Kimjong 160415184147
ESTERI 5 Maggio Mag 2016 0800 05 maggio 2016

Corea del Nord, un congresso per rafforzare Kim

Corea del Nord, primo congresso in 36 anni e nuove nomine. Per rimpiazzare gli epurati. E consolidare così il potere. Dal nucleare all'economia: i temi sul tavolo.

  • ...

Kim Jong-Un, attuale leader della Corea del Nord.

Il 6 maggio, per la prima volta in 36 anni, la Corea del Nord tiene un congresso del Partito dei Lavoratori (Plc), organizzazione egemone in uno dei Paesi più repressivi al mondo.
Si tratta di un momento storico per una serie di motivi. In primis, perché dovrebbe confermare l’incoronazione di Kim Jong-un, l’attuale presidente nonché comandante supremo dell’Esercito popolare coreano e primo segretario del Partito dei Lavoratori, a «guida unica e suprema» del Paese e «Grande Sole del XXI secolo».
Come osserva Wang Junsheng, esperto di affari nordcoreani presso il National Institute Of International Strategy cinese, «dato che si tratta di un leader nato negli Anni 80, a Kim Jong-un manca una base di autorità. Organizzare questo evento è certamente utile a consolidare il suo potere».
LE PURGHE DI KIM. Tale consolidamento è reso ancora più necessario dalle recenti politiche del dittatore, che non appena è divenuto presidente si è dedicato a purgare il partito dai suoi oppositori e ora dovrà quindi fare nuove nomine. La Corea del Nord ha il celebre appellativo di ‘regno eremita’ per via del suo isolamento, ed è dunque molto difficile stabilire esattamente quante siano state le vittime, fisiche e politiche.
A novembre, il Wall Street Journal azzardò il numero di 70 funzionari spariti dal 2011 in poi, ai quali se sarebbero aggiunti altri nei primi mesi di quest’anno.
È certo comunque che fra gli elementi di spicco vi sia Jang Sung-thaek, zio acquisito di Kim e uno degli uomini più potenti del Paese negli anni che precedettero la morte di Kim Jong-il, giustiziato a dicembre del 2013 per reati contro il governo.
ECONOMIA IN CRISI. Inizialmente, alcune indiscrezioni parlarono di una morte atroce - il leader decaduto sarebbe stato dato in pasto a una muta di cani inferociti – ma queste furono in seguito smentite dalle autorità. Jang Sung-thaek venne ‘solo’ fucilato.
Un altro tema che dovrebbe fare capolino al congresso è quello dell’economia. La Corea del Nord occupa un posto poco invidiabile fra i Paesi meno sviluppati al mondo, e il paragone con l’altra metà della penisola – la Corea del Sud – è drammatico: mentre quest'ultima è diventata una delle nazioni più ricche dell'Asia, stime rese pubbliche dalle autorità americane indicano un Pil pro capite di circa 1.800 dollari all’anno per i cittadini nordcoreani.

L'analista Wang: «Il programma di riforme? Ho poche speranze»

Missili della Corea del Nord.

Stando a quanto riportato dall’Economist, il regime di Pyongyang si è imbarcato in un processo di caute riforme, specie nel settore agricolo e industriale, dove il sistema collettivistico è stato allentato, dando qualche spazio all’attività individuale.
Il congresso sarebbe quindi una buona occasione per lanciare nuove iniziative, ma per il professor Wang la possibilità di un cambio repentino rimane remota: «Personalmente, non ho grandi speranze. Molte cose sono già state modificate in precedenza e, per il governo nordcoreano, è impossibile abbandonare l’economia pianificata in un colpo solo», spiega a Lettera43.it.
IL NODO NUCLEARE. Secondo l’esperto, un tema destinato a essere centrale al congresso è quello delle armi nucleari. È anche quello che più sta a cuore ai Paesi vicini, viste le azioni provocatorie della Corea del Nord, che a gennaio ha effettuato il quarto test nucleare nella sua storia (il primo aveva avuto luogo nel 2006).
L’esperimento è avvenuto parallelamente a test balistici per missili a lunga gittata. Il 7 febbraio, Pyongyang ha messo in orbita un satellite, il Kwangmyongsong-4, usando un missile che secondo alcuni analisti sarebbe adatto anche a trasportare testate nucleari. Ai primi di aprile, il regime ha annunciato di aver sperimentato con successo un motore adatto a lanciare testate intercontinentali. Il 24 aprile, ha poi sostenuto di aver effettuato il lancio di un missile balistico da un sottomarino.
GLI INTERESSI DI USA E CINA. Le preoccupazioni legate alla politica belligerante di Pyongyang si innestano in un quadro politico complesso, che attira le attenzioni di Paesi vicini e lontani, Stati Uniti inclusi.
Il regime è di fatto un lascito della guerra fredda: dopo la sanguinosa guerra coreana nei primi Anni 50, la frattura della penisola non si è mai più sanata e oggi il Paese funziona come una zona di divisione fra la Cina e la Corea del Sud filo-americana.
È opinione corrente che Pechino veda nel regime di Pyongyang un barriera contro la possibile espansione statunitense nell’area. Data la differenza in termini di sviluppo fra la Corea del Sud e la sottosviluppata controparte del Nord, una eventuale unificazione non potrebbe che avvenire sotto al comando di Seul, portando quindi un regime vicino a Washington alle porte della Cina.
UNA DATA STORICA. Pechino ha reagito duramente al test nucleare e a quelli balistici, arrivando a dare il suo appoggio a un programma di sanzioni delle Nazioni Unite. Ma ha usato toni altrettanto duri contro la proposta avanzata da Washington e Seul di installare un apparato radar e missilistico – il cosiddetto Terminal High Altitude Area Defense (Thaad), sistema terminale di difesa per aree ad alta quota – in territorio sudcoreano.
Insomma, dato che la divisione fra Corea del Nord e Corea del Sud è anche una frattura fra il pacifico Paese vicino agli Stati Uniti e la crescente potenza cinese, il Congresso di venerdì verrà osservato dagli analisti di mezzo mondo.
Non è una data storica solo per un regime isolato e oppressivo, ma anche un momento importante per la politica dell’Asia orientale.

Twitter @Micky887

Articoli Correlati

Potresti esserti perso