Berlusconi Meloni Salvini 160315200205
MAMBO 29 Aprile Apr 2016 1537 29 aprile 2016

E fu così che Berlusconi sbranò Salvini e Meloni

Altro che vecchio. Il Cavaliere ha messo nel sacco i due che lo volevano rottamare.

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Berlusconi, Meloni e Salvini.

L'appoggio di Silvio Berlusconi a Alfio Marchini forse arriva troppo tardi, quando i buoi sono già scappati.
Tuttavia sia che Alfio vada al ballottaggio sia che impedisca che ci vada la Meloni, questo finale (ma è davvero l'ultimo atto?) rivela le poche carte che ha in mano Salvini.
Il leader della Lega, dopo anni e anni di servizievole adesione al gruppo dirigente padano che dice di aver rottamato, ha avuto 'l'ideona' di fare del Carroccio un normale, dati i tempi, partito di destra estrema. Tutte le 'invenzioni' di Bossi messe in soffitta, il Matteo secondo ha fatto a gara con quell'altro genio della Meloni nel tentativo di dar vita a una cosa che somigliasse ai partiti xenofobi e para-fasciasti europei. I sondaggi hanno inizialmente dato ragione a Salvini.
VOLEVA FREGARE I VOTI AL CAVALIERE. La Lega, da morente, ha toccato via via le due cifre, ma lì si è fermata. Nessun fenomeno di massa, nessuno spostamento tellurico, solo qualche zolla di voto di destra si è radunata attorno al fidanzato della bella Isoardi.
Niente a che vedere, per capirci, con quello che è successo nel voto e nel Paese col Movimento 5 Stelle. Qui ci sarebbe voluto il colpo d'ala da parte dell'ex funzionario di Bossi. E Salvini lo ha pensato in questo modo: mi frego i voti di Berlusconi.
Tuttavia, non essendo uomo di coraggio non ha avuto la schiena dritta di sfidare a viso aperto il vecchio Cavaliere, come nel fronte opposto aveva fatto con i suoi vecchi elefanti Matteo Renzi, ma si è messo sulla sua scia furbescamente pensando di logorarlo. Insomma, diciamo, un rivoluzionario «col cu.. degli altri».
Ecco così che un gruppo di simpatici vecchiacci, lo stesso Berlusconi, Gianni Letta e Fedele Confalonieri, gli hanno cantato la canzone delle Sorelle Bandiera nel programma di Renzo Arbore: Fatti più in là.
DA BERLUSCONI COLPO DA MAESTRO. Salvini a questo punto si ritrova con la Meloni imbufalita, con la certezza di essere fuori gioco a Roma, e, se appoggiasse la Raggi, lo sarebbe ancora di più. È inoltre in difficoltà a Milano, dove se esagera danneggia Parisi, se si defila si dà un colpo mortale sui cabasisi.
Questo accade quando le parole costantemente precedono il pensiero.
Dal lato di Berlusconi, se non cambia idea un'altra volta, è un colpo da maestro. Che vinca o no a Roma e/o Milano, questo finale di partita lo fa continuare a essere se stesso e non il vecchio citrullo come speravano fosse diventato sia Salvini sia Meloni.
La verità è che, piaccia o no, Berlusconi è un fenomeno politico vero, Salvini e Meloni sono due pesci - in verità 'pescetti'- pilota, quelli che seguono la balena e si cibano dei suoi scarti.

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