Spagna 160503200430
MADRID 3 Maggio Mag 2016 1848 03 maggio 2016

La Spagna torna a votare ma forse sarà ancora inutile

Leader egoisti hanno lasciato il Paese nell'impasse. Che secondo i sondaggi può riproporsi. Podemos cerca il sorpasso sul Psoe.

  • ...

Il re Felipe VI scioglie il parlamento spagnolo.

Re Felipe IV di Spagna ha aperto e sciolto la legislatura più frammentata e breve di Spagna in appena quattro mesi. L'impasse politica iberica non è stata superata. E gli spagnoli sono di nuovo chiamati a votare il 26 giugno. Significa che se riusciranno ad avere un governo si insedierà a fine luglio e inizierà a lavorare a settembre. Cosiderando che il parlamento si era sciolto già a ottobre, il Paese è destinato a essere per un anno senza un esecutivo.
LEADER INCAPACI DI ARRETRARE. L'impasse non è stata superata a causa di una lunga serie di veti reciproci tra i partiti, tutti tranne Ciudadanos - il partito del giovane Albert Rivera che ha tentato il compromesso - erano già con il pensiero rivolto alla futura campagna elettorale. E l'unico che ne esce vittorioso, stando ai sondaggi, sembra essere Podemos. I due leader dei maggiori partiti, Mariano Rajoy e Pedro Sanchez, hanno peccato di un ego esagerata, disconoscendo l'arte molto british delle dimissioni o anche del semplice passo indietro. Ciudadanos aveva chisto al numero uno dei popolari di lasciare spazio a un altro candidato alla premiership. Una scelta che avrebbe permesso a Rivera di allearsi con un partito toccato da numerose inchieste per corruzione, senza perdere la faccia. Ma Rajoy non ha arretrato.
IL MOMENTO NERO DEL PSOE. E lo stesso Sanchez, nonostante il peggior risultato della storia del partito socialista spagnolo, secondo le ricerche di opinione restava il più amato tra il suo elettorato, come a dire che meglio di così non si poteva fare: non proprio un buon segno per il secondo partito di Spagna. E infatti sono proprio i socialisti quelli che rischiano di perdere di più alle prossime elezioni, subendo il sorpasso della nuova alleanza formata tra il leader di Podemos Pablo Iglesias e Alberto Garzon di Izquierda Unida. Ma questa, a guardare i sondaggi,potrebbe essere l'unica novità di un voto che rischia di non cambiare nulla, di dare vita di nuovo a un parlamento spaccato e con alleanze impossibili.

La sola novità rischia di essere il sorpasso di Podemos sul Psoe

Il 1 maggio il sondaggio realizzato dalla società Metroscopia per El Paìs, dà il Partido popular al 29%, Podemos più Izquierda Unida al 22,3%, il Psoe al 20,3% e Ciudadanos al 16,9%. Mentre secondo un'altra ricerca dell'istituto Gad3 i popolari otterrebbero il 29,7%, i socialisti il 23,2%, Podemos e Izquierda unida il 20,9 e Ciudadanos il 14%.
Il 26,6% HA SCELTO ALL'ULTIMO. Ma nelle ultime elezioni il 26,6% dei cittadini, ha appena rivelato una ricerca del Centro spagnolo per la ricerca sociologica, ha deciso chi votare durante l'ultima settimana. E in particolare un terzo di quelli che hanno scelto Podemos e addirittura il 37% dei votanti di Ciudadanos. L'indagine del Cis dice anche che il 14,3% degli elettori di Ciudadanos, se avessero saputo quale sarebbe stato il risultato, avrebbero fatto un'altra scelta, contro il 6,5% dei socialisti e il 5,6 di Podemos e addirittura l'1,4 del Pp. La ricerca spiega anche che Ciudadanos e Podemos sono i partiti che ottengono più preferenze tra gli appassionati di politica. Mentre i socialisti potrebbero essere i più svantaggiati da un astensionismo che tutti gli osservatori prevedono in aumento.
DEFICIT AL 3,9, DISOCCUPAZIONE AL 21%. La paralisi politica in Spagna preoccupa non poco l'Ue, soprattutto per le precarie condizioni economiche del Paese. Bruxelles - ha riferito oggi il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici - stima che il deficit spagnolo del 2016 toccherà il 3,9% del Pil, ben nove punti oltre la soglia per la procedura d'infrazione, e il 3,1% nel 2017. Molto peggio rispetto al 3,6% quest'anno ed il 2,9 l'anno prossimo stimati dal governo di Madrid pochi giorni fa, in un quadro economico segnato anche da una disoccupazione al 21%, di nuovo in crescita. Pesano anche le pulsioni separatiste della Catalogna, che rischiano di indebolire il progetto europeo. Il voto spagnolo arriverà tre giorni dopo il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Ue, e c'è chi scommette che i risultati di Londra possano influire sul fragile equilibrio politico a Madrid.

Correlati

Potresti esserti perso