Matteo Renzi 141227113406
MAMBO 4 Maggio Mag 2016 1028 04 maggio 2016

Attento Renzi, un Ranieri politico può rottamarti

Il premier poco accorto sul referendum. Se personalizza la sfida rischia di perdere tutto.

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Matteo Renzi.

Questa volta ha ragione Bersani. Se Renzi vuole un "Sì'" cosmico, ci sarà un "No" cosmico che, tuttavia, l'ex segretario non auspica.
La discussione nel Pd sul referendum ha bisogno, come sostiene il governatore della Toscana, nonché prossimo candidato alla segreteria dem, Enrico Rossi, di una discussione seria.
Questa discussione avrà molte facce.
IL PREMIER HA SCELTO DI RISCHIARE. La prima riguarda i toni: ciascuna posizione è legittima e resta legittimamente nel Pd. Adombrare espulsioni o allontanamenti per militanti e dirigenti del "No" è inaccettabile. Come Renzi insegna, sui referendum «liberi tutti». È, infatti, un altro voto che libera dai voti precedenti, anche se richiama problemi di coerenza personale per i parlamentari che hanno approvato la riforma.
Qui, però, si inserisce la variabile "cosmica" evocata da Bersani. Se è sbagliata la rappresentazione golpista del nuovo assetto costituzionale, deve essere chiaro che della Carta e delle istituzioni si dovrà parlare.
Renzi è, al solito, partito male. Se chiede il plebiscito avrà il plebiscito. E un plebiscito si può perdere o si può vincere, rammaricandosi il giorno dopo di averlo vinto per l'accumulo di nemici che il trionfo potrebbe aver creato.
Le cose potrebbero essere spiegate più semplicemente. Nel senso che il premier, illustrando i pregi della semplificazione che riduce il ruolo del Senato, e senza troppi riferimenti al tema dei costi della politica per non invogliare i malevoli a parlare dei costi della politica renziana, potrebbe chiedere il voto affermativo.
È inutile che dica che se fosse negativo lui andrebbe via. È scontato che se perde va a casa: «dopo di me il diluvio» non è mai stato uno slogan mobilitante.
Se vuole avere il "Sì'" anche dei suoi critici, deve insistere sulla semplificazione, deve accettare la perfettibilità della sua riforma, deve togliersi di torno come aspirante "dictator".
A questo punto ragionevolmente sarà il "No" ad apparire "cosmico" e respingente perché troppo drammatizzante, perché vincolerebbe non a una futura migliore riforma ma a nessuna riforma, perché aprirebbe scenari politici confusi.
SERVE MAGGIORE ELEGANZA POLITICA. È inutile che Renzi consulti propagandisti venuti dagli Usa o personaggi multitasking come i suoi ex dalemiani da giardino.
Questa volta ha torto Mao, «questa rivoluzione è un pranzo di gala» che va gestita con dominio della situazione ed eleganza politica, lasciando gli strepiti ai soliti noti. Ovviamente da qui al referendum ci sono mesi di governo e di vita pubblica.
Non si potrà impedire all'elettore di decidere di votare anche sulla base dei sentimenti politici che avrà accumulato.
Io, ad esempio, se vedrò l'insistenza sulla privatizzazione renziana degli apparati di sicurezza (leggi Carrai, anche se sono rinfrancato dalla nomina di Alessandro Pansa al Dis), non avrò molta voglia di votare "Sì".
Voglio dire che Renzi, per la prima volta nella sua carriera , deve essere accorto. Non si è giovani per tutta la vita così da meritare indulgenze eterne. Anche perché laggiù da una porticina può venire fuori il Claudio Ranieri della politica che rimette le cose nel verso loro. E chi capisce capisce.

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