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ELEZIONI 3 Maggio Mag 2016 1545 03 maggio 2016

Brexit, alle Comunali il test pre referendum

Regno Unito al test delle Comunali. I sindaci conservatori contro Cameron. Mentre gli indipendentisti scozzesi vogliono l'euro. Il 'rosso' Corbyn in affanno.

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Le Comunali del 5 maggio in Gran Bretagna sono l'antipasto del referendum sulla Brexit del 23 giugno.
Un test elettorale cruciale anche per laburisti e conservatori, i due principali partiti inglesi.
Tra i 124 consigli locali e seggi da rinnovare c'è anche il parlamento scozzese ad attuale maggioranza indipendentista - e progressista ed europeista -, una roccaforte anti-britannica che in diversi ritengono aver ripreso fiato dalla sconfitta sul referendum per la scissione da Londra del 2014, proprio grazie ai venti montanti sull'uscita della Gran Bretagna dall'Ue.
CAMERON RISCHIA TUTTO. Mettiamo che vinca in modo ancora più schiacciante lo Scottish National Party (Snp) che vorrebbe addirittura l'euro.
Se tra meno di due mesi euroscettici dell'Ukip e ultraconservatori hanno la meglio sulla Brexit, il premier David Cameron che ha tentato il compromesso con Bruxelles può fare le valigie.
Edimburgo e i suoi 5 milioni di abitanti ripartiranno alla carica per staccarsi dal Regno Unito e rientrare nell'Ue, Cameron sarà il leader di un partito (già spaccato) andato in pezzi.
TEST ANCHE PER IL LABOUR. I laburisti del compagno Jeremy Corbyn potranno - forse - sperare nella riconquista di Downing Street nel 2020.
Oltremanica le Amministrative non sono mai state un barometro per anticipare le Legislative, ma intanto si capirà presto se gli elettori di sinistra hanno voglia di un ritorno al socialismo o piuttosto di un nuovo Tony Blair.

A Edimburgo si vota il parlamento federale

David Cameron.

L'implosione del Regno Unito sull'altare dell'Ue è un quadro apocalittico, ma non irrealistico.
Nella contraddittoria Inghilterra vogliono le mani libere, specie in tempi sempre più problematici per il cuore del Vecchio Continente: il Sud dell'Europa è preso d'assalto dall'ondata di migliaia tra profughi e migranti che si è spinta sino alla Manica; la crisi finanziaria non è mai finita ed è rimontato l'allarme terrorismo che Londra conosce bene.
UE IN DISGREGAZIONE. Meglio tirarsi fuori dai giochi: in pochi anni Nigel Farage ci ha costruito un partito di successo e grandi movimenti euroscettici come il suo Ukip stanno ora minacciando le destre storiche anche dei due Paesi capofila dell'Ue, il Front National di Marine Le Pen in Francia e Alternative für Deutschland in Germania.
Per non parlare del pressing crescente degli indipendentisti catalani, il loro successo alle Regionali del 2015 ha aperto il processo per l'autonomia anche in Spagna: il cerchio si chiude e riporta alla Scozia.
LA FRONDA DEI TORY. Nell'Ue in disgregazione, attraversata dal virus del populismo e dagli scontri sociali che esplodono nelle piazze di studenti e lavoratori, Cameron potrebbe trovarsi stretto tra lo Scottish Nationalist Party e i simpatizzanti di destra dell'Ukip.
L'Ukip di Farage nasce 20 anni fa da scissionisti dei Tory, oggi un centinaio di parlamentari del partito dei conservatori e sei ministri del governo hanno criticato l'accordo di compromesso stretto all'inizio dell'anno dal premier per rinunciare alla Brexit.

Conservatori in vantaggio di un punto

Nigel Farage.

Le elezioni locali del Regno Unito hanno dinamiche tradizionalmente proprie, ma in questo momento storico sono un termometro indicativo per sondare gli umori popolari: tra gli oltre 2.700 seggi in ballo c'è, per esempio, la poltrona del sindaco di Londra, dove il mayor uscente Boris Johnson si è schierato fino all'ultimo con la Brexit e il candidato dei Tory, Zac Goldsmith, è un euroscettico convinto e si batte per l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue.
TERMOMETRO ELETTORALE. Cameron ha incassato l'appoggio della City finanziaria e dei suoi prestigiosi organi di stampa letti nel Vecchio continente.
Ma i tabloid popolari capitanati da Rupert Murdoch alimentano la propaganda per abbandonare Bruxelles e il conseguente effetto domino interno.
Poi si devono rinnovare le Assemblee federali del Galles e dell'Irlanda del Nord, incubatori di altre possibili tensioni. Le antenne del Labour sono puntate verso i dati elettorali dei Comuni inglesi: Birmingham e altre amministrazioni rosse delle Midlands non dovrebbero dare problemi, come neanche Liverpool, Manchester e Leeds.
NESSUN EFFETTO CORBYN? Ma la sinistra inglese spera in un potenziale «effetto Corbyn» che risollevi il partito dagli insuccessi dell'ultimo decennio alle consultazioni nazionali, proiettandolo verso la rimonta a Downing Street.
Finora i sondaggi elettorali (con dati divergenti tra loro sulla Brexit) non danno ragione al leader socialista: i conservatori sarebbero nel complesso in vantaggio di un punto. Cameron si gioca tutto, ma anche l'anti-Blair rischia il posto.

Twitter @BarbaraCiolli

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