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ELEZIONI USA 16 Maggio Mag 2016 1837 16 maggio 2016

Bill Clinton, il ritorno del presidente che mise le basi per la crisi

Hillary pensa a un incarico come ministro ombra per il marito. Ma la responsabilità nel tracollo economico del 2007 è anche sua.

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Dicembre 1998, Bill e Hillary Clinton salutano la stampa prima di salire sull'Air Force One.

Durante un comizio per le primarie del Kentucky, Hillary Clinton ha promesso che suo marito Bill sarà «incaricato di rivitalizzare l'economia» se lei sarà eletta alla Casa Bianca. «Perché lui sa come farlo, specialmente in posti come quelli minerari o poveri o in altre parti del Paese che sono state escluse dalla crescita», ha spiegato, alludendo agli spesso lodati successi economici della presidenza del marito.
In Europa nominare il consorte a un ruolo così importante comporterebbe sicuramente un'accusa di nepotismo. Negli Usa, forse perché tutto accade alla luce del sole e senza alcun imbarazzo, questo non è avvenuto e non sta avvenendo, almeno a livello mainstream.
IL PASSATO SCOMODO DI BILL. A creare imbarazzo sono piuttosto le relazioni extra coniugali di Bill, un'arma sempre impugnata dal Gop, per cui forse non sarebbe appropriato un altro incarico alla Casa Bianca.
Avviene inoltre che, alla notizia data da Hillary, qualcuno si chieda se il curriculum economico di Bill sia davvero una garanzia di successo e buoni risultati.
RITORNO A UNA WALL STREET 'SELVAGGIA'. A farlo è, per esempio, il conservatore inglese Tim Worstall su Forbes. «Immaginate che Bill torni come una sorta di zar dell'economia», scrive Worstall, «Se usasse le stesse politiche di quando era alla presidenza, avremmo: un welfare più severo; più accordi commerciali; una spinta verso il surplus di bilancio e distruggeremmo il lavoro di Elizabeth Warren e Dodd Frank, rendendo di nuovo Wall Street libera di fare ciò che vuole».
Una serie di misure che renderebbero qualcuno molto felice, ma che significherebbero un notevole passo indietro. Soprattutto per quanto riguarda il settore finanziario, la cui sregolatezza ha portato alla crisi del 2007-08.

Il posto al sole di Bill nell'immaginario collettivo

Nessuno sostiene che un eventuale Mr. Clinton all'economia applicherebbe tutte queste contro-riforme, ma il paradosso è usato da Worstall per delineare una possibile linea delle future politiche della coppia alla Casa Bianca.
Il sistema americano effettivamente esplose durante l'amministrazione Clinton, e Hillary punta sul buon ricordo degli americani di quei tempi per la sua campagna elettorale.
22 MILIONI DI POSTI DI LAVORO. L'ex segretario di Stato mostra, naturalmente, solo il lato buono della medaglia ai cittadini. In otto anni di presidenza vennero creati 22 milioni di posti di lavoro. Nella primavera del 2000, l'ultimo anno in carica di Bill, la percentuale di americani occupati era la più alta di sempre.
Certo, dare al presidente tutto il merito del boom non è corretto.
Contemporaneamente al suo mandato, infatti, si assistette alla trionfale novità di internet, che aiutò a migliorare la produttività negli affari e nei profitti.
VIA PRIMA DELLA BOLLA DOT-COM. Il boom del web e delle società nate sull'onda dell'entusiasmo si rivelò poi essere una bolla (nota come “la bolla delle dot-com”), ma quando scoppiò Bill aveva già lasciato.
Il ricordo generale dell'americano medio di Bill Clinton è rimasto storicamente positivo – anche grazie al successore George W. Bush - e anche i più critici riconoscono che qualche merito lo hanno avuto pure le riforme della sua amministrazione.

Le responsabilità nella successiva crisi

Ma c'è anche un lato negativo della medaglia. In molti, sia a destra che a sinistra, sostengono che la base per la crisi del 2007-08 sia stata posta proprio da Clinton.
Durante la sua presidenza, il mondo della finanza venne altamente deregolamentato e le banche godettero di libertà che prima non avevano.
DA BANCHE COMMERCIALI A BANCHE (ANCHE) D'AFFARI. Prima del suo mandato, ad esempio, le banche commerciali non potevano trasformarsi a piacimento in banche d'affari.
Proprio quelle libertà, secondo molti, hanno portato alla crisi che ancora oggi accusiamo.
I TRATTATI DI LIBERO SCAMBIO. Un altro aspetto molto discusso è l'implementazione dei trattati commerciali, primo tra tutti il Nafta, che hanno abbassato le barriere doganali aumentando in maniera considerevole le importazioni e facilitato la fuga delle aziende in Paesi dove il costo del lavoro è più basso (Cina in primis). Quello del liberismo sconsiderato è uno dei punti più battuti dal probabile avversario di Hillary alla Casa Bianca, Donald Trump, che con la notizia di un nuovo ruolo per Bill troverà un motivo in più per andare all'attacco.

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