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POLITICA INTERNAZIONALE 5 Maggio Mag 2016 1352 05 maggio 2016

Turchia, si dimette il premier Davutoglu

L'annuncio in un vertice dell'Akp. All'origne della decisione lo scontro con Erdogan.

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Il premier turco Ahmet Davutoğlu con il presidente Recep Tayyip Erdoğan.

Il premier turco Ahmet Davutoglu ha annunciato le sue dimissioni al termine di un vertice del partito di governo Akp, in cui è emersa l'impossibilità di restare in carica dopo lo scontro con il presidente Recep Tayyip Erdogan avvenuto la sera del 4 maggio.
NIENTE ELEZIONI ANTICIPATE. Repinta l'ipotesi di elezioni anticipate, l'Akp terrà un congresso straordinario il 22 maggio per eleggere il suo successore. Una figura che, secondo quanto ribadito dal consigliere di Erdogan Cemil Ertem, dovrà avere una posizione più in linea con quella del presidente.
Sui media turchi circolano già i nomi dei suoi possibili successori. Tra i favoriti, ci sono il ministro dei Trasporti Binali Yildirim, quello della Giustizia Bekir Bozdag e quello dell'Energia Berat Albayrak, che è anche il genero di Erdogan.
NON ABBASTANZA LEALE. La crisi di governo è scoppiata negli ultimi giorni, dopo che i vertici del partito avevano tolto a Davutoglu il potere di nominare i leader provinciali. Una mossa che gli analisti attribuiscono allo scontro con Erdogan per le sue posizioni non abbastanza 'lealiste'.
Nel suo discorso di addio, Davutoglu ha annunciato che non si candiderà al congresso ma resterà nel partito. «Il nostro rapporto di lealtà con il presidente continuerà», ha assicurato il premier dimissionario, difendendo il suo lavoro alla guida del governo turco, da quando nell'estate del 2014 ha preso il posto di Erdogan, eletto presidente.
ERDOGAN PUNTA AL VOTO IN AUTUNNO. Nelle elezioni anticipate del primo novembre scorso, l'Akp aveva ritrovato la maggioranza assoluta in Parlamento, che non aveva ottenuto in quelle precedenti di giugno. «Non vivo questa decisione come un fallimento o un dispiacere», ha aggiunto Davutoglu. Stamani un consigliere di Erdogan ha escluso elezioni anticipate dopo la scelta del nuovo leader del partito, ma molti osservatori ipotizzano che punti a un ritorno alle urne in autunno per cercare di ottenere la maggioranza dei 2/3, necessaria per approvare la sua riforma presidenzialista della Costituzione.
DIVERGENZE SU STAMPA, CURDI E MIGRANTI. I due hanno avuto divergenze in passato su alcuni temi fondamentali per la regione, con Davutoglu che ha cercato di guadagnarsi un minimo di autonomia ed Erdogan che ha sempre cercato di limitarla. Tra i temi su cui si sono scontrati: l'arresto preventivo dei giornalisti, le trattative di pace con i curdi e l'accordo sui migranti con l'Unione europea, spinto dal premier e per il quale Erdogan non ha mai mostrato particolare interesse.
Le difficili relazioni tra le due autorità più importanti ad Ankara erano state segnalate da molti analisti, ma la velocità con cui si è arrivati alla frattura ha colto tutti di sorpresa.

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