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ELEZIONI 9 Maggio Mag 2016 1014 09 maggio 2016

Comunali, Sinistra italiana esclusa a Roma e Fdi a Milano

Le liste presentate avevano «vizi formali». Il partito di Fassina appeso a un filo fa ricorso al Tar, quello della Meloni alla Commissione elettorale.

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Il leader di Sinistra italiana Stefano Fassina.

Colpo di scena alle Campidoglie: a 24 ore dalla presentazione, le liste di Stefano Fassina, candidato sindaco per Sinistra Italiana, sono state escluse. Una doccia fredda per la neonata formazione politica che, se il preannunciato ricorso non riuscirà a sanare la situazione, rischia di vedersi esclusa dalla competizione.
Anche in altre città ci sono stati pronunciamenti: a Milano sono state respinte le liste di Fratelli d'Italia e Fuxia people e a Cosenza la commissione elettorale sarebbe orientata a respingere due liste, 'Cosenza popolare', espressione del Nuovo centrodestra, e di 'Orgoglio Brutio' che sostiene un candidato del Pd.
FASSINA APPESO A UN FILO. Ma mentre in questi due casi sembrano esserci possibilità di soluzione, per la vicenda Fassina a Roma le speranze sono appese a un filo. «Abbiamo appreso con stupore che la commissione elettorale ha respinto le nostre liste dalla competizione per Roma - ha annunciato Fassina - Si tratta di una decisione che, se fosse confermata, altererebbe pesantemente l'esito delle elezioni amministrative nella Capitale. Presentiamo subito ricorso al Tar e nelle prossime ore decideremo quali ulteriori iniziative intraprendere».
«RICORSO AVRÀ ESITO POSITIVO». «Abbiamo presentato tutte le firme necessarie, il massimo. Abbiamo fatto ricorso e avrà esito positivo. Restiamo in campo». ha dichiarato Fassina lunedì, «e ci sono tutte le condizioni per rimanere in campo, continuiamo a fare campagna elettorale in questa settimana perché gli elementi sostanziali per un risultato positivo ci sono tutti. Nelle prossime ore presenteremo il ricorso. Tutti gli elementi che possiamo portare a supporto della nostra tesi ci fanno essere davvero fiduciosi, ci sono anche tante sentenze di casi analoghi risolte positivamente, quindi non abbiamo motivo di prevedere un futuro negativo».
«VIZI FORMALI». Ma il 'verdetto' della commissione elettorale circondariale sembra non lasciare troppi margini: le liste sono state respinte per «vizi formali non sanabili» e la sua candidatura ora dipende dall'esito del ricorso al Tar, il cui esito è atteso per la prossima settimana. Per le sue liste municipali sarebbero stati utilizzati moduli vecchi, in quelle comunali ci sarebbero dati mancanti. Insomma, secondo quanto filtra, ci sarebbero stati errori formali nella compilazione dei moduli e nella modalità di certificazione di alcune firme. Errori che hanno innescato una vera e propria bufera tra quelli di Sel contro Sinistra Italiana, tanto che un aspirante consigliere municipale si sfoga su Facebook e parla di «banda di incapaci».
ELETTORI SENZA CANDIDATO. Ma le accuse si registrano anche in senso contrario. La corsa a Roma rischia di prendere dunque tutta un'altra piega, rimanendo zoppa la rappresentanza della sinistra. A poco meno di un mese dalle elezioni gli elettori di Fassina saranno costretti a riorientarsi. Il portavoce dei Verdi di Roma Gianfranco Mascia, che appoggia Roberto Giachetti, ha scritto a Fassina che spera nel suo reintegro, ma intanto mette le mani avanti: «Garantiamo che ci faremo carico di molti temi della sinistra».
Il candidato sindaco Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha addirittura offerto a Fassina il ruolo di assessore alla legalità e alle politiche sociali. Insomma, dopo il ritiro di Guido Bertolaso e di Francesco Storace che sosterranno Alfio Marchini, le carte vengono rimescolate per l'ennesima volta.
«Non ci sono piani B. I voti andranno a noi. Ce li prenderemo come volevamo fare. Con Giachetti e gli altri ci sono differenze programmatiche molto profonde. Questa è la ragione che ci ha spinto e ci spinge ad andare avanti con grande determinazione», ha detto Fassina durante una conferenza stampa nel suo comitato elettorale, a chi gli chiede a chi, secondo lui, andrebbero i suoi voti in caso di esclusione dalla corsa al Campidoglio.
FDI DIMENTICA LE DICHIARAZIONI DI CANDIDABILITÀ. A Milano la lista di Fdi-An al Consiglio comunale è stata ricusata e così i suoi 48 candidati per «un puro errore materiale ascrivibile a un dato tecnico, mancava per ognuno la dichiarazione di non rientrare nei casi di incandidabilità previsti dalla legge Severino - spiega un comunicato del coordinamento milanese del partito - La dichiarazione è invece presente nelle accettazioni di tutti i candidati di Fratelli d'Italia nelle nove liste per i municipi, a riprova che si è trattato di mero errore materiale».
RICORSO ALLA COMMISSIONE ELETTORALE. E quindi «prima di ogni eventuale ricorso al Tar, FdI-An sta avanzando un'istanza di revisione alla Commissione Elettorale allegando le dichiarazioni di insussistenza delle cause di incandidabilità sottoscritte da tutti i candidati della lista al Comune».
Anche Maria Teresa Baldini, unica donna che aveva annunciato la candidatura a sindaco con la lista Fuxia People è pronta a rivolgersi al tribunale. «Quanto accaduto fa capire come per il mondo civile il problema non sia affatto la magistratura, ma la burocrazia: la contestazione riguarda l'utilizzo di un modulo pre-stampato contenente riferimenti differenti e non aggiornati rispetto ai moduli più recenti».

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