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EUROPA 13 Maggio Mag 2016 1559 13 maggio 2016

Brennero, stop dell'Austria al muro anti migranti

Il ministri degli Interni Alfano e l'omologo austriaco in un incontro al valico annunciano l'annullamento dei lavori. Ma poche ore prima Vienna aveva chiesto all'Ue permessi preventivi per nuove misure.

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Il ministro degli Interni Angelino Alfano con l'omologo austriaco Wolfgang Sobotka.

Roma e Vienna si incontrano a metà strada, proprio lì, al confine del Brennero, dove da mesi si scontrano per la questione migranti.
«Grazie all'impegno dimostrato in queste settimane dall'Italia per intensificare i controlli sui treni diretti in Austria, per il momento non si rende necessaria la costruzione di una barriera al Brennero», hanno annunciato i ministri degli interni Angelino Alfano e Wolfgang Sobotka durante un incontro al valico italo-austriaco.
«OTTIMO IMPEGNO DELL'ITALIA». Sobotka ha elogiato «l'ottimo impegno svolto dall'Italia» per limitare i flussi migratori verso Nord.
«L'Europa deve guardare avanti e non tirare indietro le lancette costruendo muri», ha detto Alfano dopo l'incontro con il suo omologo.
Alfano ha ringraziato l'Austria per il sostegno al migration compact, portato avanti dall'Italia.
17 MILIARDI DI INTERSCAMBI L'ANNO. «I nostri Paesi hanno un interscambio commerciale di 17 miliardi di euro all'anno e ogni sette secondi un Tir attraversa il confine italo-austriaco. Controlli di frontiera avrebbero perciò un impatto pesantissimo», ha detto Alfano.
«I trafficanti troveranno nuove rotte. E noi dovremo mostrare solidarietà all'Italia», ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble in un'intervista all'Handelsblatt a proposito della crisi dei migranti.
ANCHE SCHAEUBLE CON L'ITALIA. «L'Austria dovrebbe sostenere l'Italia, invece di stabilire al Brennero - una delle frontiere più intrise di significato emotivo d'Europa - nuovi controlli».
In mattinata, tuttavia, l'Ue ha bloccato il tentativo dell'Austria di ottenere una sorta di “permesso preventivo” per introdurre controlli di frontiera al Brennero in deroga a quanto previsto dal trattato di Schengen. Un tentativo di assicurarsi la possibilità di applicare misure straordinarie in caso l'Austria non reputi sufficienti le misure italiane per il controllo dei flussi.
Il 13 maggio il Consiglio Ue ha dato il via libera alla proposta della Commissione che consentirà a Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia di mantenere per altri 6 mesi solo ed esclusivamente i controlli già in atto alle frontiere interne all'area Schengen.
L'UE VIETA CONTROLLI ULTERIORI. È proprio in questo contesto che Vienna, sostenuta dalla Germania, aveva chiesto che nel testo della proroga venisse inserita una formula che permettesse l'applicazione di nuovi controlli, se necessario, anche ad altre frontiere (in primis quella con l'Italia e quindi al Brennero) senza dover seguire tutta la procedura preventiva prevista da Schengen.
Un'ipotesi che è stata bocciata senza appello dai servizi giuridici di Consiglio - ma anche dalla Commissione europea - che l'hanno giudicata non compatibile con il diritto comunitario.

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