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POLITICA 9 Maggio Mag 2016 1335 09 maggio 2016

Direzione Pd su Amministrative e referendum, lo streaming dei lavori

Renzi pronto all'appello per la consultazione di ottobre. Ma si annuncia battaglia con la minoranza.

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L'ultima direzione prima delle Amministrative di giugno.
Il Partito democratico si è riunito nel pomeriggio del 9 maggio presso la sede nazionale. Sul tavolo l'appello del premier Matteo Renzi alla minoranza per un sostegno unitario al referendum costituzionale di ottobre, a pochi giorni dal lancio del comitato per il 'Sì'.
L'ultima direzione era stata animata dallo scontro su un altro referendum, quello riguardante il quesito sulle trivelle. Da allora diversi esponenti dem sono finiti nel mirino delle procure, i sondaggi non danno nessun candidato del partito vincente al primo turno e l’appuntamento delle Comunali sta cominciando a creare più di un grattacapo al Nazareno. Sul fronte giudiziario, però, le due anime dem appaiono compatte.



In apertura dei lavori, Renzi ha immediatamente rivolto una stilettata all'opposizione, con particolare riferimento alle vicende del Movimento 5 stelle. «Sono rimasto sorpreso dal fatto che alcuni giornalisti mi abbiano chiesto perché facciamo la direzione visto che non abbiamo molto su cui litigare. Sarà un gran giorno quello in cui non ci si stupirà del fatto che esistiono organismi che discutono e dialogano anche quando non ci sono problemi. La vera eccezione non siamo noi, i partiti concorrono in modo democratico al governo della res pubblica. Sarebbe bello se anche altri trovassero luoghi in cui si preferisce la fatica della democrazia alla dinastia».
«GENUINAMENTE GARANTISTI». E sulle vicissitudini pentastellate a Livorno: «C'è un doppiopesismo incredibile e non mi riferisco solo alla Toscana a cinque stelle o alla Lombardia in camicia verde, chi è garantista con i suoi e giustizialista con gli altri è insopportabile. Noi siamo genuinamente garantisti, non chiediamo dimissioni Nogarin, lui farà le sue valutazioni con il suo consiglio comunale».
«GIUSTIZIA VADA A SENTENZA». Sul nodo giustizia, invece, il premier si è espresso in questi termini: «Non entriamo in polemiche che incomprensibilmente altri vorrebbero, auguriamo buon lavoro a chi serve lo Stato, diciamo che abbiamo interesse che ci sia la massima visibilità a tutte le indagini. I magistrati di Potenza rapidamente vadano a processo: è dovere civile sapere se ci sono persone che inquinano o no, è dovere per un Paese non vivere di valutazioni fatte a caldo o sulle indagini. Si vada a processo e contemporaneamente rispettiamo le sentenze, non troverete mai un mio commento su sentenza».

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