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L'ESCLUSIVA 11 Maggio Mag 2016 1505 11 maggio 2016

Milano, Sala rischia la candidatura

Mancherebbero le dimissioni dall'incarico in Expo. Fonti di Palazzo Chigi smentiscono.

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Giuseppe Sala.

Altro che casa in Svizzera, questa volta la dimenticanza potrebbe costare cara a Beppe Sala. Persino l'eleggibilità a sindaco di Milano e la poltrona di consigliere di amministrazione della Cdp.
La notizia l'ha data Panorama e se confermata sarebbe una bella gatta da pelare per il candidato renziano.
Al settimanale, infatti, non risulta che siano mai state protocollate le dimissioni da commissario Expo 2015.
UN COMMISSARIO DI TROPPO. Il 28 ottobre 2015, Sala ha firmato l’'autodichiarazione di compatibilità' per l'ingresso nel board della Cdp, nella quale assicurava di non ricoprire incarichi nazionali.
Ma a quella data, Sala era ancora commissaio Expo: quindi non avrebbe potuto ricoprire l'incarico in Cassa depositi e prestiti.
Ma non è finita qui: il candidato Pd si è poi dimesso da ad di Expo (il 18 dicembre 2015). Dimissioni che, secondo lo staff di Sala, lo avrebbero fatto decadere anche da commissario.
ALLA RICERCA DEL DECRETO. E qui sta l'inghippo: per Panorama le due cariche sono distinte.
Le dimissione da commissario, essendo l'incarico assegnato con un decreto di Palazzo Chigi, avrebbe dovuto essere seguito da un «atto della stessa efficacia costituzionale».
Il giornale non ha trovato questo decreto.
In caso l'errore fosse confermato, poi, Renzi non potrebbe correre ai ripari: visto che il termine era la data di presentazione delle candidature.
Fonti di Palazzo Chigi smentiscono l'indiscrezione: la lettera di dimissioni, sostengono, è stata inviata il 15 gennaio 2016 e protocollata dalla Presidenza del Consiglio il 18 gennaio 2016.
SALA: «QUESTIONE SURREALE». «Panorama solleva una surreale questione di incompatibilità della mia candidatura, come chiarito rapidamente da fonti governative», ha commentato Sala, aggiungendo: «ciò che conta qui non è il merito, ridicolo peraltro, della vicenda ma conta l'atteggiamento di una certa stampa militante cui anche Panorama finisce per accodarsi».
«Con il vicedirettore Maurizio Tortorella candidato insieme a Stefano Parisi», ha spiegato Sala, «il fu glorioso settimanale si presta ad una meschina provocazione, spiegabile solo con la volontà di non vedere i problemi politici del candidato protetto, che vanno dai nomi in lista di personaggi dal chiaro stampo razzista al tentativo, peraltro fallito, di candidare condannati in via definitiva. Per non parlare poi del disastro nazionale di una coalizione di centrodestra divisa su tutto e ormai allo sbando. Sarà il buon senso dei milanesi a fare giustizia di queste miserie».

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