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POLITICA 13 Maggio Mag 2016 1114 13 maggio 2016

Milano, Forza Italia pesca nella società civile

Medici, stilisti, sportivi, geologi: il 60% delle liste è composto da non politici. Ma non manca qualche nota stonata.

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Mariastella Gelmini.

Forza Italia, a Milano, cambia strategia e presenta una lista volta al cambiamento.
Meno politici di “ruolo” e massima apertura agli esponenti della società civile.
Al di là dei sondaggi, spesso smentiti, il dato di partenza da cui partire per l’attuale classe dirigente è il 16,61% (95.113 voti) delle ultime Europee.
Sotto la Madonnina, si giocherà la partita più importante della prossima tornata di amministrative. Per questo motivo, Mariastella Gelmini, coordinatore regionale del partito, ha deciso di agganciare ai politici di lungo corso una serie di candidati, nuovi, legati al mondo delle professioni.
C'È SILVIA SARDONE. Se si escludono gli uscenti (Pietro Tatarella, Gianluca Marco Comazzi, Fabrizio De Pasquale, Andrea Mascaretti e Luigi Pagliuca e la stessa Gelmini, capolista), qualche volto già noto della politica milanese come Gianfranco Baldassarre o Marco Anguissola e alcune promozioni dai municipi (Silvia Sardone, la biondina pasionaria azzurra non particolarmente amata all’interno del partito a causa dell’esuberante presenzialismo televisivo, ultimamente, tra l’altro, sempre più vicina al governatore Roberto Maroni, Alessandro De Chirico, Mariano Cantale, Pietro Celestino, Flavio Fera), il resto della formazione a supporto di Stefano Parisi è frutto di una selezione tra medici, imprenditori, commercianti, giornalisti ed esponenti del mondo della moda.
DA MASSARO AD AMICONE. Qualche nome? I medici Michele Carruba, Walter Baranzelli e Cesare Berra, gli imprenditori Roberto Blanco, Lorenzo Dondi e la giovane Silvia Panissa, uno sportivo dal grande passato come il calciatore del Milan Daniele Massaro (convinto da Silvio Berlusconi), il geologo Vincenzo Giovine, lo stilista di moda Giovanni Accardi, i giornalisti Luigi Amicone (direttore di Tempi, già vicinissimo a una candidatura con gli azzurri, poi sfumata, alle ultime europee) ed Emanuela Carcano della redazione Mediaset.
Unica nota incoerente, che profuma di pseudo leghismo, la presenza di Francesco Sicignano, il pensionato che il 20 ottobre 2015 sparò a un ladro di origine albanese con una pistola 38 special legalmente detenuta, proposta dal coordinamento cittadino.
SCELTE DI ROTTURA. Gelmini aveva promesso una lista azzurra incardinata sull’apporto qualificato (il 20% ndr) proveniente dal mondo delle professioni. La lista ne conta, invece, più del triplo.
Un segnale che disegna la necessità, per i berlusconiani, di superare le logiche politiche del passato fatte d’imposizioni e manuali Cencelli.
Ora, potrebbe aprirsi una fase nuova capace di rinnovare sensibilmente la futura classe dirigente. Una prospettiva interessante, soprattutto in caso di vittoria.
Speranza cui si aggrappano diversi outsider per un posto a Palazzo Marino.

La tormentata genesi della Lista Parisi

Stefano Parisi.

Più tormentata, invece, la genesi della Lista Parisi. L’ex amministratore delegato di Fastweb, fortemente caldeggiato a Berlusconi dal duo Gelmini-Bergamini, vere artefici della scelta, è stato considerato l’unico esponente in grado di aggregare il centrodestra a Milano.
Sulla carta un risultato positivo se confrontato alla burrasca romana che ha investito la coalizione, non senza danni d’immagine, sul caso Bertolaso.
Parisi aveva un’idea diversa per la sua lista, orientata, nella prima fase, esclusivamente alla candidatura di donne e uomini della società civile. Una compagine che, nell’aspirazione del manager, sarebbe stata attrattiva per il voto moderato deluso dall’operato dei partiti. L’accordo con Corrado Passera ha, di fatto, snaturato e alterato il progetto caricando la civica che porta il suo nome anche di noti mestieranti della politica. Basti pensare all’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, oppure a Manfredi Palmeri.
TUSA PADRE E FIGLIO. Quest’ultimo, per esempio, giunge allo scranno più alto dell’assemblea di Palazzo Marino nel 2006 con Forza Italia con cui inizia la sua carriera politica in consiglio comunale nel 2001. Poi un costante girovagare che tocca le sponde del Pdl prima e di Futuro e libertà poi, in seguito alla rottura con Letizia Moratti. Da finiano anomalo diventa candidato sindaco per il Terzo Polo. In passato, i più severi detrattori, hanno sostenuto che “abbia un attaccamento alla sedia patologica”.
Più interessante, però, scavare dietro le quinte. Tra i promotori della civica. Tra loro spicca il nome di Benedetto Tusa, ex membro de “La Fenice”, associazione di estrema destra vicina a Ordine nuovo. Col figlio candidato al Municipio 3.
Organizzatore della lista è Roberto Predolin, un passato da assessore nella Giunta Moratti in quota An, ora in attrito con la famiglia La Russa.
IL CASO SILVANA MURA. Molto curiosa la presenza nello staff della bresciana Silvana Mura, tra i fondatori, insieme ad Antonio Di Pietro, dell’Italia dei Valori, di cui è stata anche tesoriera. Figura controversa e temutissima dai dipietristi dell’epoca, entra in rotta di collisione con Ingroia ai tempi del progetto “Rivoluzione civile” e viene esclusa dalle liste alla Camera perché indagata dalla procura di Massa Carrara a causa di una vicenda relativa alla titolarità di un dominio internet strettamente collegato al nome di Di Pietro.
Nell’autunno del 2014 (per sua ammissione, partecipa “defilata”, a Roma, al lancio del partito di Passera) la decisione di aderire al movimento Italia Unica.
Ad “aiutare”, indirettamente, la civica di Parisi anche l’ex vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, caduto in disgrazia dopo l’arresto, avvenuto il 13 ottobre 2015, con le gravissime accuse di corruzione e concussione per appalti nella sanità.
L’ex numero due della Regione (ora uomo libero a tutti gli effetti), ha inserito nell’organizzazione un suo uomo, Marco Bianchetti, e guarda con un occhio di riguardo la corsa a Palazzo Marino della candidata Daniela Reho, in bilico fino all’ultimo per essere inserita nella lista di Forza Italia. Indecisione superata con la scelta definitiva di sposare la civica “Io corro per Milano”.

Twitter @_MagliaNera_

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