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MAMBO 12 Maggio Mag 2016 1404 12 maggio 2016

Con gli epurati Giannini e Porro siamo tutti meno liberi

Grave che i conduttori di Ballarò e Virus vengano cacciati. Renzi, il pluralismo dov'è?

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Il conduttore di Ballarò Massimo Giannini.

Massimo Giannini e Nicola Porro hanno due cose in comune.
Sono giornalisti che si occupano entrambi prevalentemente di economia e sono persone garbate.
Forse da oggi avranno un’altra cosa in comune.
Sono gli epurati della nuova Rai. Scriviamo «nuova» Rai sapendo che una nuova Rai c’è sempre quando cambia il governo, ovvero il potente di turno.
RAI SEMPRE OCCUPATA. Costui generalmente prima di insediarsi a Palazzo Chigi parla di lottizzazione partitica da abolire e una volta giunto nella famosa stanza dei bottoni dà vita a una nuova puntata dell’occupazione politica della principale - ma lo è ancora? - azienda culturale pubblica con annesse epurazioni.
Porro e Giannini non dovrebbero più, a quel che si legge nelle cronache, condurre le rispettive trasmissioni, Virus e Ballarò.
Non so se il motivo dell’esclusione siano i risultati non eccezionali di ascolto.
Se fosse così dovrebbero chiudere molti altri talk show perché il genere è piuttosto usurato.
Non mi pare, tuttavia, che il nuovo gruppo dirigente Rai abbia fra le sue fila colleghi e soprattutto colleghe che sullo share hanno fatto i fenomeni.
MOTIVAZIONI POLITICHE. Le ragioni dell’esclusione dei due cronisti della carta stampata, che se la cavavano bene anche in video, è di natura politica.
Giannini è una firma de la Repubblica prima della cura di Mario Calabresi che ha trasformato un giornale molto radical in un telegiornale di governo Ancien régime.
Porro è invece vicedirettore de il Giornale e pur essendo collega dell’esagerato Alessandro Sallusti è generalmente piuttosto contenuto nei toni.
DUE TRASMISSIONI DA TUTELARE. In un Paese normale (si può ancora dire o sembra una nostalgia dalemiana?) il fatto che due trasmissioni di nicchia siano nelle mani l’una di un esponente della sinistra culturale radical e l’altra della destra culturale liberale dovrebbe essere considerata una condizione da tutelare.
Tanto il governo, il suo premier, i suoi ministri vanno a manetta su tutto il resto della programmazione televisiva!
Quando leggo di renziani che si lamentano di come vengono trattati dai media mi scappa da ridere.
Se togliamo Il Fatto quotidiano, il manifesto e il piccolo nucleo di giornali militanti di centrodestra, per trovare una notizia spiacevole sul governo bisogna leggere alcuni quotidiani online o aspettare che qualche “informato scontento” la metta sui social.
VIOLATO L'ABC DELLA DEMOCRAZIA. Tanto più grave, quindi, che Giannini e Porro siano lasciati a casa. Per loro potrebbe essere una fortuna.
Io generalmente in tivù vedo solo le partite di calcio. Resta però il vulnus di conduttori sgraditi che vengono estromessi.
Pietro Nenni quando andò al governo fece fare dall’’Avanti! questo titolo: “Da oggi ognuno è più libero”.
Oggi sarebbe improponibile. Neppure una buona legge sulle unioni civili modifica questo giudizio, perché il diritto all’informazione e il pluralismo sono l’Abc della democrazia.

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