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POLEMICHE 12 Maggio Mag 2016 1839 12 maggio 2016

Inchieste, il teatrino di Pd e M5s

Dietro la 'battaglia' tra grillini e dem. A suon di inchieste.

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Federico Pizzarotti.

Chi ha più indagati? E condannati? Chi aspetta di «vedere le carte» oggi, il Pd o il M5s?
La campagna elettorale ormai si è ridotta a una gara muscolare a chi è più garantista, o a chi ha meno avvisi di garanzia sul groppone.
Una battaglia condita da elenchi aggiornati delle grane giudiziarie dell'avversario.
Certo il direttorio M5s che ha scoperto che un avviso di garanzia non è una condanna solo dopo il caso Livorno ha prestato il fianco alla pioggia di critiche e sfottò piddini.
Che, purtroppo, non hanno impiegato troppo a mutuare i toni e i santini tanto cari ai 5 stelle.
LA GUERRA DEGLI HASHTAG. E così agli hashtag #IndagatoPddelGiorno, #IndaganoVoi e #TimandiamolaPicierno ecco pronti i #doppiamoralea5stelle e #malgoverno5stelle.
Con Francesco Nicodemo, già responsabile comunicazione del Pd e ora nel team di palazzo Chigi con Filippo Sensi, quindi non proprio un piddino qualunque, sentenziare sull'amato Twitter: «Se non fosse ipocrita e strumentale, la conversione garantista #M5S sarebbe da considerare un bene. Purtroppo è solo #doppiamoralea5stelle».
Nell'altra curva, già curva da stadio, ecco il talebano del direttorio Roberto Fico che, prima di spendere una parola per Federico Pizzarotti, mette in chiaro: «In Italia c’è un’emergenza corruzione che si chiama Partito democratico: fra rapporti con la camorra in Campania, un sindaco in carcere perché avrebbe truccato un appalto per poi cancellare le prove e gente seduta al Parlamento europeo per evasione (da 3 mln) che si tiene stretta la poltrona e fa sfigurare l’Italia».
RAGGI E I MANGANELLI. E una Virginia Raggi, candidata in volata per il Campidoglio ricordare, sempre a proposito dell'avviso di garanzia al sindaco di Parma, che è «giusto e corretto che a seguito di un avviso di garanzia vengano comprese innanzitutto le motivazioni che stanno alla base. Poi se ci sono illegalità o contrarietà ai principi del movimento è giusto dimettersi. Ma attenzione: che gli avvisi di garanzia non vengano utilizzati come dei manganelli».
«Manganelli» cari fino all'altro ieri a Luigi Di Maio che a dicembre si diceva «contrario alla presunzione di innocenza per un politico». E che solo qualche mese fa invocava «dimissioni in cinque minuti» per il ministro Angelino Alfano indagato sempre per abuso d'ufficio.
Ora però Di Maio è a Berlino in missione istituzionale per incontrare da vero leader «Johannes Ludewig, Presidente del Nationaler Normenkontrollrat (Consiglio Nazionale per il Controllo normativo) e Thomas Hadamek, Direttore generale per il Diritto parlamentare del Bundestag».
DI MAIO SI TIENE LONTANO. Da responsabile Enti locali, poi, si tiene a debita distanza dalla grana parmense. Meglio cavalcare il cavillo che a Milano potrebbe costare la candidatura a Beppe Sala. Tanto per parlare di temi e programmi.
Su Parma, invece, ha detto la sua persino Nogarin, rimarcando la superiorità morale dei grillini rispetto al resto del mondo. «Pizzarotti ha subito dato la sua piena disponibilità a collaborare con gli investigatori e ha chiesto di essere sentito in Procura. I sindaci a cinque stelle sono fatti così: si collabora sempre con i pm per accertare la verità dei fatti».
Anche se, secondo un sondaggio Ixè, il 68% degli elettori M5s pensa che debba dimettersi.
Ma vai a fidarti della magistratura e dei suoi tempi. L'avviso di garanzia recapitato a Pizzarotti, sei mesi fa sarebbe stato salutato dai vertici pentastellati come manna dal cielo: un modo per 'eliminare' l'eretico sindaco senza sporcarsi le mani. E invece Nogarin con le sue grane ha rotto le uova nel paniere.
Una giustizia a orologeria, che però perde qualche colpo.
LA CARICA PIDDINA. Invece di riflettere sulla cosiddetta questione morale o sugli errori commessi dai propri amministratori, si innesca il metadibattito. Con Matteo Orfini, commissario Pd di Roma, a dare della ridicola a Raggi, e Stefano Esposito tuonare: «Per loro i magistrati sono bravi solo quando indagano altri».
Per noi, per voi. Per loro. Pronomi che però non contemplano né i cittadini né gli elettori.
UNA QUESTIONE UMORALE. In serata è intervenuto Matteo Renzi. «Serve giustizia e non giustizialismo», ha dichiarato, «serve un sistema di garanzia: se arriva un avviso di garanzia, tutti dobbiamo ricordare che si è innocenti fino a sentenza passata in giudicato». E ha aggiunto, quasi per tenere a bada i suoi: «Tutto qui il resto è una discussione autoreferenziale a cui non partecipo».
Insomma, per il premier se «nel Pd c'è una questione morale», nel «M5s c'è una questione umorale».
Eppure, buttarla in caciara e alzare polveroni è più immediato che ragionare su programmi. Urlarsi contro è più semplice che confrontarsi nel merito.
L'ESERCITO DEI TROLL. E poi ci sono i troll dei due schieramenti che, in quello specchio poco fedele ma rumoroso del mondo che è la Rete, rilanciano e alle indagini di Parma rispondono con «e a Messina?» dove nelle stesse ore sono scattate misure cautelari per 35 persone e un consigliere comunale per voto di scambio.
I proiettili non mancano: ci sono Lodi, Potenza, Varese, Stefano Graziano, segretario dem campano e Renato Soru. Nell'altra trincea Quarto, Livorno, Gela. Ora Parma.
Poco o nulla, «sì, ma perché siete al governo in pochi centri e percentualmente...».
Eppure le percentuali che dovrebbero interessare sono altre: quelle dei disoccupati, degli sfrattati, o banalmente di chi usa quotidianamente i mezzi pubblici.
Poco importa poi se un avviso di garanzia non è un arresto o una condanna. Tutto è lecito pur di distruggere l'avversario. Pur di ragrannellare qualche voto.
Materiale da infiammare un pomeriggio, forse qualcosa di più.
Che fine abbia fatto la politica non è dato sapersi.
QUELLA SUPPLENZA ALLA MAGISTRATURA. Questo ring ridicolo però qualcosa lo dice. Per vincere, o meglio non perdere, perché affannarsi a dibattere? Meglio delegare tutto alla magistratura.
Salvo poi lamentarsi della sua ingerenza.
Tanto prima o poi un hashtag ci salverà.

Twitter: @franzic76

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