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RETROSCENA 29 Aprile Apr 2016 2200 29 aprile 2016

Nomine, c'è lo zampino di Verdini e Napolitano

Sulla scelta di Toschi alla Gdf ha pesato Verdini. Nonostante il no di Mattarella. E Napolitano ha spinto per Pansa al Dis. Carrai? Renzi lo spinge sui big data.

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Da sinistra: Denis Verdini, Matteo Renzi e Giorgio Napolitano.

«Abbiamo scelto un metodo e fatto le nomine tutti insieme».
Era un Matteo Renzi soddisfatto quello uscito dal Consiglio dei ministri che ha nominato i nuovi vertici di polizia, Guardia di finanza e intelligence.
Il premier ha annunciato la durata biennale degli incarichi, fino alla scadenza della legislatura (2018), e che non c'è stata nessuna cordata.
«Trasparenza totale», ha detto. Dopo mesi di polemiche - soprattutto sull'amico Marco Carrai che avrebbe dovuto avere una delega sulla cyber security, ma che ora è destinato a ricevere una semplice consulenza direttamente dalla presidenza del Consiglio - Renzi può dire di averla spuntata, soprattutto sulle Fiamme gialle.
MATTARELLA INASCOLTATO. Perché il generale Giorgio Toschi, che sostituisce Saverio Capolupo come comandante generale, aveva creato frizioni e qualche polemica con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ma a quanto pare, nonostante i guai giudiziari del fratello Andrea Toschi, ex presidente di Banca Arner - dove aveva il conto Silvio Berlusconi - coinvolto nell'inchiesta Sopa, neppure il dissenso del Quirinale è stato tenuto in considerazione.
Del resto Toschi - dal 2006 al 2010 comandante regionale in Toscana dopo aver prestato lungo servizio a Viareggio, a Pisa oltre che a Firenze nei gradi di tenente, maggiore, generale di brigata e di divisione - è ben noto al ''Giglio magico'' renziano.
UNA SCELTA VERDINIANA. Non solo. Conosce bene anche Denis Verdini, il senatore di Ala uscito da Forza Italia per sostenere il governo, che proprio la mattina del 29 aprile si era confrontato con il Partito democratico sulle riforme.
Fonti parlamentari spiegano infatti che la nomina di Toschi può essere definita una scelta molto 'verdiniana' o comunque dell'attuale nuovo assetto politico della maggioranza parlamentare.

E Napolitano continua a farsi sentire: come su Pansa

Da sinistra: Franco Gabrielli, Alessandro Pansa e Giorgio Toschi.

Se Mattarella può accogliere con una certa soddisfazione la nomina del pragmatico Franco Gabrielli a capo della polizia - l'ex prefetto di Roma è nato politicamente nella corrente ''morotea'' (degli amici di Moro) vicina al capo di Stato - dall'altro lato a festeggiare pure è l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Re Giorgio negli ultimi mesi ha fatto sentire la sua voce a favore dell'esecutivo sia sul cosiddetto referendum trivelle sia su quello di ottobre 2016 per le riforme.
E avrebbe caldeggiato la nomina di Alessandro Pansa al Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, l’organo di cui si avvalgono il premier e l'Autorità delegata Marco Minniti per l’esercizio delle loro funzioni e per assicurare unitarietà nella programmazione dell'intelligence di Aise e Aisi, rispettivamente controspionaggio e spionaggio.
ESPERIENZA IN POLIZIA. Pansa - che sostituisce il diplomatico Giampiero Massolo che dovrebbe trovare posto o al Consiglio di Stato o a Fincantieri - vanta una lunga esperienza nelle forze dell'ordine e ha collaborato, oltre che con i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sulle indagini di mafia anche con Gianni De Gennaro, ex numero uno dei nostri servizi segreti e ora presidente di Leonardo-Finmeccanica.

Girardelli al posto del discusso De Giorgi

L'ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

All'Aisi, il servizio segreto civile, è stato scelto Mario Parente, che ha passato gran parte della carriera nei Ros dei carabinieri.
A capo della Marina militare è arrivato poi l'ammiraglio Valter Girardelli, attuale capo di gabinetto del ministro della Difesa Roberta Pinotti che prende il posto dell'ammiraglio De Giorgi, in scadenza di mandato dopo essere stato stritolato dai dossier e dell'inchiesta su Potenza che ha fatto cadere il ministro Federica Guidi.
MASIELLO CONSIGLIERE. Nuovo consigliere militare di Palazzo Chigi è poi Carmine Masiello, una lunga esperienza militare sul campo già insignito proprio da Napolitano nel 2012 come Ufficiale dell'Ordine militare italiano.
È rimasto a bocca asciutta, al momento, Carrai, dopo che negli ultimi mesi il suo nome era stato dato prima come consulente della cyber security di Palazzo Chigi poi come consulente del Dis.
A quanto pare può entrare nello staff di Renzi come già accaduto per Diego Piacentini, vicepresidente di Amazon e commissario del governo per il digitale e l’innovazione.
Carrai avrà competenze sui big data.
«SOLO DA NOI C'È CONFUSIONE...». «Voglio sia chiaro che c'è differenza tra le nomine istituzionali e le nomine di staff che sono collaboratori del presidente del Consiglio corrente e lasciano quando il premier se ne va. Succede così in tutto il mondo e solo da noi viene una potenziale confusione tra questi due ruoli», ha detto Renzi.
Ma le polemiche non sono ancora finite.


Twitter @ARoldering

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