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DIRITTI 10 Maggio Mag 2016 1833 10 maggio 2016

Unioni civili, le associazioni Lgbt tra gioia e rammarico

In attesa del voto di fiducia di mercoledì 11, la comunità omosessuale si divide tra chi considera il provvedimento un progresso e chi invece rimpiange lo stralcio della stepchild adoption.

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Il voto finale sulla legge sulle unioni civili è ormai prossimo, ma tra le associazioni Lgbt domina un doppio sentimento. Da una parte c'è la gioia per l'ottenimento di nuovi diritti, dall'altra il rammarico per un provvedimento giudicato monco, visto che è stata stralciata l'adozione del figlio del partner (stepchild adoption).
PIAZZONI: «AUSPICHIAMO AMPIO CONSENSO». «Non abbiamo mandato giù l'amaro in bocca per tutto ciò che questa legge non riuscirà a garantire, tuttavia ora che siamo di fronte all'approvazione del primo provvedimento che regola le unioni tra persone dello stesso sesso non possiamo che auspicare nel più ampio consenso nell'aula», dichiara deluso Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, «perché in quel testo sono contenuti il riconoscimento e le tutele che tante persone gay e lesbiche attendono da una vita. Un consenso ampio dell'aula della Camera sarebbe il degno riscatto per queste persone, un atto simbolico ma anche la giusta premessa alle tante battaglie che ancora verranno».
CAPONERA: «ATTO DOVUTO». Parla di «atto dovuto» Lucia Caponera, vicepresidente di Arcilesbica. «Una legge di iniziativa parlamentare che ha dovuto assecondare il sacro accordo con la voce omofoba della destra, passando attraverso un corridoio di sessismo e ignoranza, non è un traguardo» spiega.
MANCUSO: «UNA LIBERAZIONE». Per Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia ed esponente storico del movimento Lgbt, resta il fatto che «dopo trent'anni di inutili attese la decisione del governo di porre la questione di fiducia sulle unioni civili è, per tante e tanti di noi, vissuta come una liberazione: finalmente si è vicini al risultato, finalmente si fa sul serio. Ci sarà tempo per le riflessioni e le valutazioni, ma la sostanza rimane: l'Italia è vicina a un importante risultato storico di civiltà e diritto».
GRASSADONIA: «NON TUTELA I FIGLI». Anche Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, parla di «momento storico», ma aggiunge che «le nostre famiglie non possono festeggiare» perchè la legge «non tutela i nostri figli, il loro diritto a vedersi riconosciuti entrambi i genitori». «Quale padre e quale madre parteciperebbero mai a una festa in cui i loro bambini non sono invitati?» si chiede Grassadonia, che è madre di un bambino e si è vista riconoscere dal tribunale l'adozione dei due figli avuti dalla sua compagna, la quale a sua volta ha potuto adottare il figlio della stessa Grassadonia.
«MONUMENTO ALL'IPOCRISIA». Infatti per l'attivista per i diritti Lgbt la legge sulle unioni civili «è anche un monumento all'ipocrisia e all'inettitudine di una classe politica che, come Ponzio Pilato, si lava le mani dalle sue responsabilità, lasciando i giudici a decidere caso per caso sul riconoscimento delle nostre famiglie, in quello che si annuncia come un Vietnam nei tribunali, dove alcuni di noi avranno quello che spetta loro, altri no, altri ancora dovranno lottare per anni e anni, tra ricorsi e appelli».

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