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POLITICA 26 Aprile Apr 2016 0906 26 aprile 2016

Usa, Salvini incontra Trump a Philadelphia

Il tycoon augura al leader della Lega di diventare «presto premier». Intesa sulle politiche (anti) migratorie.

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Il segretario generale della Lega, Matteo Salvini, ha incontrato Donald Trump a Philadelphia, a margine dell'ultimo comizio elettorale del tycoon in vista delle primarie repubblicane che si svolgono in Pennsylvania. Il faccia a faccia sarebbe durato circa 20 minuti.


L'evento elettorale di Trump si è svolto nell'arena sportiva di Mohegan Sun Area at Casey Plaza nella località di Wilkes-Barre, ai sobborghi di Philadelphia.
SALVINI CON IL CARTELLO PER TRUMP. Salvini è arrivato accompagnato da Amato Berardi, presidente del Nia-Pac (National Italian American Political Action Committee), l'organizzazione il cui scopo primario è quello di promuovere le tradizioni, la lingua e la cultura italiana negli Stati Uniti. Il segretario generale della Lega si è quindi seduto tra i fan del tycoon tenendo in mano come tutti gli altri un cartello blu con lo slogan «Trump. Make America Great Again».
Al termine del colloquio, Salvini e Trump si sono concessi sorridenti ai fotografi. Secondo quanto si apprende, Salvini nelle prossime ore dovrebbe essere a Washington per una serie di incontri.
«MATTEO, PRESTO PRIMO MINISTRO». «Matteo, ti auguro di diventare presto primo ministro in Italia»: così Donald Trump ha salutato Matteo Salvini, ricambiando l'augurio che il segretario della Lega ha rivolto a sua volta al tycoon, quello di essere eletto il prossimo 8 novembre presidente degli Stati Uniti.
Al centro del colloquio tra i due - racconta in particolare Berardi - i temi dell'economia, e soprattutto quello dell'immigrazione, prioritario in Europa come negli Stati Uniti.
INTESA SULL'IMMIGRAZIONE. Proprio sull'immigrazione si sarebbe registrata piena sintonia tra Salvini e Trump, entrambi d'accordo sulla necessità di sviluppare da una parte e dall'altra dell'Atlantico politiche mirate ad aiutare il più possibile nei Paesi d'origine le popolazioni che fuggono dalla fame e dalla povertà.
«SERVE UNA VENTATA DI ONESTÀ». «Una ventata di onestà che partisse dagli Stati Uniti farebbe bene a tutti»: così Salvini a Radio Padania ha commentato una possibile vittoria di Trump alle presidenziali Usa. Il leader della Lega ha dichiarato che «c'è un entusiasmo incredibile» perché «Trump sta riavvicinando alla politica milioni di persone che se ne sarebbero fregate, con buna pace degli intellettuali».
«Ho avuto la fortuna di scambiarci un po' di parole - ha detto Salvini sull'incontro col candidato alle primarie del partito Repubblicano - di confrontarmi su alcuni temi. Qui vanno giù dritti: i programmi su sicurezza, immigrazione, legalità, le tasse sono assolutamente chiari».
LEGAMI CON TRUMP, LE PEN E PUTIN. Salvini ha sostenuto che il suo interesse per la campagna di Trump è coerente coi legami avviati già con altri partiti come il Front National di Marine Le Pen in Francia o la Fpo austriaca, ma anche con la Russia di Vladimir Putin («Lo stesso Trump ritiene che con la Russia i rapporti debbano essere positivi»).
«Qua - ha detto - il problema non è la destra contro la sinistra, ma è la visione del mondo che può essere simile a Mosca come a Philadelphia, a Milano, come a Vienna o Londra. Nel nostro piccolo ci mettiamo in gioco».
Chi parla dell'avanzata di forze razziste, ha concluso Salvini, afferma «cazzate, perché «o la gente è impazzita dappertutto, oppure i pazzi prezzolati si trovano sull'altro fronte».

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