25 aprile: al via corteo a Milano
MAMBO 26 Aprile Apr 2016 1002 26 aprile 2016

Se questa è la festa del 25 aprile, meglio abolirla

Non c'è spazio per violenti ed eredi del Gran Mufti: l'Anpi lo capisca, altrimenti lasci perdere.

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Un semplice consiglio all'Anpi: non organizzate più le cerimonie del 25 aprile.
Anche dopo le manifestazioni di quest'anno è chiaro come vi sia un grave travisamento del simbolo della Resistenza. L'Anpi, ormai diretta da dirigenti post-resistenziali, a parte il caro Smuraglia a Milano, non traccia una netta linea di demarcazione fra chi ha diritto e chi no di alzare i simboli della Liberazione.
E sta diventando rischioso anche per noti antifascisti onorare in piazza il 25 aprile.
INSULTI VERGOGNOSI A PARISI. Non dobbiamo dimenticare quel che accadde a Milano al papà della Moratti e a lei medesima. Ieri sono piovuti insulti contro Stefano Parisi che viene da una storia socialista e antifascista. Per fortuna militanti del Pd hanno fatto barriera per proteggerlo, ma leggere che lui, sua moglie e le sue ragazze possano essere considerate estranee alle celebrazioni del 25 aprile è cosa moralmente orribile.
Così a Napoli dove la candidata del Pd per la sindacatura, l'onorevole Valente, è dovuta addirittura andar via.
Chi sono i protagonisti di queste imprese? Sono raggruppamenti violenti e minoritari che per la cultura che esprimono sono nemici della Resistenza, che radunò, in un momento drammatico, formazioni di qualunque credo politico, dai comunisti ai monarchici.
LA RESISTENZA HA PIÙ BANDIERE. La Resistenza non è rossa , è anche rossa ma ebbe tante belle e diverse bandiere. Chi non lo sa o lo vuole nascondere dovrebbe essere cacciato dai cortei e messo nella lista di non gradimento dell'Anpi. Così come le organizzazioni filo-palestinesi.
È accettabile che chi nel mondo vanta diritti o lamenta soprusi ci sia, ma non può esserci chi nega la storia e la nostra storia. La Brigata ebraica era formata da eroi venuti a liberare un Paese in cui leggi razziali avevano favorito la deportazione e la morte di cittadini italiani.
In quegli stessi anni le icone politiche e militari dei futuri palestinesi stavano con Hitler. Vogliono le organizzazioni filo-palestinesi stare nei nostri cortei? Accettino la Brigata ebraica e condannino il Gran Mufti di Gerusalemme, sennò fuori dalle palle.
IL 25 APRILE NON È FESTA DI VIOLENTI. L'Anpi, che io rispetto, deve avere questo ruolo di custode severo della memoria. Sennò lasciasse perdere, ognuno va per sé.
Quest'anno in molti non siamo andati ad alcuna celebrazione. Se l'Anpi non sarà in grado di porre un limite politico e morale ai suoi partecipanti (no all'antisemitismo e condanna del Gran Muftì di Gerusalemme) a quelle manifestazioni converrà non andare più e non portare i vessilli repubblicani.
Celebrare il 25 aprile con giovani che tifano non per un popolo che cerca uno Stato ma con icone del neo-nazismo non ha senso. Mi rivolgo a Smuraglia, sgradevolmente chiamato in causa sulle riforme istituzionale dall'house organ di Palazzo Chigi: caro compagno, stabilisci ora, chi può e chi non può stare nel corteo del prossimo 25 aprile e soprattutto stabilisci in primis che la Brigata ebraica deve esserci mentre chi non rinnega forze che hanno nel proprio album di famiglia, arabo o italiano, Hitler deve andar per conto suo.
Altrimenti è meglio un 25 aprile fai da te. Cioè la fine del 25 aprile, che non è festa di violenti e di eredi del Gran Mufti di Gerusalemme.

Twitter @giuseppecaldaro

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