie americane dare l'impressione di essere perdenti porta automaticamente alla sconfitta.
TRUMP SUPERA IL 50% DEI CONSENSI NEL GOP. Per la prima volta, inoltre, un sondaggio ha assegnato a Trump l'appoggio del 50% degli elettori del Grand Old Party a livello nazionale.

  • Trump commenta l'alleanza Cruz-Kasich: «Patetici».


Secondo la Nbc, che ha realizzato il rilevamento, il dato è significativo a poche settimane dalla fine delle primarie, in quanto serpeggiava la convinzione che l'appoggio a Trump in seno ai repubblicani non avrebbe superato un certo tetto, inferiore comunque al 50%.
TRUMP AVANTI NEL SUPERTUESDAY. Il nuovo Super Tuesday, che mette in palio 172 delegati repubblicani e dove la sfida più importante è quella della Pennsylvania, nei sondaggi è già in tasca al magnate newyorchese, dopo il trionfo nel suo Stato di casa.
Cruz e Kasich hanno dunque messo da parte la loro rivalità, caratterizzata da mesi di scontri e attacchi reciproci, e con una doppio comunicato delle rispettive campagne hanno sancito l'asse anti-Trump, spartendosi di fatto i prossimi Stati in cui si andrà a votare per le primarie.
Cruz si concentrerà in particolare sull'Indiana, dove si andrà al voto il 3 maggio, aprendo la strada a Kasich soprattutto in Oregon (17 maggio) e New Mexico (7 giugno).
ALLEANZA GIÀ A RISCHIO. A sole 24 ore dal suo annuncio, però, l'asse è già sul punto di saltare. Gli inseguitori del tycoon hanno già iniziato a negare il reciproco consenso. Il governatore dell'Ohio durante un comizio a Filadelfia ha detto che in Indiana gli elettori andranno comunque a «votare per lui», anche se non farà campagna. «Non mi sembra una gran cosa», ha aggiunto commentando la frase del senatore del Texas, il quale aveva affermato: «Notizia fantastica in Indiana, Kasich ha deciso di tirarsi fuori per lasciare a noi il testa a testa contro Trump».
Da parte sua, la campagna elettorale di Cruz ha precisato: «Non abbiamo mai detto agli elettori per chi votare, stiamo semplicemente facendo sapere dove concentreremo le nostre risorse».
LA CHANCE DELLA BROKERED CONVENTION. Nessuno dei due spera di poter superare Trump nel conteggio dei delegati (è ormai praticamente impossibile), ma hanno ancora una carta nel mazzo: cercare di strappare il maggior numero possibile di voti al magnate per impedirgli di arrivare alla convention con la maggioranza assoluta delle preferenze.
Nel caso di una maggioranza relativa, i delegati hanno diritto a cambiare la loro scelta (è lo scenario della cosiddetta brokered convention), e l'establishment potrebbe indirizzare i loro voti verso un candidato più apprezzato di Trump.
L'IMPOTENZA DELL'ESTABLISHMENT. La decisione dell'alleanza la dice lunga sulle difficoltà del partito repubblicano, il cui establishment si è dimostrato totalmente incapace nelle scorse settimane di imporre una linea o una figura abbastanza autorevole per riuscire a fermare la corsa del tycoon dopo il fallimento delle campagne di Jeb Bush e Marco Rubio. «Sono assolutamente disperati e matematicamente morti», è il commento di Trump, che sceglie Twitter per replicare alla decisione di Cruz e Kasich.
ANCHE CLINTON VOLA NEI SONDAGGI. A poche ore dal Super Tuesday in Pennsylvania, Maryland, Rhode Island, Connecticut e Delaware, la situazione in termini di delegati vede Trump in testa con 845 seguito da Cruz con 599 e Kasich con 148. Sul fronte democratico, intanto, anche Hillary Clinton vola nei sondaggi sul voto in Pennsylvania. L'ex first lady, che ha 1.428 delegati contro i 1.153 del senatore Bernie Sanders, punta a incassare anche i 462 in palio nel Super Tuesday (di cui 210 in Pennsylvania) consapevole di poter di fatto conquistare il match point.
LE LUSINGHE DEGLI INDUSTRIALI. Intanto non cede alla lusinghe di Charles Koch, il più anziano dei fratelli Koch a capo di un impero industriale e storici finanziatori della destra americana. «Hillary è meglio di Trump e Cruz», ha sentenziato Charles, definendo i due «terrificanti» e dando voce al malessere e ai malumori che caratterizzano molti repubblicani. Increduli di fronte al fatto di non poter contare su di un candidato che sia realmente espressione dell'establishment del partito.
HILLARY RIFIUTA. La Clinton però chiarisce subito di non gradire l'endrorsement di Koch e di non essere interessata al sostegno di persone che negano i cambiamenti climatici o tentano di rendere più difficile il voto per la gente. Intanto l'ex segretario di Stato continua a vagliare i nomi dei possibili candidati alla vicepresidenza. E secondo il Nyt in pole position ci sarebbe Deval Patrick, 59 anni, avvocato per i diritti civili che è stato il primo governatore afroamericano del Massachussetts.

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