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GIUSTIZIA 5 Maggio Mag 2016 0912 05 maggio 2016

Processo Maugeri, la Lombardia chiede 5,6 milioni a Formigoni

Il legale ha spiegato che «sul sistema corruttivo» ci sono «riscontri processuali». Il 'Celeste': «Illogiche e irrazionali le conclusioni della Regione».

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Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia.

Un conto salatissimo.
È quello che la Regione Lombardia, parte civile nel processo milanese a carico di Roberto Formigoni e di altre nove persone sul caso Maugeri, ha chiesto al suo ex governatore.
L'avvocato Domenico Aiello ha avanzato la richiesta di una provvisionale di risarcimento danni da 5 milioni e 619 mila euro a carico di Formigoni, imputato per associazione per delinquere e corruzione.
Il legale nel suo intervento ha spiegato che «sul sistema corruttivo» ci sono «riscontri processuali», chiarendo comunque che la sanità lombarda «rimane un'eccellenza».
«La ragionevolezza non abita più a Palazzo Lombardia», ha commentato Formigoni, che ha definito «illogiche e irrazionali le conclusioni della Regione», aggiungendo che «la Regione Lombardia non può che difendere la piena legittimità delle procedure e degli atti delle mie Giunte, anche perché l'attuale Giunta le ha conservate tutte, compresi gli stanziamenti per la Maugeri che sono anche percentualmente aumentati».
RISCHIA NOVE ANNI. Secondo il legale della Regione, il dibattimento ha accertato «tre diverse utilità» che sarebbero andate come «prezzo» della presunta corruzione «al pubblico ufficiale», ossia all'ex presidente della Regione Lombardia, per il quale i pm di Milano Laura Pedio e Antonio Pastore nella scorsa udienza hanno chiesto una condanna a nove anni di carcere. L'avvocato Aiello ha precisato che «non sto chiedendo qua i 61 milioni di euro che dalla Fondazione Maugeri sarebbero andati ai presunti intermediari, né i 9 milioni che dal San Raffaele sarebbero andati sempre agli intermediari, ma come provvisionale immediatamente esecutiva chiediamo 5 milioni e 619mila euro di presunte utilità».
TRE GENERI DI UTILITÀ. Utilità verso Formigoni che il legale ha diviso in tre generi: i 3,7 milioni di euro per l'utilizzo delle imbarcazioni messe a disposizione dal faccendiere Pierangelo Daccò tra il 2007 e il 2011; 1,3 milioni di maxi-sconto sull'acquisto di una villa in Sardegna che era di Daccò; una terza parte di utilità costituita da soldi «consegnati in contanti a cui si aggiungono 600mila euro per il finanziamento di una campagna elettorale e l'acquisto di biglietti». Per un totale, appunto, di oltre 5,6 milioni di euro, più basso comunque rispetto ai circa 8 milioni contestati dall'accusa a Formigoni, anche perché il legale della Regione ha escluso dal calcolo «tutti quei benefici che riguardano la promozione per finalità politiche», come il pagamento di cene.
CHIESTO DANNO D'IMMAGINE. Tra l'altro, il legale ha spiegato che se l'amico del Celeste, Alberto Perego, anche lui imputato e ritenuto una sorta di 'prestanome' dell'ex governatore, non dovesse essere ritenuto beneficiario di parte delle utilità «le voci delle imbarcazioni e della villa a carico di Formigoni vanno ridotte del 50%». L'avvocato della Regione, inoltre, ha chiesto che i giudici riconoscano anche il risarcimenti danni «legato al profitto del reato», che però non ha quantificato (non indicando nemmeno provvisionali). E ha chiesto anche il riconoscimento del «danno all'immagine», oltre che il sequestro conservativo sulle somme già sotto sequestro preventivo «affinché parte di quel denaro sia reintegrato nel servizio pubblico». Il legale, che ha parlato dei riscontri processuali sul «mercimonio corruttivo», ha anche voluto distinguere, però, tra la posizione «del pubblico ufficiale» e quella dei dirigenti della Regione sotto processo, sottolineando che la sanità lombarda comunque «rimane un'eccellenza e io non butto via il bambino con l'acqua sporca».
L'AGENZIA DELLE ENTRATE PARTE CIVILE. Tra le parti civili anche l'Agenzia delle Entrate con il legale Gabriella Vanadia che ha chiesto una provvisionale di 3 milioni e mezzo di euro a carico di Daccò, Simone e dell'ex direttore amministrativo Costantino Passerino. A carico di quest'ultimo la nuova gestione della Maugeri ha chiesto un risarcimento di circa 4 milioni e mezzo di euro. Oggi sono intervenute anche le prime difese e quella di Formigoni parlerà il 16 maggio.

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