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EMERGENZA 4 Maggio Mag 2016 1850 04 maggio 2016

Migranti Ue, chi non accoglie pagherà 250 mila euro

Il contributo di solidarietà scatta per gli Stati che rifiutano il ricollocamento. La riforma di Dublino.

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Chi non accoglie paga. È questa la filosofia alla base della proposta della Commissione Ue per riformare il trattato di Dublino. La responsabilità per il trattamento delle richieste di asilo resta al primo Paese di ingresso, ma successivamente subentra un meccanismo di assegnazione correttivo, «un meccanismo di equità», e chi non intende prendere parte al ricollocamente può compensare col versamento di un «contributo di solidarietà» da 250 mila euro per profugo non accolto.
UN'AGENZIA UE PER L'ASILO. Nel pacchetto di misure presentato da Bruxelles c'è anche il rafforzamento del sistema della banca dati Eurodac e la creazione di un'agenzia Ue per l'asilo, proprio per il sostegno e l'attuazione del nuovo sistema di Dublino.
Il nuovo sistema stabilirà automaticamente quando un Paese si trova a trattare un numero sproporzionato di richieste d'asilo. La «quota di riferimento» sarà calcolata per il 50% sul Pil e l'altro 50% sulla popolazione.
Se uno Stato accoglie un numero sproporzionato di persone, oltre il 150% della «quota di riferimento», tutti i nuovi richiedenti asilo - di qualsiasi nazionalità - dopo una verifica dell'ammissibilità della domanda presentata, saranno ricollocati in Ue, finché il numero di domande non sarà ridisceso sotto il livello.
SI PUÒ RINUNCIARE TEMPORANEAMENTE. Uno Stato membro può evitare di partecipare temporaneamente al ricollocamento. In tal caso, deve versare un contributo di solidarietà di 250 mila euro allo Stato in cui è ricollocato il richiedente del quale sarebbe stato responsabile.
Il «meccanismo di equità» terrà conto anche degli sforzi compiuti da uno Stato membro per reinsediare persone bisognose di protezione internazionale direttamente da un Paese terzo.
Il sistema prevede tempi più brevi per l'invio delle richieste di trasferimento, per le risposte e per l'esecuzione dei trasferimenti dei richiedenti asilo. Inoltre scoraggia abusi e movimenti secondari con obblighi giuridici più chiari per i richiedenti asilo, compreso il dovere di restare nello Stato membro competente per la richiesta, limiti geografici alla fornitura di benefici materiali legati all'accoglienza e conseguenze proporzionate in caso di violazioni.
Le norme proteggono gli interessi dei richiedenti asilo con maggiori garanzie per i minori non accompagnati e un ampliamento equilibrato della definizione di familiari.
Regno Unito, Irlanda (sistema opt in) e Danimarca (opt out) non sono tenuti a prendere parte al sistema.

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