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POLITICA 28 Aprile Apr 2016 0932 28 aprile 2016

Roma, Bertolaso si ritira: Berlusconi con Marchini

Berlusconi: «Forza Italia compatta per Alfio, era la nostra prima opzione». Anche Storace adesso valuta il ritiro. Salvini e Meloni accusano: «Inciuci e pattone del Nazareno». Il Pd: «Nessun apparentamento».

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Guido Bertolaso all'uscita da Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi.

Guido Bertolaso si ritira dalla corsa al Campidoglio. E Silvio Berlusconi vira su Alfio Marchini.
La decisione era nell'aria, ora è arrivata la conferma ufficiale, comunicata da una nota firmata dall'ex Cavaliere.
«Con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell'ingegner Alfio Marchini. Non è una scelta nuova. Marchini era stato la nostra prima opzione ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione», vale a dire Fratelli d'Italia.
Sostenere Marchini, scrive Forza Italia, significa che «per vincere occorre una proposta unitaria delle forze moderate e liberali, con un forte spirito civico». Il cambio in corsa, però, scatena la rissa con la Lega e Fratelli d'Italia.
MELONI: «ALLA FINE TUTTI SU GIACHETTI». «Ora ci aspettiamo un'ulteriore semplificazione», ha commentato con amara ironia la candidata sindaco Giorgia Meloni, «con la diretta e aperta convergenza di Alfio Marchini e di Forza Italia sul candidato del Pd e di Renzi, Roberto Giachetti». Anche per Matteo Salvini la scelta di convergere su Marchini non è altro che «l'ennesimo balletto di Forza Italia, che anche oggi cambia candidato: Renzi e Casini chiamano, Berlusconi risponde».
L'ESULTANZA DEI CENTRISTI. I centristi, effettivamente, esultano. Tra le prime a commentare il cambio di cavallo effettuato dal Cavaliere, c'è la ministra della Salute di Ncd Beatrice Lorenzin: «Si amplia quel polo del buonsenso che nulla ha a che vedere con la destra demagogica e populista». E poco dopo arriva anche il plauso di Pier Ferdinando Casini: «La scelta di Berlusconi su Roma è epocale e apre una stagione di possibile convergenza tra i moderati italiani».
STORACE VALUTA IL PASSO INDIETRO. Ma non sono solo i moderati a manifestare il proprio sostegno al candidato civico. Anche Francesco Storace, candidato a sindaco di Roma per La Destra, si è detto soddisfatto. A questo punto, dopo l'annunciata consultazione con i suoi il primo maggio, potrebbe fare un passo indietro in nome della «semplificazione» e della «necessità di una soluzione unitaria da offrire al popolo romano in alternativa al Pd e ai grillini».
FORZA ITALIA: «VOGLIAMO VINCERE». Berlusconi, in mattinata, ha incontrato a Palazzo Grazioli il candidato Alfio Marchini. Un appuntamento da più parti ritenuto decisivo per l'esito 'felice' delle trattative. «Il nostro obbiettivo è vincere», ha comunicato successivamente Forza Italia, «per dare ai romani un governo della città all'altezza della capitale d'Italia. Oggi la situazione di Roma è drammatica, e bisogna adottare delle soluzioni urgenti».
MARCHINI: «NESSUN NAZARENO, IO AUTONOMO». Intanto Marchini ha replicato alle accuse di chi parla di 'pattone del Nazareno', rivendicando la propria libertà dai partiti. Il che significa, dice Marchini, «essere forti e autonomi per permettersi alleanze tra liberi, per liberare Roma da tutti coloro che l'hanno ridotta così e dal populismo che rischierebbe di farla sprofondare ancora più giù».
BERTOLASO: «IN PANCHINA PER VINCERE». Quanto alla candidatura di Bertolaso, Berlusconi l'ha definita «un sacrificio», mettendo in chiaro che «non per colpa sua, né per scelta nostra, quella che era nata come una soluzione unitaria oggi è diventata una candidatura divisiva». «Ho deciso di sedermi in panchina per consentire alle forze che si riconoscono nei principi del liberalismo e del cattolicesimo di unire i loro sforzi e partecipare alla competizione elettorale puntando a vincere e non solo a testimoniare», ha commentato Bertolaso. Aggiungendo: «Resto comunque a disposizione della mia città, che amo come una seconda famiglia, per poter svolgere quel ruolo che ritengo indispensabile per la sua rinascita, nella speranza che il futuro sindaco sia in grado di restituire dignità alla città più bella del mondo per trasformarla in quello che finora non è stata: una grande capitale europea al servizio dei suoi cittadini e dell'intera Nazione».


SALVINI: «RENZI CHIAMA, BERLUSCONI RISPONDE». Stizzita la reazione di Matteo Salvini: «Renzi e Casini chiamano e Berlusconi risponde. Noi abbiamo le idee chiare e teniamo duro sulle nostre battaglie, la gente che incontro mi dice di tenere duro. Mentre per Giorgia Meloni l'obiettivo della giravolta berlusconiana è solo uno: «Aiutare il Pd ad arrivare al ballottaggio, nella città in cui Renzi è più in difficoltà. Un 'pattone del Nazareno'».
«MARCHINI NON È IN PARTITA». «Marchini prende la metà dei voti di Meloni. C'è stato un messaggio chiaro di Renzi, che ha parlato di legge sui diritti televisivi e di calcio in tv, poi c'è stato il messaggio di Casini, che ha invitato Berlusconi a tornare con Verdini e Alfano per appoggiare Renzi», ha commentato ancora il leader della Lega, rilanciando le accuse di un nuovo patto tra Berlusconi e Renzi. «Saranno i romani a decidere se vogliono gli inciuci, le frittate, le marmellate, oppure risolvere davvero i propri problemi», ha continuato, «probabilmente Berlusconi ha nostalgia di Renzi, che controlla tutto e tutti. La partita a Roma è a tre, tra Meloni, Giachetti e Raggi. Marchini non è neanche lontanamente in partita».
IL SOSTEGNO DI FINI. E mentre da molte parti politiche arrivano critiche per la scelta dell'ex Cavaliere, il sostegno è arrivato dal grande 'traditore' di Berlusconi: Gianfranco Fini. «Berlusconi e Bertolaso vanno ringraziati per aver reso possibile a Roma una alternativa alla sinistra che non sia né populista né demagogica», ha dichiarato, «sono certo che saranno tanti gli elettori che si riconoscevano in Alleanza Nazionale a votare per Marchini».
Anche Roberto Giachetti ha commentato la svolta forzista. «Siamo arrivati all'ennesima puntata di uno spettacolo. Penso che questo non interessi né a me né ai romani», ha detto. «Sono qui per presentare proposte. A me di Berlusconi, Salvini e Meloni non me ne frega niente. Esprimo tutta la mia solidarietà a Marchini che dovrà rivedere lo slogan sui suoi manifesti, visto che c'è scritto 'Liberi dai partiti'».
ORFINI: «NESSUN APPARENTAMENTO». Sul fronte dem, il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini è intervenuto per allontanare qualunque ipotesi di avvicinamento a Forza Italia. L'ipotesi, adombrata da Meloni e Salvini, viene giudicata dal candidato renziano Roberto Giachetti «un'operazione di distrazione di massa». Anche per Sel, però, si tratterebbe di una prova sul campo 'del partito della Nazione', con un travaso di voti prima da Bertolaso a Marchini, e poi verso Giachetti. Del resto Giachetti e la candidata del Movimento 5 stelle, Virginia Raggi, hanno commentato quasi all' unisono: «Allora Marchini non è libero dai partiti». Sulla stessa onda anche Giachetti: «A me di Berlusconi, Salvini e Meloni non me ne frega niente. Esprimo tutta la mia solidarietà a Marchini che dovrà rivedere lo slogan sui suoi manifesti, visto che c'è scritto 'liberi dai partiti'. Oggi cade la maschera anche di Marchini, che si prende il sostegno di Bertolaso e quindi di Forza Italia. Ecco le nozze con Berlusconi».

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