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GOVERNO 30 Aprile Apr 2016 2144 30 aprile 2016

Renzi e le nomine: Chicco Testa in pole per lo Sviluppo

Fu anti nuclearista, poi sostenitore dell'atomo. Il presidente di Assoelettrica ha talento mediatico ma soprattutto tante poltrone.

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Chicco Testa, Chicco per gli amici, è pronto a sostituire Federica Guidi al ministero dello Sviluppo economico. L'ex parlamentare comunista diventato manager, l'ambientalista trasformatosi in sostenitore del nucleare, già presidente di Acea e di Enel e dal 2012 di Assoelettrica, sarebbe la prima scelta del premier. Così almeno hanno riferito fonti al Foglio e confermano negli ambienti parlamentari vicino a Matteo Renzi. La nomina dovrebbe arrivare già martedì, anche se un altro nome che circola è quello di Vasco Errani, ex presidente della regione Emilia Romagna che rappresenterebbe un ramoscello d'ulivo verso la minoranza dem. E poi c'è l'opzione Claudio De Vincenti, attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri. Ma sembra che il primo ministro abbia atteso che Testa sciogliesse le riserve e ora avrebbe ottenuto l'agognato sì.
DA LEADER ANTI NUCLEARE AL PENTIMENTO. Bergamasco, 64enne che non sembra tale, una compagna molto più giovane di lui - la tosta Annalisa Chirico - Testa è famoso per aver guidato da presidente di Legambiente la campagna anti nucleare che portò alla vittoria nei referendum dell'87 e per essere poi passato sulla sponda opposta: vent'anni dopo lo si ritrova presidente del Forum italiano per nucleare e presidente del comitato organizzativo del ventesimo congresso mondiale dell'energia. Quando era alla presidenza di Enel dichiarò che tra i suoi ex compagni di lotta si era diffusa una «psicosi»: «In Parlamento», spiegò nel 2001, «è stata persino organizzata, da qualche esponente verde, una raccolta di firme su di me, traditore del movimento ambientalista».
Scrisse pure un libro - Tornare al nucleare? L'Italia, l'energia, l'ambiente, Einaudi, 2008 - per raccontare il suo 'pentimento'.
ACCUMULATORE DI INCARICHI. Presenzialista sempre, da attivista delle battaglie radicali è diventato un assiduo dei salotti finanziari e un accumulatore di incarichi e poltrone nei cda: ha seduto e presieduto numerosi board, da Allianz Italia a Med Oil spa (la società coinvolta nel progetto Ombrina), da Riello a Wind.
«Attualmente», si legge nella sua biografia sul portale di Assoelettrica è «managing director di Rothschild, presidente di Telit communications Plc, consigliere indipendente di Idea Capital Funds, vice Presidente della Intecs S.p.A. e Presidente di Eva, Energie Valsabbia, società che sviluppa e costruisce impianti idroelettrici e fotovoltaici».
Per il ministero dello Sviluppo conosce bene un settore cruciale e a Renzi darebbe diverse certezze: l'avversione acuta ai comitati ambientalisti, per Testa la sindrome Nimby è tra le più gravi patologie, e una invidiabile capacità mediatica. Ma come il suo predecessore si porterebbe in dote estesi possibili conflitti di interesse. Che Renzi ci ripensi?

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