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TENDENZE 28 Aprile Apr 2016 1430 28 aprile 2016

Roma: le fatiche letterarie di ex e aspiranti sindaci

Prima Marino. Poi Alemanno e Storace. Mentre la campagna elettorale si scalda, ex primi cittadini o aspiranti tali si danno alla scrittura. Con fortune alterne.

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Ignazio Marino.

Ammettiamolo, per chi è stato al potere il fascino del raccontare ciò che non è dato vedere è pari alla voglia di restare sotto le luci della ribalta.
I politici, in generale, si sono rivelati i più incalliti grafomani e nella schiera che annovera moltissimi italiani (quale onorevole, anche durante l’incarico, non ha dato alle stampe il suo bel libro?) ma non per questo la letteratura ne ha trovato particolare giovamento. Figuriamoci la storia.
Troppo spesso in quei libri non finiscono le cose vere, ma quelle più insulse e laterali rispetto alle storie centrali.
E la Capitale, esattamente nei giorni in cui la campagna elettorale per le amministrative vive la sua fase di massima convulsione, è inondata di libri di ex amministratori politici e aspiranti leader.
LE VERITÀ DEL MARZIANO. Seguendo rigorosamente l’ordine di apparizione, il primato spetta all’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino. Un marziano a Roma. La mia verità, questo il titolo del saggio, nelle intenzioni del chirurgo prestato alla politica dove essere un volume esplosivo, una sorta di grande colpo della storia. Più d’uno nella città eterna, scherzandoci su, profetizzava uno sfolgorante futuro editoriale di Marino, parlando di un’opera a cavallo fra il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e il Dottor Zivago di Boris Pasternak.
Alla fine il “libro esplosivo” si è rivelato un modesto petardo, tutto tarato sull’antirenzismo dell’ex sindaco.
Qualche passaggio in tivù, un paio di presentazioni e l’oblio ha preso il sopravvento sull’evento, al punto che Ignazio non è in lizza per le prossime amministrative. Un marziano sempre più marziano.

Storace tra aneddoti e analisi politiche

Il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Francesco Storace.

Ma la grafomania è una malattia contagiosa è proprio in questi giorni stanno arrivando in libreria i volumi di Francesco Storace, leader de La Destra ed ex braccio destro di Gianfranco Fini, e Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma in cerca di un autore politico, non avendo più una precisa collocazione, eccetto la Fondazione di An.
L’ex governatore del Lazio, ora tentato dal sostegno ad Alfio Marchini, ha avuto miglor sorte di Marino. Il suo libro, ricco di aneddotti e analisi politiche, è piaciuto persino al quotidiano La Repubblica, solitamente ostile nei confronti di Storace. La prossima a destra (Minerva editore) è stato definito dal quotidiano diretto da Mario Calabresi «divertente» e «imperdibile».
LA CONVERSAZIONE CON BERTONE. Sicuramente è interessante l’aneddoto che si trova a pagina 72, dove Storace racconta di una conversazione telefonica tra l’allora ministro della Salute e l’ex arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone, interessato alla nomina del direttore generale dell’ospedale Gaslini.
I due si sentono al telefono: «Eccellenza», esclamò Bertone. E Storace: «Eminenza!». Con il cardinale che prova a indicare la strada al ministro che «cristianamente decide di subire». Rilanciando su due candidature per altri posti fondamentali dell’ospedale. «Ma certo», controbatte Bertone che però ignora le indicazioni di Storace. «Segue telefonata infuriata» del ministro, con il cardinale che risponde in un nanosecondo. «Eccellenza». E lì, «l’antico camerata» - così viene etichettato Storace - non si trattiene: «Eccellenza un c....». Beh, almeno c’è un po’ di pathos.

Le ammissioni di colpa di Alemanno

L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Altre verità, altre storie, altre traiettorie quelle che emergono dal libro di Gianni Alemanno. L’ex sindaco di Roma scommette tutto su Verità Capitale, uscito il 28 aprile.
Un racconto non privo di ammissioni di colpa quello dell’ex colonnello di An. «Ci siamo lanciati verso obiettivi difficili e impervi con una macchina con le ruote sgonfie e il volante rotto. Non potevamo non romperci l’osso del collo, anzi fin troppo è stato realizzato in queste condizioni».
Alemanno, nel volume, riconosce «la debolezza e l’impreparazione della mia squadra di governo, che deriva dai miei personali errori di valutazione e dalla fragilità del movimento politico che mi ha portato a governare il Campidoglio».
Meglio tardi che mai, vanno sussurrando a Roma, consigliando a Giorgia Meloni un’attenta lettura del libro.
A SINISTRA PRIMEGGIA VELTRONI. Insomma, tanti libri come terapia di gruppo, una sorta di analisi collettiva allo specchio.
Che servono più a chi li scrive che a coloro che hanno il coraggio di leggerli.
Sarà pure un caso, ma a sinistra primeggiano le penne di Walter Veltroni e Dario Franceschini, dediti al romanzo più che alla memorialistica e al racconto verità in presa diretta.
E chissà se anche l‘ex ministro Federica Guidi vorrà dare alle stampe le sue memorie di governo. Chissà quanti aneddoti mancano alla storia di Tempa Rossa.
E poi c’è sempre un grande dubbio: ma Silvio Berlusconi il suo libro biografia lo fara mai uscire davvero? Così , anche solo per vedere l’effetto che fa. Quello che si che sarebbe un volume esplosivo.

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