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POLITICA 5 Maggio Mag 2016 1034 05 maggio 2016

Milano, con Martinelli la cultura entra in campagna elettorale

Il candidato Pd invita alla Bohème: «A questa città manca un sistema valoriale».

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Ettore Martinelli.

Area Expo e moschee. Innovazione e periferie. Tra i tanti temi che affollano la campagna elettorale milanese c'è pure chi punta sulla cultura.
Nella convinzione che sia impossibile portare avanti un processo di trasformazione della città senza prima ripristinare quell'humus culturale che storicamente appartiene al Dna del capoluogo lombardo.
Non deve stupire troppo, dunque, che spulciando tra i vari eventi della campagna elettorale ci s'imbatta pure nella Bohème sponsorizzata da un aspirante consigliere comunale del Partito democratico.
RIEDIZIONE AL MAMU. Ettore Martinelli, avocato ed esperto di diritto costituzionale, ha voluto promuovere la riedizione della celeberrima opera nell'insolito scenario del MaMu (Magazzino Musica).
Teatro, il 5 maggio, della performance di cantanti che recitano muovendosi tra il pubblico, con gli spazi della libreria trasformati per l'occasione nel caffé Momus e nella leggendaria soffitta parigina.
«CULTURA INCLUSIVA, NON ELITARIA». «Solo la prima iniziativa», spiega Martinelli, «per avvicinare i cittadini a un universo, quello culturale, che troppo spesso viene rappresentato in maniera elitaria».
Trasmettere il messaggio che «la cultura non è roba da intellettuali» ed è, anzi, snodo fondamentale per l'emancipazione sociale, «ma anche, se non soprattutto, per le trasformazioni economiche di una comunità ripegata su stessa come quella milanese».
«La mancanza di un sistema valoriale» è il tabù da abbattere per Martinelli, che cita ad esempio la presenza di troppe realtà artistiche completamente sconosciute agli amministratori e il nodo di un meccanismo di assegnazione dei fondi che non incentiva la diffusione della cultura «perché assegna risorse solo chi possiede già esperienze di cui fare sfoggio».

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