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SCANDALO 6 Maggio Mag 2016 1913 06 maggio 2016

Panama Papers, parla la gola profonda: «Fare di più contro le ingiustizie»

Si espone per la prima volta (con il nickname John Doe) la fonte che ha rivelato i conti dei potenti nei paradisi fiscali: «Pronto a collaborare». Ma chiede un legge che tuteli i whistleblowers.

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La gola profonda dietro Panama Papers ha rotto il silenzio per spiegare nei dettagli come le ingiustizie dei paradisi fiscali offshore l'abbiano portato al più imponente leak di dati della storia.
La fonte, la cui identità e genere rimangono un segreto, ha detto di non essere una spia: «Non lavoro per nessun governo o agenzia di spionaggio, e non l'ho mai fatto. Il mio punto di vista è interamente mio».
«NON È STATO FATTO ABBASTANZA». Il responsabile della fuga di notizie ha dichiarato al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, che ha realizzato l'esclusiva, che gli 11,5 milioni di documenti trafugati dallo studio legale Mossack Fonseca hanno dato il via a un «nuovo e incoraggiante dibattito» grazie alla pubblicazione nel consorzio di giornali Icij (International consortium of investigative journalism), ma che sul piano pratico non è stato fatto abbastanza dalle autorità.
«IL PROBLEMA È CIÒ CHE È LEGALE, NON ILLEGALE». «Le società di facciata sono spesso associate con il crimine dell'evasione fiscale. Ma i Panama papers hanno dimostrato che sebbene questo tipo di società non siano illegali, vengono utilizzate per nascondere una vasta gamma di reati», ha scritto la fonte, « Il problema è ciò che è legale, non ciò che è illegale».
La gola profonda è entrata in contatto nel 2015 con Bastian Obermayer, un giornalista del quotidiano tedesco, utilizzando il nome di John Doe. «Interessato a dati segreti?».
RIVELAZIONI PER COMBATTERE LE INGIUSTIZIE. La fonte ha dichiarato di aver agito dopo aver capito «il livello di ingiustizie» che i documenti descrivevano.
«Migliaia di indagini potrebbero partire dai Panama Papers, se soltanto le autorità potessero avere accesso a questi documenti e valutarli. I giornali partner del consorzio Icij hanno giustamente dichiarato che non li daranno agli investigatori o alle forze di polizia. Io, tuttavia, vorrei collaborare, nella misura in cui mi sarà possibile», ha dichiarato, lamentando allo stesso tempo la fine considerata ingiusta di altri “whistleblower” come lui.
«GLI WHISTLEBLOWER NON TUTELATI». «Dopo aver messo a nudo tante sconcezze», ha dichiarato, «hanno avuto le loro vite distrutte, negli Stati Uniti e in Europa. Edward Snowden vive in stato di abbandono a Mosca. Patrick Birkenfeld ha ricevuto dal governo Usa milioni di dollari per le sue informazioni sulla banca svizzera UBS, ma prima è stato in carcere. Antoine Deltour, la fonte dei cosiddetti Luxleaks, è attualmente sotto processo per aver dato ai giornalisti notizie sugli sfacciati accordi fiscali che il Lussemburgo ha concesso alle grandi multinazionali, sottraendo di fatto miliardi in entrate fiscali ai paesi vicini».

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