Anna Rita Leonardi 160506212925
MAMBO 9 Maggio Mag 2016 1019 09 maggio 2016

Leonardi e Pd facciano chiarezza sul caso Platì

Doveva essere la paladina anti 'ndrine. Sul suo ritiro tanti dubbi. Ma così vincono i clan.

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Anna Rita Leonardi tra Matteo Renzi e Graziano Delrio.

Annarita Leonardi, di Reggio Calabria, più di un anno fa si candidò come sindaco di Platì.
Questo Comune della Locride ha una lunga storia politica ma più di recente è diventato noto per arresti di massa e scioglimenti di amministrazioni comunali in odore di 'Ndrangheta.
La Leonardi si era catapultata da fuori Platì per fare il sindaco visto che, si diceva, in paese non c'era alcuno che avesse voglia di andare al Comune sfidando i clan , col rischio persino di incappare per una delibera sbagliata nelle maglie della giudizia.
Chi sta sui social ha imparato a conoscere il volto della Leonardi, sempre molto fotogenica, e ha letto le sue parole risolute contro la criminalità organizzata. Alcuni cronisti malevoli giunti sul posto hanno scritto che lei si era circondata di giovani guardie del corpo dai modi spicci. Ma non stiamo lì a sottilizzare.
Per lei era arrivata, nel meeting della Leopolda, la benedizione di Matteo Renzi, anche se la signorina non era una nativa renziana, ricordo infatti di averla incontrata a Napoli negli uffici del mio amico Antonio Bassolino.
Todos renzianos come todos caballeros, ormai. Nelle ultime settimane a Platì si era anche candidata le figlia di un ex sindaco la cui amministrazione era stata sciolta per mafia.
UNA SFIDA BELLISSIMA FINITA NEL NULLA. Sembrava uno sfida bellissima, anche se con il neo che la candidata piddina veniva da fuori, come si dice al Sud.
D'improvviso però la Leonardi si è ritirata e abbiamo saputo che lo ha fatto dopo una riunione con i vertici del partito a Roma.
La formula scelta per motivare il ritiro è stata: «Non c'erano più le condizioni per proseguire». Ha poi promesso di dire tutto entro qualche giorno e su Repubblica ha fatto cenno al boicottaggio del partito locale. Poi si è anche detto che per la sua lista mancano i candidati.
Poi lei stessa ha chiarito che qualche giovane non di Platì sarebbe stato disponibile a mettersi in lista con lei. Tante spiegazioni confuse e nessuna spiegazione.
Il danno fatto dal ritiro della Leonardi è enorme perché consacra l'inavvicinabilità di quella terra. Platì resta terra fuori dallo Stato.
È proprio così? Per capirlo dovremmo sapere un po di più sulle ragioni della candidatura e su quelle del ritiro. In terra di mafia non si gioca. Come mai esistevano le condizioni quando si fece l'annuncio e le telecamere illuminavano la Leopolda, mentre sono sparite il giorno prima che la stessa candidatura fosse formalizzata. È dovere del Pd nazionale, e non della sola Leonardi, dare una spiegazione non generica. Se la candidata ha avuto paura, va rispettata pur osservando che ha in fondo giocato a fare la guerra alla mafia.
Se l'hanno costretta a dimettersi come può star zitto il suo partito e, direi, anche il ministro dell'Interno?
SERVE FARE CHIAREZZA SUBITO. Ho l'impressione che l'antimafia sia vicina alla necessità di una svolta che recuperi lo spirito di Falcone, silenzio operoso, meno sceneggiate e fatti, tanti fatti.
È stato giusto dare larga pubblicità a manifestazioni e a personaggi antimafiosi ma alla fine si sono raccolti molti chiacchieroni e chiacchierone.
Non parlo più di "professionisti dell'antimafia", ormai ne parlano anche quelli che dell'antimafia hanno fatto un mestiere di successo nelle procure, nei giornali, nell'economia.
Credo che serva tornare a un minimo di serietà. E per restare al caso Leonardi, bisogna che un partito di governo che propone o accetta che una giovanissima signora si proclami bandiera dell'antimafia vada poi a controllare se ci sono le condizioni, anche soggettive, per questo titolo auto-attribuito.
Insisto, se la Leonardi ha avuto paura, ho simpatia per lei. Deve però dire quel che le è accaduto perché la storia di Platì non diventi il più mediatico successo della 'Ndrangheta anche grazie a persone malaccorte come lei e i suoi sponsor.

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