Orsi Finmeccanica 121031132324
INCHIESTA 27 Aprile Apr 2016 2055 27 aprile 2016

Finmeccanica, Michel vuole parlare di Renzi con l'India

L'intermediario della tangente sui 12 elicotteri di Agusta Westland, dopo la condanna di Orsi, è disposto a collaborare.

  • ...

Giuseppe Orsi.

La condanna in appello per corruzione a carico dell'ex amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi fa sentire i suoi echi in India, crocevia del processo che prese il via a Busto Arsizio sulla maxi tangente da 51 milioni di euro sulla compravendita di 12 elicotteri di Agusta Westland del valore di 500 milioni.
La pubblicazione della sentenza ha scatenato tra Mumbai e New Delhi una nuova bagarre politica, con attacchi da parte della maggioranza del premier Narendra Modi al partito di opposizione di Sonia Gandhi e viceversa.
Di mezzo ci sono i contrasti interni - il parlamento indiano ha chiuso per due giorni - ma pure quelli esteri, perché i rapporti tra Italia e India sono sempre più tesi, ancora legati all'affare marò (a Massimiliano Latorre è stato concesso di restare in Italia fino alla fine di settembre mentre Salvatore Girone è qui dal 2014 per problemi di salute ndr) e soprattutto a uno degli intermediari che avrebbe lavorato sulla commessa di Finmeccanica, ovvero Christian Michel, manager inglese ora latitante a Dubai.
IL RUOLO DELL'INTERMEDIARIO MICHEL. Michel, titolare della Global Service Trade Commerce a Londra e della Global Service Fze di Dubai, all'epoca consulente di Agusta Westland, avrebbe ricevuto da parte di Orsi e Bruno Spagnolini (all'epoca amministratore delegato di Agusta e anche lui condannato la scorsa settimane in appello ndr) 30 milioni di euro per aggiudicarsi la commessa corrompendo il maresciallo Sashi Tyagi, nel 2005 capo di Stato Maggiore dell'Indian Air Force.
In India sta andando avanti il processo. E gli inquirenti indiani vogliono sentire Michel.
O meglio, hanno già chiesto l'estradizione agli Emirati Arabi Uniti per arrestarlo.
IL PRESUNTO INCONTRO MODI-RENZI. Ma l'intermediario inglese vuole vendere cara la pelle. E alla fine dello scorso anno inviò lettere un po' ovunque, persino al Tribunale Internazionale delle Nazioni Unite sul diritto del mare, dove oltre a spiegare la sua posizione sulla vicenda raccontò di aver saputo di un incontro bilaterale tra Modi e Matteo Renzi a New York, sede delle Nazioni Unite, il 24 settembre del 2015 quando il primo avrebbe offerto la libertà dei marò in cambio di «informazioni» che legassero lo stesso Michel alla presidentessa dell'Indian National Congress Sonia Gandhi.
In sostanza, un lavoro di dossieraggio contro un avversario politico.
IL PREMIER INDIANO SMENTISCE. La vicenda è tornata di nuovo di attualità dopo la sentenza di appello su Finmeccanica, tanto che Modi si è affrettato a smentire proprio in questi giorni l'incontro avuto con Renzi.
Ma a problemi si aggiungono problemi. Perché Michel ha fatto sapere in un'intervista al quotidiano The Hindu di essere disponibile a parlare e a ricevere un team di investigatori indiani della polizia finanziaria (Ed) o della Cbi per rispondere a domande sul caso, anticipando comunque di non avere mai incontrato Sonia Gandhi né in vita sua altri membri della famiglia. «Credo che l'unico modo per risolvere questa questione sia un interrogatorio diretto», ha assicurato, sostenendo di «poter essere utile fornendo documentazione».
L'INTERVISTA AL THE HINDU. Michel ha poi ricordato nell'intervista di avere inviato una offerta scritta al riguardo a Modi nel novembre del 2016 senza mai ricevere risposta.
Non solo. Nella chiacchierata con The Hindu Michel ha confermato di avere avuto tra tre fonti diverse la conferma dell'incontro tra Modi e Renzi. Nell'intervista Michel parla dell'ex procuratore di Busto Arsizio Eugenio Fusco e di come si fosse incentrato sulle presunte tangenti a favore della Lega Nord. Dice di ritersi una vittima politica sia in India, sia in Italia dove il suo processo a carico è ancora in corso, parallelo a quello per Orsi e Spagnolini.
Ma riuscirà Michel a parlare? Come spiegano i suoi legali tutto ruota intorno alla decisione delle autorità indiane che sembrano però non volergli concedere né una visita a Dubai nè un lasciapassare per essere interrogato senza arresto in India. Se mai parlerà, Michel potrebbe rivelare molte cose, sia sulla politica indiana sia su quella italiana. Oppure è solo un bluff per salvarsi?

Twitter @ARoldering e @gabriella_roux

Correlati

Potresti esserti perso