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ANALISI 11 Maggio Mag 2016 1900 11 maggio 2016

Unioni civili, confronto fra Italia e resto del mondo

La Cirinnà è legge. Arriviamo 15 anni dopo l'apripista Olanda. Costo per lo Stato: 130 milioni in 10 anni. Nel nostro Paese 7 mila coppie omo certificate Istat. I dati.

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Il ddl Cirinnà è diventato legge.
L'Italia si aggrega così al folto gruppo di Paesi europei che riconoscono diritti giuridici alle coppie omosessuali.
Otto Stati hanno legislazioni simili alla nostra e si limitano a parlare di ''unioni civili'': Germania, Austria, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia e per ultima l'Estonia.
Ma la maggioranza dell'Europa ha (da tempo) votato normative molto più permissive sdoganando il concetto di ''matrimoni'' gay, equiparandoli a quelli degli etero.
I PRIMI? 15 ANNI FA... Apripista in questa direzione è stata l'Olanda nel 2001 seguita poi da altri 11, ultima in ordine di tempo l'Irlanda (2015).


ASIA ANCORA INDIETRO. Fuori dai confini europei sono ancora pochi i Paesi che riconoscono unioni civili e matrimoni gay.
Il continente maggiormente ''arcobaleno'' è l'America, con Stati Uniti e Canada davanti a tutti, seguiti da Brasile, Uruguay e Argentina.
Nel resto del mondo rimangono solo Sudafrica e Nuova Zelanda, mentre timide aperture sono avvenute in Australia e Cambogia.
Molto indietro invece l'Asia. Dove anzi sono diversi i Paesi in cui l'omosessualità viene considerata un reato e punita anche con la pena di morte come in Mauritania, Sudan, Iran, Yemen e Arabia Saudita.

QUASI 300 MILA NOZZE GAY NEGLI USA. Dai Paesi che hanno riconosciuto le nozze omo iniziano ad arrivare i primi numeri, come nel caso di Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Spagna.
In particolare, secondo una stima dell'istituto di ricerca Gallup, negli Usa sono stati celebrati quasi 400 mila matrimoni omosessuali.
La Spagna, uno dei primi Stati dell'Unione europea a introdurre la legislazione, in 10 anni ha raggiunto quota 31 mila.
In Francia invece dopo l'entusiasmo post-approvazione della legge il numero è sceso.
Se in tre anni ci sono stati 15 mila matrimoni, tra il 2014 e il 2015 si è registrato un calo del 20%, passando da 10 mila riti a 8 mila.

OLTRE 7 MILA COPPIE IN ITALIA. In Italia al momento non esistono stime chiare che prevedono quante coppie gay possano usufruire delle unioni civili, ma qualche dato arriva dal censimento che l'Istat ha condotto nel 2011.
Nei moduli da compilare veniva data la possibilità di indicare anche l'orientamento affettivo e la situazione coniugale.
Dalla rilevazione è emerso che le coppie dello stesso sesso che hanno dichiarato di avere un legame di tipo coniugale sono state 7.513 con 529 figli.
ARCIGAY: «DATI SOTTOSTIMATI». Vincenzo Branà di Arcigay ha raccontato a Lettera43.it che il dato è fortemente sottostimato: «Molti hanno preferito non esporsi, evitando di dichiarare la propria posizione».
Alla base di questo pudore e timori: «Da un lato alcuni avevano paura di una possibile discriminazione, mentre altri temevano che portare alla luce una situazione coniugale potesse portare a impegni fiscali senza però avere gli stessi diritti delle coppie di fatto».
100 MILA MINORI CON GENITORI OMO. Gli studi sulle famiglie arcobaleno non sono molti in Italia.
Le associazioni sono poche ed è difficile anche rilevare chi ha scelto di sposarsi fuori dal nostro Paese.
Nel 2005 ci provò una ricerca dall’Istituto superiore di Sanità, l'indagine Modi.di che rilevò come su circa 7 mila omosessuali il 18% dei gay e il 21% delle lesbiche sopra i 40 anni aveva dei figli.
La stessa ricerca stimò che in Italia c'erano circa 100 mila minori con almeno un genitore omosessuale nati in gran parte da precedenti relazioni eterosessuali.

12 PAESI PERMETTONO LE ADOZIONI. Se la legge italiana rimane legata solo alle unioni e lascia fuori la stepchild adoption, il resto d'Europa ha già legiferato in materia.
Al momento ci sono 12 Paesi che permettono le adozioni, mentre altri cinque consentono al genitore non biologico di adottare il figlio del partner.


UN INDOTTO DA MILIARDI DI DOLLARI. I matrimoni gay rappresentano anche un'occasione economica molto ghiotta.
Secondo diverse stime i matrimoni tra persone dello stesso sesso possono generare un indotto di diversi miliardi.
In particolare il Williams Institute ha calcolato che l'intoduzione delle unioni omosex hanno generato in California un giro d'affari di mezzo miliardo di dollari.
Non solo. Il Comune di New York ha stimato che l'introduzione delle nozze gay ha portato a un gettito di 300 milioni di dollari.
ITALIA, COSTO DI 130 MILIONI IN 10 ANNI. All'inizio del dibattito diversi detrattori del ddl Cirinnà avevano lanciato l'allarme sostenendo che il provvedimento avrebbe avuto un costo eccessivo per le casse dello Stato.
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano aveva addirittura parlato di miliardi, ma in realtà una nota del dicastero dell'Economia ha ampiamente smentito questa ipotesi.
La ragioneria del Tesoro ha stimato che a regime, nel 2025, le unioni civili costeranno 22,7 milioni l'anno, in totale 130 milioni in 10 anni.
Il conteggio è stato realizzando tendo conto di una proiezione del caso tedesco che aveva rilevato circa 67 mila unioni gay.
Il calcolo deriva dalla diminuzione del gettito Irpef per le detrazioni previste per le nuove coppie, gli assegni famigiari e le pensioni di reversibilità.

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