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MAMBO 16 Maggio Mag 2016 1102 16 maggio 2016

La Lega è morta, così Salvini fa lo spazzino

Estrema destra, moderati, M5s: raccoglie tutti i rottami politici che trova per sopravvivere.

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Matteo Salvini e Beppe Grillo.

Matteo Salvini ha avuto una idea vincente e ne sta cercando un’altra perché la prima ha esaurito i suoi effetti.
L’idea vincente è di salvare la xenofobia e l’anti-islamismo della Lega, ma di buttar via il separatismo per fare un partito lepenista. In questo modo il Matteo n.2, come dice di se stesso, ha drenato un po’ di voti di estrema destra e un po’, ma solo un po’, di Forza Italia perché il grosso dei berlusconiani delusi sta nel non voto a tener compagnia ai delusi di “sinistra”.
Ora Salvini cerca un’altra via d’uscita da una situazione che lo vede molto in tivù ma bloccato nei sondaggi. La prima strada era facile, la seconda, che sta tentando di percorrere, è più difficile.
LA CORTE DI MATTEO A GRILLO. Il leader della ex Lega vuole inseguire il Movimento 5 stelle per diverse ragioni. Lo sente affine a sé. Il M5s ha una classe dirigente cresciuta quasi tutta a destra e che con la destra ha molti tratti comuni.
Via via che il tempo scorre, questo tentativo di passare per essere una forza trasversale che spaccava destra e sinistra è finito. Soprattutto su immigrazione e diritti civili Grillo e gli orfani di Casaleggio hanno buttato il movimento da quell’altra parte. Del resto, l’alleato europeo di Grillo è Farage e fra un po’ cercherà altri 'impresentabili' in giro per il mondo.
Per Salvini si tratta di blocchi elettorali confinanti con i suoi. Un altro leader avrebbe scatenato la guerra, Bossi ad esempio, lui invece cerca l’appeasement. Lo cerca perché vuole disperatamente raggiungere un risultato vittorioso al suo curriculum ricco solo di sondaggi positivi, mentre Bossi era andato al governo e c’era rimasto. Se risultasse grande elettore di sindaci nelle prossime amministrative, da Milano a Roma, potrebbe dire di essersi messo in partita piuttosto che essere costretto frequentare questa manica di sfigati, da Meloni e Berlusconi, che non vinceranno più niente.
LA LEGA DI BOSSI ORMAI È MORTA. Probabilmente Salvini ha in testa anche un’altra evoluzione politica per se stesso e il suo mondo. Lui sa che la Lega come tale è finita. Lui crede di sapere che i 5 Stelle moriranno perché travolti da una guerra civile appena iniziata e perché ogni volta che si costruisce un potere nuovo arriva un pm a smontarlo, uno a caso.
Allora pensa, da vecchio politicante, di fare con i 5 Stelle guidati da un Grillo sempre un po’ “stanchino” e da un Casaleggio minore, che non conterà mai come suo padre, l’operazione che ha fatto con la destra e con i berluscones delusi.
Insomma, Salvini è una specie di spazzino della politica, dove vede rottami raccoglie e inghiotte.
Il suo vero ostacolo è che questa strategia si scontrerà con il carattere lento ma via via più fragoroso della implosione dei 5 Stelle e col fatto che, malgrado il presenzialismo televisivo, la sua immagine è ormai vecchia, in un Paese che consuma partiti, conduttori tivù, politici.
Oggi sta giocando la carta Parisi piuttosto che quella Marchini. Potrebbe essere la carta buona, anche in caso di sconfitta milanese. Perché, a differenza di gufi e catastrofisti, penso che gli italiani si stiano rompendo sia dei politici che rubano sia di quelli che urlano (praticamente tutti).

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