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ESTERI 6 Maggio Mag 2016 0800 06 maggio 2016

Polonia, la legge anti-terrorismo mina la libertà

Detenzioni preventive. Stranieri discriminati. E privacy dei cittadini a rischio. La legge anti-terrorismo dà più poteri alle forze dell'ordine. E monta la protesta.

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Un disegno di legge per cercare di bloccare sul nascere ogni potenziale minaccia terroristica.
Lo ha messo a punto la Polonia, uno dei Paesi in Europa dove il rischio di attentati appare, a oggi, meno elevato.
L'obiettivo dichiarato è incrementare il controllo preventivo delle forze dell'ordine su soggetti ritenuti in contatto con cellule terroristiche. Il rischio, concreto, è quello di violare la privacy individuale e discriminare migliaia di stranieri presenti nel Paese.
MISURE RESTRITTIVE. Da un lato, la nuove legge permetterà di monitorare le attività online e telefoniche dei soggetti privati, consentendo alle forze dell'ordine di intervenire anche in assenza di autorizzazioni da parte della magistratura.
Dall'altro, c'è l'intenzione di adottare misure più restrittive per le libertà sia individuali che collettive, dando alla polizia facoltà di richiedere le impronte digitali di cittadini stranieri potenzialmente sospetti o di vietare manifestazioni pubbliche in determinate occasioni.
LA PETIZIONE ONLINE. Un pacchetto che non piace alle associazioni per i diritti umani e per la difesa della privacy. Tanto che sabato 23 aprile la Ong varsaviana Fondazione Panoptykon ha lanciato una petizione contro il disegno di legge raccogliendo 3.300 firme in una settimana.
È dal novembre dell'anno scorso, all'indomani degli attacchi terroristici di Parigi, che il governo nazional-conservatore di Diritto e Giustizia (PiS) è al lavoro sulla nuova legge.
Quanto accaduto a Bruxelles il 22 marzo non ha fatto altro che accelerare l'iter. Tanto che già il 24 marzo il ministro dell'Interno di Varsavia, Mariusz Błaszczak, ha annunciato l'intenzione di varare al più presto la legge anti-terrorismo. Tuttavia, la bozza è stata resa noto solo un mese dopo in quello che alcuni ritengono un tentativo di ridurre il rischio di un dibattito pubblico in proposito.

Una legge che discrimina gli stranieri

Due agenti dell'Abw.

Le 84 pagine della bozza di legge pubblicate il 21 aprile scorso sul sito del ministero dell'Interno incrementano i poteri dell'Abw, l'Agenzia per la sicurezza interna che andrà a coordinare le attività di controterrorismo nazionali.
Fra le misure più controverse vi è la facoltà di vietare manifestazioni pubbliche in situazioni di “allerta terrorismo” così come la possibilità per le autorità di chiudere le frontiere per un periodo massimo di una settimana.
La definizione data a “evento terroristico” dal disegno di legge appare poco chiara e c'è chi teme che possa essere estesa a manifestazioni di protesta o scioperi, vietando di fatto il dissenso. «Nel novembre scorso la Francia ha adoperato la propria legislazione anti-terrorismo per impedire marce di protesta durante la conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici. Il timore è che l'attuale governo polacco possa fare lo lo stesso», avverte Gavin Rae, professore di sociologia all'Università Kozminski di Varsavia.
ESTESA LA DETENZIONE PREVENTIVA. Per quanto riguarda gli individui sospettati di legami con cellule terroristiche, la legge propone di estendere la loro detenzione preventiva – in assenza di prove o accuse concrete – dagli attuali due giorni a due settimane.
Una misura che contraddice l'articolo 41 della Costituzione del '97 secondo cui «ogni persona incarcerata sarà immediatamente informata sulle ragioni della propria detenzione. Entro 48 ore dal fermo dell'individuo, il suo caso sarà esaminato da un tribunale».
La nuova legge intende anche consentire alle forze dell'ordine di effettuare perquisizioni e arresti in qualsiasi momento, eliminando l'attuale divieto imposto fra le 22 e le 6.
Si punta anche a monitorare più da vicino chi non è cittadino polacco. Come conferma Rae, «la nuova legge potrebbe essere utilizzata contro gli stranieri e questo accade in un momento in cui l'ostilità verso immigrati e rifugiati sta crescendo. Anche chi vive qui da tempo ma è privo di cittadinanza vedrà ridursi i propri diritti civili».
PIÙ POTERI ALL'ABW. Un'apparente discriminazione nei confronti degli stranieri che, tuttavia, non è anti-costituzionale. «Sebbene la Costituzione polacca postuli che tutti debbano essere trattati allo stesso modo dallo Stato, il suo Articolo 37 consente anche una restrizione dei diritti degli stranieri per statuto», sottolinea Nicholas Richardson, avvocato inglese che lavora a Varsavia.
Sarà vietato per esempio l'acquisto di carte telefoniche prepagate in assenza di un valido documento d'identità, mentre l'Abw potrà richiedere il blocco di account telefonici o connessioni Internet ritenuti sospetti per periodi sino a 30 giorni, senza l'obbligo di notifica.
Inoltre, aggiunge Rae, «la polizia avrà il diritto di ascoltare le conversazioni telefoniche degli stranieri presenti in Polonia senza richiedere autorizzazioni alla magistratura e potrà inoltre richiedere e ottenere le loro impronte digitali».

Approvazione entro il vertice Nato di Varsavia

Entrambi i principali partiti d'opposizione Nowoczesna (Moderna) e Piattaforma Civica (Po) hanno criticato la tempistica della bozza di legge e auspicato modifiche ai suoi punti più controversi, ma nel complesso ritengono la sua introduzione necessaria.
Concrete quindi le possibilità che il testo venga approvato dal parlamento di Varsavia senza intoppi, vista anche la maggioranza assoluta conquistata da Diritto e Giustizia nelle elezioni dell'ottobre scorso.
L'ESAME DEL CONSIGLIO D'EUROPA. «Non esiste alcun meccanismo legale in Polonia che consenta alla società civile di ottenere modifiche a disegni di legge», ricorda Richardson. «Tuttavia, l'opinione pubblica può riuscire a esercitare pressioni sui parlamentari in questo senso». E dalla Fondazione Panoptykon confermano che l'obiettivo della raccolta firme lanciata online è proprio questo.
Già dal febbraio scorso la cosiddetta surveillance law consente alle forze dell'ordine di ottenere dati riservati sulla navigazione online dei cittadini senza autorizzazioni dei provider o avvisare gli interessati. «E questo significa che per i soggetti interessati è molto difficile scoprire se sono spiati o meno o evidenziare eventuali abusi di sorveglianza online nei loro confronti», precisa Richardson.
Non a caso, la legge è stata messa sotto osservazione dalla Commissione di Venezia, organo del Consiglio d'Europa formato da esperti in diritto costituzionale.
DUE APPUNTAMENTI SENSIBILI. L'esecutivo punta ad approvare la nuova legge in parlamento prima dell'inizio dell'estate. Due infatti sono le date sensibili segnate sul calendario del governo: il vertice Nato che si terrà l'8 e il 9 luglio a Varsavia e la Giornata mondiale della gioventù (Gmg) prevista a Cracovia fra il 27 e il 31 luglio.
Due eventi che proietteranno la Polonia sugli schermi di tutto il mondo trasformando le sue due principali città in possibili obiettivi terroristici.
Non a caso il governo è pronto a schierare un contingente di 13 mila fra poliziotti, soldati e guardie frontaliere per assicurare lo svolgimento di entrambi gli appuntamenti.
Il vertice Nato di Varsavia vedrà arrivare nella capitale 28 capi di Stato, mentre 2 milioni di giovani sono previsti nella cinque giorni cattolica di Cracovia alla quale parteciperà anche Papa Francesco.

Twitter @LorenzoBerardi

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