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ELEZIONI 27 Aprile Apr 2016 0627 27 aprile 2016

Primarie Usa, Trump e Clinton dominano nel Super Tuesday

The Donald vince in cinque Stati su cinque, affossando la neo-alleanza tra i rivali. Hillary a un passo dalla nomination. A Sanders solo il Rhode Island.

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Donald Trump e Hillary Clinton festeggiano la vittoria.

Donald Trump prende tutto e si incorona come il «presunto candidato» alla Casa Bianca per i repubblicani. Hillary Clinton non fa l'en plein ma quasi, conquistando quattro Stati su cinque, e dal palco della vittoria a Philadelphia, che ospiterà la convention democratica a luglio, lancia l'appello all'unità del partito e la sfida al tycoon di New York. È questo lo showdown che va sempre più profilandosi dopo il risultato dell'ultimo Super Tuesday delle primarie americane, che con gli stati del Nord Est alle urne ha di fatto chiuso il capitolo East Coast prima di passare al test finale e decisivo di giugno in California.
TRUMP CONQUISTA 5 STATI SU 5. Le chiamano le 'Acela Primaries', dal nome della rete ferroviaria che collega i cinque stati: Maryland, Delaware, Pennsylvania, Connecticut e Rhode Island. Trump li conquista tutti, portando a casa un bottino di delegati tale da fargli dire che i rivali «Ted Cruz e John Kasich devono proprio andare a casa». Il 'patto' stipulato tra i due - rinunciando reciprocamente a fare campagna in tre Stati dove hanno meno chance nella speranza ancora di unire le forze per contrastare la cavalcata di Trump - vale solo dal voto in Indiana a maggio ma l'odierna vittoria su tutto il fronte del magnate lascia intravedere scarse possibilità di successo di questa strategia.

  • Mappa delle Primarie repubblicane nei cinque Stati in cui si è votato (per vedere le percentuali di voto cliccare sulla cartina).

«SE HILLARY FOSSE UN UOMO SAREBBE AL 5%». Non c'è ancora la certezza matematica, ma Trump continua a correre e guarda già alla sfida finale con Hillary che attacca con crescente aggressività. Così, dal suo quartier generale alla Trump Tower di Manhattan arriva a dire che «se Hillary fosse un uomo non prenderebbe più del 5% dei voti».

  • Trump: «L'unica carta di Hillary è essere donna».


Ripete che la Clinton presidente «sarebbe orribile. Si guardi a Bengasi, alla Siria. Non ha la forza per fronteggiare la Cina». Mentre di se stesso dice «sono un unificatore».
PROVE GENERALI PER LA CASA BIANCA. Di unità parla anche la frontrunner democratica a Philadelphia: «Uniremo il nostro partito per vincere queste elezioni», dice dal palco, accompagnata dall'urlo di gioia che adesso va facendosi Stato dopo Stato più fragoroso. «Tornerò qui con la maggioranza dei voti e dei delegati vincolati», promette.

  • Hillary Clinton festeggia la vittoria.


Sono così prove generali di vittoria a Philadelphia, dove si terrà la convention democratica a luglio che incoronerà ufficialmente il candidato presidente per lo scontro finale per la Casa Bianca. Allo sfidante Bernie Sanders - che pure ancora non molla e che comunque ha vinto in Rhode Island e ha tenuto fino alla fine in Connecticut con un testa a testa serrato - riserva ormai poco più che ringraziamenti. Le energie sono rivolte altrove.

  • Mappa delle Primarie democratiche nei cinque Stati in cui si è votato (per vedere le percentuali di voto cliccare sulla cartina).

PIENO DI DELEGATI PER TRUMP. Per capire il successo di Trump basta guardare al conteggio dei delegati.
Il magnate newyorchese, con 949 delegati ha distaccato ulteriormente il primo inseguitore Ted Cruz.
Il senatore texano è andato particolarmente male in questa tornata elettorale conquistandone un solo in Rhode Island e rimanendo fermo a quota 544.
Molto indietro il terzo repubblicano, il governatore dell'Ohio John Kasich che nella notte elettorale raccoglie solo 5 delegati fermandosi per il momento a 153.
Difficlmente i delegati unpledged , ovvero liberi dal vincolo di mandato degli elettori repubblicani, permetteranno a Cruz e Kasich di contenere il ciclone Trump.
I delegati parteciperanno alla Convention repubblicana a Cleveland in luglio dove verrà ufficializzata la nomination del candidato che concorrerà per le Presidenziali di novembre.


CLINTON AVANTI GRAZIE AGLI UNPLADGED. Sul versante democratico il conteggio rimane favorevole all'ex Segretaria di Stato.
Nella notte elettorale la Clinton porta a casa 322 delegati salendo a quota 1.640 contro i 1.331 di Sanders.
Se la distanza sembra colmabile per il senatore del Vermont tutto cambia se si tiene conto degli unpledged.
L'ex First Lady ha infatti raccolto il supporto di oltre 500 di loro, facendo salire il conteggio della Clinton a 2.159, molto vicina alla quota di 2.383 necessaria per vincere la nomination.

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