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POLITICA 13 Maggio Mag 2016 1441 13 maggio 2016

M5s, analisi dall'attività parlamentare dei pentastellati

Contrari al 56% dei ddl, ma un quarto dei voti è favorevole. Tre anni in numeri.

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Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio in sella a uno scooter.

Gli ultimi sondaggi individuano nel Movimento 5 stelle la seconda forza politica italiana, con una percentuale delle intenzioni di voto che oscilla tra il 25 e il 30%.
I pentastellati amministrano 15 Comuni, hanno 126 parlamentari, 98 consiglieri regionali e 17 europarlamentari.
Eppure, a distanza di tre anni dall'exploit alle elezioni politiche del 2013, restano ancora un oggetto misterioso, sospesi tra la capacità di utilizzare a dovere lo strumento politico della rappresentanza e la naturale propensione a svolgere un ruolo di attore anti-sistema.
Lo dimostrano i risultati della ricerca 'Dentro o fuori dal Palazzo?' realizzata da FBLab, il centro Studi di FB & Associati, che ha fatto le pulci all'operato dei grillini nel corso dell'ultima legislatura.
SOSTEGNO A UN QUARTO DEI DDL. Durante la quale, per cominciare, non esistono casi di disegni di legge approvati grazie a un concorso decisivo del M5s.
Se nel 56% dei casi il Movimento ha espresso posizioni contrarie sui ddl esaminati nelle Aule parlamentari, com'è inevitabile che sia per un partito di opposizione, quasi un quarto dei suoi voti è stato invece favorevole. Anche se questi ultimi si sono semplicemente aggiunti a quelli della maggioranza.
APPROVATA LA VERIFICA ANTI-MAFIA. Tuttavia, ciò che risulta dai dati non può definirsi un atteggiamento ostruzionistico.
Infatti, il disegno di legge sulla verifica anti-mafia presentato dal M5s è stato approvato e altri concreti risultati sono stati riportati sui ddl relativi agli orari di apertura degli esercizi commerciali, alla class action, al reato di whistleblowing e alle auto blu. Tra i disegni di legge presentati dal Movimento 5 Stelle, in ogni caso, l’unico che è riuscito a diventare legge dello Stato è composto da un solo articolo che sopprime il limite costituito dalla necessità di essere residenti in Italia per doversi sottoporre alle verifiche antimafia. Un provvedimento condiviso da tutti, approvato dalle Commissioni senza andare in Aula. In tutti gli altri casi evidenziati, i testi del Movimento sono stati esaminati da una sola delle due Aule
RADDOPPIATE LE ASTENSIONI. Una differenza fondamentale emerge tra la fase pre-direttorio (marzo 2013 - novembre 2014) e quella post-pirettorio (dicembre 2014 - marzo 2016): l’aumento delle astensioni, che nel periodo successivo all’entrata in carica del direttorio sono raddoppiate in termini relativi.

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