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IMPEACHMENT 12 Maggio Mag 2016 1923 12 maggio 2016

Brasile, Temer sostituisce Rousseff alla presidenza

Il vice di Dilma diventa presidente ad interim dopo l'impeachment. Più noto per la bella moglie che per l'appeal politico, grazie alle doti di mediatore è riuscito ad arrivare alla poltrona più importante.

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Il presidente ad interim Michel Temer con la moglie Marcela.

Da vice «decorativo» (come lui stesso si era polemicamente definito) a presidente del Brasile ad interim: prendendo il posto di Dilma Rousseff (appena sospesa dal mandato, dopo il via libera di Camera e Senato al procedimento di impeachment a suo carico), Michel Temer esce finalmente dall'anonimato per assumere il tanto agognato ruolo di leader della nazione.
Riservato ma ambizioso, a 75 anni il numero due della prima presidente donna del Paese sudamericano era finora noto al grande pubblico quasi esclusivamente per gli impeccabili completi gessati.
LA BELLISSIMA MARCELA. Oltre che per l'appariscente e giovanissima (quarta) moglie, Marcela, di appena 32 anni. Adesso invece Temer ha nelle mani il futuro di un colosso dai piedi di argilla, soffocato da recessione, inflazione e disoccupazione crescenti.
Davanti a sé potrebbe avere almeno sei mesi: il tempo necessario a Dilma per organizzare la sua difesa davanti alla Corte suprema. Se poi il processo contro Rousseff terminerà con una condanna, facendo uscire definitivamente di scena l'ex guerrigliera marxista, Temer continuerebbe a governare fino al 2018, data prevista per le nuove elezioni presidenziali.
UN DEMOCRISTIANO BRASILIANO. Fin là, il neo presidente dovrà dimostrare di avere la ricetta giusta per traghettare la settima potenza mondiale fuori dalla crisi. L'abilità non gli manca: noto per la pacatezza e la discrezione estreme, in 35 anni di vita pubblica Temer è diventato un esperto nel mediare interessi all'interno dell'estabilishment verde-oro.
Cattolico durante l'infanzia, passato alla massoneria in età adulta, il capo di Stato ad interim è un amante di libri, film classici, poesie ed epistole, che si diletta a scrivere nel tempo libero. È infatti stata proprio una lettera, indirizzata a Dilma lo scorso dicembre, a servirgli da apripista per la sua scalata al potere.
IL 'TRADIMENTO' VERSO DILMA. In quell'occasione, Temer si lamentava con Rousseff dicendo di sentirsi sottovalutato. Quattro mesi dopo lui stesso ha guidato l'uscita dal governo del suo partito, Pmdb (di centro), fino a quel momento principale alleato del partito di Dilma, Pt (di sinistra).
Una strategia rischiosa che si è tuttavia dimostrata azzeccata, pur avendo scatenato l'ira di Rousseff: «traditore» e «cospiratore» sono stati gli aggettivi più teneri usati al suo indirizzo dalla 'presidenta'. La quale però da oggi deve farsi da parte, lasciando il timone al vice che aveva sempre ignorato e che, a sorpresa, si è rivelato un astuto macchinatore.

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