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ACCERCHIAMENTO 11 Maggio Mag 2016 0900 11 maggio 2016

Lodi, Guerini trema: si indaga sul suo fedelissimo

L'inchiesta che ha causato l'arresto di Uggetti adesso mette nel mirino Demuro. Per 20 anni vicino al portavoce Pd. Tra bandi discussi e incroci fra partecipate.

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Simone Uggetti con Lorenzo Guerini.

La procura di Lodi continua a stringere il cerchio intorno all'ex sindaco Lorenzo Guerini, ora portavoce e vicesegretario del Partito democratico.
Leggendo l'ordinanza di custodia cautelare appariva scontato che gli inquirenti indagassero su Giuseppe Demuro - il dirigente che ha sottoscritto il bando truccato dall'ex primo cittadino Simone Uggetti ancora nel carcere di San Vittore -, ma l'avviso di garanzia per turbativa d'asta spiccato nelle ultime ore per questo manager pubblico nato a Irsina nel maggio del 1964, laureato in giurisprudenza all'Università di Bari e con un master in Bocconi, tocca da vicino il numero due del Pd di Matteo Renzi.
BUROCRATE PER ECCELLENZA. Demuro non è un nome qualunque a Lodi, perché per quasi vent'anni è stato il burocrate per eccellenza di Guerini, dai tempi della Provincia fino a quelli in Comune.
Il curriculum parla da solo. Nel 1997 è stato comandante del corpo di polizia provinciale di Lodi e allo stesso tempo ha elaborato lo statuto dell'ente.
Nel 1999 è diventato capo di gabinetto del presidente Guerini, che ha seguito poi in Comune come direttore generale e soprattutto come project manager. In teoria, secondo le nuove leggi sulla pubblica amministrazione non avrebbe potuto seguire anche Uggetti, ma dopo un passaggio al comune di Roma è stato assorbito di nuovo nella macchina amministrativa lodigiana.
Non c'è testimone migliore, in pratica, per raccontare l'evoluzione della vicenda piscine, a partire dalla struttura Faustina voluta da Guerini nel 2007 fino all'ultimo bando truccato che ha portato in carcere Uggetti.
ARTEFICE DEL PARCO TECNOLOGICO. Non solo. Demuro è stato anche l'artefice e il realizzatore del Parco tecnologico padano, polo scientifico di eccellenza portato avanti proprio da Guerini per valorizzare l’identità agro-zootecnica del lodigiano e in pista per la cittadella dell'Innovazione nel dopo Expo 2015.
Demuro è stato in passato anche consigliere di Aem Gestioni e di Linea Group Holding (Lgh), multi-utility che opera nei territori di Cremona, Pavia, Lodi, Rovato (Brescia) e Crema e che si occupa di vendita e distribuzione di gas, produzione e distribuzione di energia elettrica, teleriscaldamento, ambiente (rifiuti) e altri servizi come per esempio mobilità e trasporto pubblico e telecomunicazioni.

Incrocio tra le società partecipate del Comune

La piscina Ferrabini di Lodi.

E qui la storia si incrocia con l'inchiesta della procura, perché Astem Lodi, partecipata del Comune, «il bancomat di Guerini» (copryright il Giornale), oltre ad avere il 45% di Sporting possiede pure il 13,2% di Lgh.
Demuro è in sostanza la punta di diamante di quella classe dirigente nata e cresciuta sotto i vent'anni di potere di Guerini in città, poi mantenuta al Broletto con Uggetti.
Un altro gueriniano di ferro poi diventato uggettiano è il portavoce e ufficio stampa del Comune Claudio Gazzola, anche lui inamovibile da due decadi.
Le opposizioni in Consiglio comunale hanno sempre contestato il bando con cui venne nominato nel 2013 (a quanto pare su misura) e il Movimento 5 stelle si è mosso anche con l'Ordine dei giornalisti contestando il doppio ruolo tra portavoce e ufficio stampa.
IL RIFIUTO DELLA DIRIGENTE. Demuro deve essere ascoltato dai magistrati sabato 14 maggio 2016.
E con tutta probabilità dovrà spiegare ai magistrati le modalità di gestione di quel bando contro cui si era scagliata l'altra dirigente Caterina Uggè, la gola profonda dell'inchiesta, che alla fine si rifiutò di firmare.
E in particolare dovrà cercare di fare chiarezza sulla telefonata contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare con l'altro arrestato, l'avvocato Cristiano Marini, consigliere della Sporting Lodi, dietro cui si celava la Wasken Boys, che poi si aggiudicò l'appalto.
Nella telefonata agli atti i due parlano appunto dei possibili altri contendenti alla gara.
UN BANDO ''COSTIPATO''. E c'è poi in una registrazione fatta dalla stessa Uggè per tutelarsi, come ha lei stessa spiegato ai magistrati: «Più di un concorrente ha sollevato questa questione. L'attendere il mese di marzo per pubblicare il bando per poi assegnare le strutture da metà aprile e pretenderne l'apertura poco più di un mese dopo non poteva che avvantaggiare chi le piscine le conosceva già perfettamente».
E ancora: «Di quanto dico vi è prova in una registrazione telefonica da me eseguita, per tutela della mia persona. Demuro spiega in sede di commissione di gara ai restanti commissari Ing. Luigi e Arch. De Agostinis come io in realtà il bando l’avessi già pronto dal settembre 2015 e che la decisione di ritardarne la pubblicazione fino al marzo 2016 era da imputarsi alla volontà del sindaco il quale ha voluto occuparsi in prima persona di quel bando. Lo stesso Demuro ha poi affermato che il bando sarebbe da definire come bando ''molto costipato''».
Particolarmente costipato verrebbe da dire.

Twitter @ARoldering

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