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CONFLITTI 5 Maggio Mag 2016 1526 05 maggio 2016

Tensione a Gaza, scontri al confine tra Hamas e Israele

Colpi di mortaio su soldati israeliani e raid aerei sulla Striscia: l'escalation più preoccupante dall'estate 2014. Scoperti nuovi tunnel della milizia palestinese.

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Una pattuglia dell'esercito israeliano al confine con la Striscia di Gaza.

Lo spettro della guerra sta tornando sulla Striscia di Gaza, dove da giorni si assiste a un'escalation di violenze che sta mettendo a rischio il cessate il fuoco in vigore dalla guerra dell'estate 2014.
Il 5 maggio colpi di mortaio da Gaza sono stati sparati contro pattuglie di soldati israeliani all'opera nella parte sud della Striscia. L'esercito ha risposto a sua volta al fuoco, e nel pomeriggio l'aviazione israeliana ha attaccato postazioni ad Est della città di Rafah.
SCOPERTO UN TUNNEL DI HAMAS. È il secondo giorno di fila che avviene uno scambio di colpi. La zona di questo nuovo incidente sarebbe quella dove in mattinata l'esercito ha scoperto un nuovo tunnel di Hamas diretto verso Israele.
Secondo l'esercito erano stati tre inizialmente i colpi di mortaio sparati da Gaza verso le pattuglie in attività lungo la barriera difensiva, ma col passare della giornata il numero deglii attacchi è continuato ad aumentare. Nel frattempo, secondo molte fonti, le autorità israeliane hanno dichiarato zona militare chiusa l'intera area nella quale è stato trovato il nuovo passaggio sotterraneo.
COLPI DI MORTAIO DI HAMAS. La notte tra il 4 e il 5, dopo un altro lancio di colpi di mortaio da Gaza, Israele ha nuovamente colpito postazioni di Hamas nel nord della Striscia. La tensione non è dunque diminuita nonostante il rappresentante di Hamas Abou Marzouk, citato dai media, abbia sostenuto dal Cairo che era stata raggiunta una mediazione tra le parti grazie all'intervento dell'Egitto.
Il portavoce militare israeliano, a commento dell'attacco, ha ricordato che sin dal 3 maggio «Hamas ha ripetutamente sparato e lanciato colpi di mortaio e razzi contro i soldati israeliani impegnati in attività operative di difesa nel'adiacenze della barriera di sicurezza con la Striscia».
Hamas, tramite Marzouk, ha ribattuto - prima di dare notizia della mediazione attivata con le parti dall'Egitto - che quanto accaduto ai confini est della Striscia «è un tentativo di Israele di mettere in atto operazioni sul terreno per 150 metri oltre il confine. Questo è ciò che ha spinto i nostri uomini a ingaggiare questo scontro. Per impedire ai loro bulldozer di continuare nel loro operato».
RAID AEREI ISRAELIANI. La sera del 4 aprile, dopo alcuni colpi di mortaio e armi da fuoco dalla Striscia, l'aviazione dello Stato ebraico ha colpito una serie di postazione di Hamas nel sud della Striscia nella zona di Rafah. L'esercito ha chiuso al traffico civile - eccetto per chi ci abita - la strada 232 che corre lungo Gaza. Hamas e la Jihad islamica da Gaza hanno messo in guardia dalle possibili ripercussioni di quelle che hanno definito «escalation israeliana».
Mushir al-Marsi, un portavoce di Hamas, ha denunciato che «l'escalation israeliana è un fattore nuovo» e ha precisato che «la resistenza palestinese sta tenendo consultazioni per decidere come reagire».
NESSUNO VUOLE UNA NUOVA GUERRA. Secondo molti analisti, nessuna delle due parti sembra per ora intenzionata ad aprire un nuovo confronto dopo quello dell'estate del 2014. Quello che appare sicuro - anche in base a informazioni filtrate dall'apparato di difesa israeliano, citato dai media - è che i colpi indirizzati da Hamas e dalla Jihad islamica sono stati diretti verso i soldati impiegati nelle ricerche attualmente in corso sul terreno da parte dell'esercito israeliano nel tentativo di localizzare nuovi tunnel militari.
A testimoniare l'importanza che Israele riserva all'individuazione e alla distruzione dei tunnel scavati da Hamas, il 3 maggio il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu a sorpresa si era recato al confine con la Striscia insieme al ministro della difesa Moshè Yaalon e al capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot.

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